Con abilità, calma, coraggio
una buona strategia e un po' di fortuna
si può arrivare alla conquista del mondo
Fuori i ragazzetti, le femmine e gli uomini che si depilano il torace.
Questo è post serio, e si parla di politica.
Prima immagine: D'AlemoniMassimo D'Alema è un fine politico, uno stratega. Quando era segretario del PDS, la sinistra ha vinto e il suo era il primo partito in Italia per numero di voti. Il suo avversario, WV, ha perso tutto il perdibile (ma ancora gli voglio bene). D'Alema è viscido, spocchioso, arrogante. E' il più bravo della classe, e di solito ci azzecca. Parla di inciucio con Berlusconi per fare le
indispensabili riforme costituzionali e metà PD ci pensa su. Però, magari, forse, in effetti, se lo dice Massimo probabilmente è il caso.
Un accordo con Berlusconi.
E' come ritrovarsi nudi in un vicolo umido e buio insieme a un naziskin armato di mazza da baseball e proporgli un accordo su quali parti picchiare.
Mentre vi sta picchiando.
E grida che vi vuole morti.
E l'unica arma che avete è un souvenir del duomo di Milano.
Seconda immagine: D'AleRisikoVorrei ritrovare questo articolo di tanti anni fa, un'intervista a Fabio Disperso Mussi, in cui lui ricordava la gioventù di lotta e militanza a Pisa, gli anni dell'Università, l'amicizia con il giovane compagno D'Alema. Me la ricordo perchè c'era un accenno a una cosa che mi colpì tanto: le nottate intere passate a giocare a Risiko, con D'Alema che aveva una "incredibile determinazione a vincere". Perché me lo ricordo? Fondalmentalmente perché ricordo le peggiori stupidate (ma poi scordo le chiavi di casa). Questo ricordo non mi ha mai abbandonato in questi anni, e non capivo perché. Poi, alla notizia dell'ennesima proposta di inciucio da parte del vecchio Massimo, ho capito.
Nel Risiko esiste una strategia non ufficiale, anzi disprezzata, ma largamente utilizzata: è quella del territorio a scambio (chi ha giocato lo sa). Mi spiego. La base del gioco é la possibilità di rafforzare il proprio esercito attraverso l'inserimento di nuove armate, carne da cannone bella fresca, ottenibili attraverso la combinazione di certe carte. Queste carte si ottengono durante la partita, una a ogni turno di gioco, SE e SOLO SE, durante quel turno di gioco si è conquistato almeno un territorio. In breve: tocca a me, attacco un territorio, se lo conquisto ho diritto a una carta, altrimenti nisba. Date le possibili combinazioni, si possono ottenere rinforzi al massimo dopo cinque turni di gioco nei quali si abbiano fatte conquiste. Fine dello spiegone.
Ora, cos'è il territorio a scambio?
Semplicemente posso accordarmi con un avversario per lasciare sguarnito un territorio di confine in modo che lui possa facilmente conquistarlo (e prendere una carta con facilità). Ovviamente, lui farà lo stesso.
Questa tattica funziona finché il gioco non converge verso la fine. A quel punto il giocatore con la strategia migliore (o, visto che si gioca a dadi, il culo più grosso), abbandonerà qualunque tattica per concentrarsi sull'obiettivo finale, cioè la vittoria.
Immagine finale: D'ApocalisseMa veniamo alla morale.
A me sembra che Massimo abbia giocato talmente tanto a Risiko da averne oppreso i meccanismo di gioco e averli importati nella vita reale. La tattica del territorio a scambio (cioé mi accordo con un avversario per un vantaggio temporaneo che porta frutti ad entrambi) funziona solo se poi vinci. Se vince sempre l'altro no, mica va bene.
D'Alema, perché fai così? Dimmelo, D'Alema, dimmelo.
L'unica risposta che mi viene è che abbiamo un obiettivo così difficile da raggiungere che tanto vale cercare di sporavvivere entre gli altri trionfano e conquistano Australia, Sud America, Giappone, Territori del Nonno...sfornano rinforzi su rinforzi, attaccano con tutte le armate e fanno sempre sei-sei-cinque.
Noi, più di un tre-tre-due non andiamo mai.
Quali sono gli obiettivi che abbiamo pescato? D'Alema, dimmelo, sarò forte.
Conquistare 24 territori?
Conquistare Asia e Africa?
Distruggere le armate nere?
Dimmelo, D'Alema.
Dimmelo.