Non può essere mai come ieri
Come ogni buon blog che si rispetti, vado a salutare il 2008 con la riproposta di ciò che di meglio ci ha regalato quest'anno.
Ah, caro 2008, quanto ci mancherai. Certo, hai avuto anche tu i tuoi momenti di stanca, i tuoi errori, le tue brutte figure. Quante volte ci hai fatto pensare "no, non è proprio il tipo di anno che mi aspettavo che fosse", o "questo 2008 non è all'altezza del, che so, 1956", o anche "è stato un aprile di merda"; ma, credimi, ci mancherai, ora che non ci sei più.
Film più bello visto nel 2008.
Un flebile anacoluto, di T. Visagisti, con K. R. Stuart, V. Bruni Tedeschi e altra gente che non mi ricordo.
Lui è un quarantenne in crisi. Lei anche. Lui fa un lavoro poco stimolante, tipo il pubblicitario per la Dolce Euchessina. Lei ha che fare con persone problematiche, tipo Silvio Muccino. Vivono in un condominio, e i vicini sono dispettosi. La figlia vorrebbe isciversi a farmacia, ma c'è il numero chiuso. La macchina ha un problema al carburatore, e il meccanico è in ferie.
Ma poi, una mattina, suonano il campanello, lui va ad aprire e...niente, avevano sbagliato.
Il nuovo capolavoro del cinema italiano, passato ingiustamente inosservato da critica, pubblico e passanti.
Libro più bello letto nel 2008
Sindrome scrotosinclastica mortale, di Mike Raperunzel.
Un misterioso killer terrorizza la città, uccidendo chiunque sia disposto ad ascoltare il racconto delle sue ferie a Pinerolo. Le vittime vengono ritrovate orribilmente mutilate, con i testicoli esplosi dalla noia. Su questa terribile catena di delitti viene chiamato ad indagare Nick Othon, il celebre detective sordo.
Un thriller ad altissima tensione, dallo stesso autore di "Abbassa la musica per favore".
Disco più bello ascoltato nel 2008.
Gangsta Bloody AssassiNation, dei Terrible Soundtrack.
Un album che ha ricevuto, da parte del pubblico, minore considerazione di quanta ne avrebbe meritata, che riporta il gruppo di Waco agli antichi fasti. Se il primo brano, That Little Flowers Bouquet, non è altro che la riproposizione in chiave techno di un oscuro canto alpino (con tanto di campionamento elettronico di campanacci di mucche), è con il secondo brano, Farewell My Beauty, che avvertiamo una forte rilettura dei temi classici del gruppo: una base ritmica continua, l'uso creativo dei cori, un riff ben modulato e il finale esplosivo chiariscono quale dovrebbe essere, secondo i ragazzi texani, la direzione che dovrebbe prendere il rock al giorno d'oggi. Degne poi di nota Black Lil' Face, con un ardito mix di sonorità tribali e mandolini, e Ol' Boot, sul tema del tempo che passa e quasi traccia non lassa. Infine, a conclusione dell'album, la stupenda Oh My Beautiful Lauderette che, con un ritmo ipnotico e vertiginoso, ci parla di temi universali quali amore, sessualità, bellezza e conclude con un'incitazione a combattere i mali del mondo, come la povertà, o a cadere, inerti, a terra.
Spettacolo teatrale più bello visto nel 2008
Carlo Monni legge le poesie di Mario Luzi, con Carlo Monni.
Una scena disadorna, solo una sedia sul palco. Carlo Monni entra e ci si siede. Apre un libro di poesie di Luzi e inizia a leggere. In silenzio. Ogni tanto gira pagina, tira una bestemmia e chiede se qualcuno gli può portare una birra. A volte sbatte il libro a terra, perché le poesie di Luzi gli fanno cacare.
Blog più bello scoperto nel 2008.
Questo.
Senza ombra di dubbio.



