lunedì, febbraio 19, 2007

L'essenziale è invisibile

Post di servizio per fare il punto di tante (quattro) ed eventuali.
Primo: mi è stato chiesto, in modi e maniere diverse, che cosa volesse dire il post di venerdi, quello del cavallo e del tipo che scava la buca per motivi misteriosi (è forse affetto da labirintite?). La risposta è: nulla. Semplicemente sin da quando ho il dono della ragione (una settimana fa, più o meno) ho sempre desiderato essere uno scrittore, con tutte le mie forze, tanto che a volte nella mia vita capita che io mi fermi all'improvviso, stringa gli occhi, stringa i pugni, mi concentri tutto in me stesso e con la faccia rossa dallo sforzo cerchi di diventare uno scrittore, ma finisce solo che devo correre forte forte in bagno. Perchè quello che mi manca (oltre al talento, ma quello non conta, guardate Baricco) fondamentalmente è la costanza (non Phonorama, la costanza intesa come applicazione duratura e volenterosa) di mettermi lì con la testa china sul computer. Insomma, vorrei fare lo scrittore ma senza quella cosa pallosa del dover scrivere. A volte però ci ho provato, ma poi mi arrendo, magari ho un'idea geniale, ma più in là di dieci pagine non vado, mi annoio e vado a fare cosa più interessanti e alla mia portata, tipo lanciare una pallina da tennis contro un muro, e poi torno e quello che ho scritto mi fa tenerezza e gli trovo una collocazione degna (il cassonetto dell'Asmiu). E allora ho pensato che potrei fare una nuova rubrica a-periodica, così scrivo questi abbozzi di racconti già abortiti in partenza, semplici incipit che non finiscono, alla fine lo dice da qualche parte anche Barthes, che il fascino dei libri spesso è tutto nascosto nella purezza delle prime righe, che ti portano in luoghi mai visti e in epoche mai vissute. Secondo me però mi annoio prima.
Secondo: non c'entra niente, ma a quanto pare la frase "piove sui giusti e gli ingiusti" non ha il significato che gli si attribuisce solitamente. Se nel parlare idiomatico significa che il destino colpisce indifferentemente, senza badare alla rettitudine morale di alcuno (e infatti sia Hitler che Gandhi sono morti - com'è noto - di pistolettata) nel vangelo di Marco (si, è una frase del vangelo. No, non l'ha inventata Snoopy. No. No, Schultz era un esperto biblista. Si, era cristiano. Si, Schultz era cristiano. Posso continuare?) nel vangelo di Marco la frase sta a significare, più o meno, che la giustizia divina è tanta e tale che fa piovere sia sul campo del giusto che su quello del malvagio, rendendo i campi coltivabìli. Che significa? Non so, a meno che in realtà la frase originale non fosee "piove sul Giusti e sull'Ingiusti". Ignoro chi sia l'Ingiusti.
Terzo: e a proposito di religione, domani farò un post a lungo meditato, vagheggiato e pensato e elaborato: parlerò del Codice da Vinci - il libro, il film figuriamoci se lo vedo, ah ah, il film, dovrebbero legarmi ad una sedia e sottopormi al trattamento Ludovico per farmelo vedere, ah ah, il film...
Quarto e ultimo: tornando su quanto ho detto giorni fa sul nuovo disegno di legge del parlamento: io proprio non capisco quest'acrimonia generalizzata di tutto e tutti contro i Dico. Voglio dire, servono, sono utili, la roba costa poco e mica tutti possono andare al Penny. Guardi signora mia, non mi faccia parlare del Penny.

venerdì, febbraio 16, 2007

In media res

L'ultima volta che era stato lì era stato dodici anni prima. Allora c'era un grande faggio vicino alla palizzata, e spesso si andava a sdraiare sotto l'albero per ripararsi dal calore del mezzogiorno, e se si addormentava c'era sempre qualcuno che veniva a svegliarlo per tornare a lavorare. Adesso al posto dell'albero c'era un grosso vuoto, non un buco, semplicemente il vuoto lasciato da qualcosa che non c'è più, lui lo vedeva, lì prima c'era stato un grosso albero e adesso non c'era. Il cavallo era stanco e nervoso, scrollò la testa come per dirgli qualcosa. Si chinò a raccogliere una manciata di terra, e se la passò pensieroso tra le dita. Tornò verso il cavallo, gli passò le briglie sul collo e gli accarezzò la testa, parlandogli piano. Si avvicinò alla sella, aprì la borsa e tirò fuori la mappa. Un attimo e ce ne andiamo, disse accarezzando il collo dell'animale. Nella luce del tramonto non riusciva a vedere bene, ma si ricordava quello che c'era scritto. Si mise in piedi nel punto esatto in cui si trovava l'albero, e cominciò a contare i passi muovendosi lungo la palizzata. Il terreno fangoso gli tratteneva gli stivali, e ancora non riusciva a reggersi bene sulla gamba. Contati un certo numero di passi si voltò a sinistra, e ne contò altrettanti, cercando di mantenersi in linea retta rispetto alla palizzata. Si fermò, e nella luce sempre più fioca cercò un punto di riferimento. Poi calcò un pò il terreno con il tacco dello stivale e tornò al cavallo a prendere vanga e piccone. Il terreno è morbido, farò in fretta, aspetta ancora un pò, disse al cavallo che lo aspettava immobile. Cominciò a scavare nel punto che aveva segnato e dopo mezz'ora ancora non aveva trovato niente. Ormai non riusciva a vedere neppure la palizzata, tanto si era fatto buio, e gli faceva male la gamba. Si fermò, esausto, appoggiandosi al bordo della buca dove ormai entrava fino alla coscia. Qui non c'è nulla, disse nel buio. Ma dopo pochi minuti riprese a scavare, e continuò finchè la punta della vanga non incontrò qualcosa di metallico. Accese l'accendino per vedere meglio e si mise a scavare con l'altra mano finchè non mise allo scoperto un grosso coperchio di metallo. Ci siamo, l'ho trovato, pensò. Si tirò fuori dalla buca e si accese una sigaretta, scartando dal pacchetto quelle che si erano bagnate al fiume. Bene, pensò, il baule esiste. Il problema adesso è tirarlo fuori di lì.

giovedì, febbraio 15, 2007

Qultura alta

Accipicchia amici, ma quanto vi ho mancato, eh? Scommetto che avevate tutti lo spavento che ero morto, non è così? E invece non lo sono, sono sempre io, il vostro amatissimo Luke Perry, redattore della rubrica più frizzante del Blog Ottuso. Ah, ma quanto sono ganzo. Sono veramente un ganzo. Non sembra anche a voi che sono un ganzo? Ma pensate un po', oggi parliamo di cinema, o, per meglio dire, dei...cinematografi!!
- Vacanze nella stanza dei bottoni, di Carlo Vanzina con Massimo Boldi, Nastassja Kinski e Ernest Borgnine. A causa di uno scambio di persona un notaio milanese in vacanza in America diventa presidente degli Stati Uniti. La sua prima decisione è quella di varare una legge che consente di alzare le sottane alle professoresse, ma la sua amministrazione viene coinvolta in uno scandalo di tangenti. Il presidente apre gli occhi e capisce di essere manovrato da potenti ed oscure lobbies, e si dimette, ma prima fa lanciare sulla sede dei suoi nemici la potente Bomba Scoreggia.
- In the Mouth of Incredible Darkness, di un regista inutile con Bruce Willis, Ben Affleck e qualche bella figliola, prodotto da Jerry Bruckheimer. Una gigantesca minaccia di indescrivibile potenza rischia di estinguere la vita sulla terra, ma quale sia questa minaccia non ci interessa, nè la verosimiglianza di ciò che accade. Esplosioni, missili, scoppi, fiamme, fuoco e attori che recitano solo ed esclusivamente gridando.
- Il Buco della Serratura, di Tinto Brass, con donne inconsapevoli. Questa volta il vecchio maiale ha fatto un film guardando dalle serrature delle porte, sperando di vedere giovani prosperose che si spogliano. Tre ore di film per vedere una casalinga che stira camicie.
- Jackpot! di Martin Scorsese con Robert de Niro e Julia Roberts. Lui è un ladro, lei una cameriera che lavora nel ristorante a fianco della banca. Vi ho già detto tutto, non succede altro, a che pro andare a vederlo? Tanto questi film americani sono tutti uguali. Dai, rimanete a casa a fatevi una partita a Scarabeo. Che è poi quello che avrebbero dovuto fare regista e attori.
- Film in costume ambientato a Roma nel '700 che tanto non guarderà nessuno ma fatto da noi ggente de cinema, di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Alessandro Gassman, Harvey Keitel e tanta gente che non mi ricordo ma in qualche modo si deve campare, no?
- Actualworld, di Gabriele Salvatores con Claudio Bisio. Un regista ex-sessantottino di successo che lavora per un miliardario di destra padrone del paese ha una crisi di coscienza, ma poi scopre di avere tanti amici, tutti ex-sessantottini di successo che lavorano per un miliardario di destra padrone del paese, e si tranquillizza.
- Lo stridore del gesso sulla lavagna, di Josif Karavan. Sette minuti con la camera fissa che inquadra il tentativo di un uomo di scrivere su una lavagna tenendo il gesso in un orecchio. Solo sette minuti, ma vi sembreranno molti di più. L'ultimo lavoro del grande maestro lituano dei cortometraggi.
- Tamaso Ma Jyotirgamaya, di Apu Nasapetimapetilon con Apu Nasapetimapetilon e Ira Manish. A Nuova Delhi un giovane ciccione con la faccia da scemo crede di essere tanto affascinante da far cadere ai suoi piedi qualunque donna, senza rendersi conto che, se questo succede, è solo perchè la sceneggiatura del film è sua, la regia anche, ed è amico del produttore. Il remake indiano di Fuochi d'Artificio di Leonardo Pieraccioni.
- El Hombre Manifesto, di Pedro Almodovar. Un uomo che in realtà è una donna travestita conosce una giovane contadina ingenua che in realtà è un anziano trafficante di armi che ha un figlio sposato con una ragazza di Barcellona che in realtà è di Madrid, ma che aspetta un figlio dal sindaco di Siviglia che in realtà è un architetto disoccupato sposato con una donna con i baffi che in realtà sono solo peli superflui.
- Romeo e Giulietta, di Pupi Avati con Flavia Vento e Raul Bova. Dopo dieci minuti di visione spererete di diventare sordi. E ciechi.
Buona visione amici!
Luke

mercoledì, febbraio 14, 2007

Ogni tanto anch'io voglio dire la mia













ah ah le matte risate.
PS: tanti auguri di S.Valentino a chi li vuole, e tanti auguri di compleanno a Gio-Gio (che è ancora troppo giovane per venire sul Blog Ottuso, ma un giorno lo farà. Ah, se lo farà).

martedì, febbraio 13, 2007

Rock sta per molte cose...

Mi sa che non c'è un gruppo nel panorama musicale mondiale che abbia più spocchia degli U2 (forse i DHAMM, ma è roba vecchia). Tanto per dirne una, il cantante è quello che va in giro a dire ai capi di stato che devono cancellare il debito coi paesi poveri perchè altrimenti lui si sfava. E se si sfava Bono Vox...però la musicarella che fanno è spesso piacevole, ti fa passare quei quattro minuti necessari per passare da un semaforo all'altro, e quando vai in un bar e la usano come sottofondo non devi neanche urlare per ordinare una birra. Certo però che poi le canzoni, porca miseria, sembra di ascoltare l'intera discografia di Bon Jovi tanto sono davvero tutte uguali. Parte la musica e neanche hai bisogno di sentire chi canta: questi sono gli U2. Un disco a me piaceva molto, era quello del periodo berlinese, Zooropa, c'erano un paio di canzoni a cui sono molto affezionato, Numb cantata dal vecchio maiale di The Edge e la title track tutta effetti distorti...ah, gli anni novanta. Comunque volevo parlare dell'ultimo lavoro (dimenticabile, come sempre ultimamente) degli irlandesi, ma non delle canzoni, che continuano a rientrare nello standard-Bonjovesco (insomma, canzoni tutte uguali), quanto piuttosto del video dell'ultimo singolo, Windows in the Sky (trasgressivi e fuori dagli schemi anche nel titolo, eh?) che ho visto l'altra sera e che - devo dire - è bellissimo. Per la prima volta (inorridisco ancora al ricordo del video di Elevation) hanno fatto un bel lavorino, perlomeno non autocelebrativo, con loro che si limitano ad apparire tra il pubblico che assiste ai concerti di Sinatra, dei Queen, Elton John, Satchmo, Frank Zappa!, i Ramones!, Lou Reed!!, Patti Smith!!!!!!!! Che spettacolo, mi viene da pensare. Ma allora è vero che siamo tutti qui in ginocchio di fronte al rock, che qualunque merdata tu faccia (tipo tu, Bono Vox, schiavo della tua musica miliardaria senza spina dorsale) alla fine riconoscerai sempre la tua ascendenza lineare, quella sporca, cattiva, disperata e senza salvezza che è la musica dei neri.

lunedì, febbraio 12, 2007

ch'Ennoia

Ora, io mica ce l'ho con nessuno. Figuriamoci, a volte faccio anche la figura del bimbaccione al quale stanno simpatici tutti, che volemose bene, che semo tutti nella stessa barca, che ma si figuri prego dopo di lei. Detto questo, io proprio non capisco tutta questa polemica sui Dico. O meglio, la capisco, alla fin fine non mi stupisce, ma mi rattrista vedere che a pensar male si fa peccato ma ci si becca. Mi viene anche da pensare che a essere di sinistra non si fa neanche fatica, e questo è incredibile, perchè a sinistra c'è D'Alema che quando pensi che è in Parlamento anche con i tuoi voti ti verrebbe voglia di iscriverti al Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, che almeno gli stai un po' lontano (e invece mi immagino questa riunione segretissima, questa iniziazione necessaria per entrare nel partito che devi portare un fiasco da 125 cl di sangue d'ebreo e giurare sulle ceneri di Hitler mentre suona Wagner e tutti gridano in tedesco, e a un certo punto ti senti battere sulla spalla, ti volti e c'è D'Alema che ti dice "guardi che i calzini blu non ci vanno proprio con i mocassini marroni"). Insomma, nonostante tutto mi sembra che essere di sinistra sia anche troppo facile, perchè vedi che alla fin fine viene fatta una cosa di sinistra come riconoscere dei diritti civili e patrimoniali a chi non ce li ha, e la destra - o meglio, tutti quelli che da elettore di sinistra percepisci come destra - si mettono a urlare come galline spennate - e il meglio è Schifani, che adesso che è all'opposizione non sa che fare, e sbatte contro le finestre come i mosconi. Perchè tutto questo livore contro la parte avversa alla fine lo capisco, non lo apprezzo ma lo capisco, e non mi stupisco per l'esilità delle argomentazioni contro i Dico. Tipo che la famiglia, i valori, la tradizione. Che poi come argomento la tradizione non vuol dire niente, perchè prima del motore a scoppio c'era il vapore, e prima ancora le mucche, ma nessuno si straccia le vesti contro il motore a scoppio perchè è contro le nostre sane tradizioni (con tutto che il motore a scoppio fa male, soprattutto quando scoppia). Ma l'argomento più bello, quello che mi fa spisciare dal ridere (si ride per non arrabbiarsi) è quello che dice "fare questa legge significa permettere agli omosessuali (ma è una parola troppo politicamente corretta, in realtà in cuor loro pensano RECCHIONI, così grosso, urlato) di adottare i bambini, e poi dopo loro ci fanno la pedofilia e la mettono sull'internet", con un triplo salto mortale nella logica che a noi Aristotele con i suoi sillogismi ci fa una sega, ci fa. I campioni di questa moralità appiccicosa e imbarazzante, che piega tutte le peggiori fobie del mondo a interessi di parte (permettere a un convivente di entrare nell'asse ereditario diventa la causa scatenante del male del mondo, mafia, bullismo e errori arbitrali compresi) sono principalmente tre: la Casa delle Libertà - ora, io non voglio fare sempre i soliti discorsi, ma è possibile che a difendere la famiglia ci siano un settantenne Plutocrate che tradisce la moglie ogni volta che parla, un Ciellino divorziato e risposato con una miliardaria figlia di cementificatori e immobiliaristi, un Fascista della prima ora che le donne in cucina e gli omosessuali (vedi sopra) al Kampf, e infine un povero Malato che mentre parla di secessione e minchiate varie sbava su tutto il bavaglino; la seconda squadra di campioni è quella della CEI, con Ruini che è un mago, prima spara a zero, poi chiama Ratzinger e gli dice cosa deve dire, in modo da poter andare in giro con la faccia di quello che le spara addirittura prima del papa. Aw, Ruini, Ruini, no, voglio dire, Ruini; infine, e qui non si sbaglia mai, la corazzata del giornalismo italiano, che Cogne è ancora un caso di attualità (a volte pure Marta Russo, e forse anche l'omicidio di Cesare) e la cronaca nera va alla grande, poi quando devi parlare di temi che riguardano l'etica e la morale (e quindi ci vorrebbe come minimo un po' di basso profilo) si sparano dei titoli come quelli di Studio Aperto, con i giornalisti che leggono le dichiarazioni di Prodi scuotendo la testa. Scaletta tipo di Studio Aperto:
- Previsioni del tempo
- aggiornamento su Cogne
- strage in (posto qualunque)
- ennesima dichiarazione cretina di (esponente a caso del centro sinistra)
- le vacanze delle veline
- le vacanze di Boldi
- ondata di (caldo se è estate, freddo se è inverno)
- le vacanze di uno del Grande Fratello.

Mia piccola e povera Italia.

venerdì, febbraio 09, 2007

Cose che non importa sapere - sesto episodio

C'è un luogo tra il giorno e la notte nel quale tutto può accadere...è il mondo delle cose la cui conoscenza è inutile (e talvolta dannosa):
- nel 1981 un biologo del Nicaragua, Alvaro Maracaeno, sostenne di aver scoperto nel suo paese le tracce di un ominide che sarebbe stato l'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia. Se tale scoperta fosse stata confermata, tutte le teorie sulle evoluzione umana sarebbero state sconvolte. Tuttavia si è in seguito scoperto che le tracce erano in realtà quelle della Fiat Duna di proprietà dello stesso scienziato;
- non tutte le ciambelle riescono col buco: quelle prodotte dalla pasticceria Flambon, a Rennes, sono tutte senza buco, perchè il proprietario, Philippe Flambon, non ha il pollice opponibile (necessario per fare il buco nel mezzo);
- forse non tutti sanno che in realtà il mese di Marzo ha solo diciotto giorni, dei quali quasi la metà sono venerdi 23;
- il colore giallo è stato inventato nel 1826 da un imbianchino di Rotterdam. Prima di questa data le cose gialle erano beige;
- Milius van Aart era un celebre pittore fiammingo del XV secolo. Un giorno, per ingraziarsi il suo committente, lo ritrasse molto più bello di quanto in realtà fosse, ma mal gliene incolse: infatti il nobile decise di punire l'insolenza del pittore con 400.000 frustate, dicendo che nessuno doveva cambiare l'operato del buon Dio. Dopo la tremenda fustigazione van Aart si difese dicendo che la sua arte era un dono di Dio e come tale lui l'aveva utilizzata. Il committente ne fu sinceramente commosso e, per scusarsi col pittore, lo fece frustare ancora, ma solo per 5.000 volte;
- il primo film del maestro Ivano Rattalzi era un documentario di sette ore, muto e in bianco e nero, sulla vita delle talpe. Alla prima proiezione erano presenti circa 150 persone, la metà delle quali fu poi trovata morta alla fine del film;
- la gazzella indiana può correre fino alla velocità di 60 km/h, ma non c'ha mai voglia di farlo;
- recenti studi hanno dimostrato che se tutti gli esseri umani smettessero di respirare per solo sette ore, avrebbe istantaneamente termine l'effetto serra;
- il record mondiale di sputo più lontano è di Valeria Pinzulli, di Ragusa. Ai mondiali di Minsk ha raggiunto infatti la prodigiosa distanza di 78 m;
- dopo la zanzara tigre, un altro feroce predatore sta arrivando a funestare le notti degli italiani: si tratta della zanzara sardonica. Questo crudele insetto non punge nessuno (si nutre infatti di panini al tonno lasciati incautamente incustoditi su tavoli, banconi e mulattiere) ma passa l'intera notte a ronzare intorno all'orecchio di chi sta cercando di addormentarsi, per poi sparire istantaneamente non appena uno accende la luce per cercarla. Tutti i più importanti centri di ricerca del mondo stanno lavorando per una soluzione a questo terribile flagello.

giovedì, febbraio 08, 2007

Publog Relations

Io devo delle scuse a tutti voi. Si, tutti voi che ottusamente vi ostinate a visitare questa landa desolata e sprovvista di pudore. Vi devo delle scuse. Vi devo delle scuse perchè sono stato costretto dagli eventi a eliminare un post che aveva dato adito a molte polemiche e che mi aveva valso accuse terribili. Si tratta del post di lunedi 5 febbraio, che non mi ricordi più il titolo...quello scritto da Victoria Sliv...Silf...Silvestedt. Cos'è accaduto?
Semplice: è accaduto che ho ricevuto una vibrante lettera di protesta da parte di Veronica Lario, la quale mi intimava di eliminare il post in questione. Vi leggo parte della lettera: "...è inammissibile che le venga permesso di fare quelle affermazioni. In quanto ex-attrice di un film di Dario Argento (che continua ad essere uno degli uomini più brutti che io abbia mai conosciuto - dopo Cesare Previti) sono assolutamente sconvolta dal fatto che lei prometta maggiore visibilità mediatica e soprattutto maggior fascino nei confronti dell'altro sesso a chiunque si offra di scrivere sul suo vergognoso blog. Questa deriva zapaterista deve avere fine. Inoltre lei puzza come il deretano di un cammello. Cordiali saluti ecc.ecc." Resomi conto della situazione, ho deciso di eliminare il post in questione e porre fine alla deriva zapaterista.
Allo stesso tempo però ho involontariamente eliminato due commenti che nel frattempo mi erano giunti, uno da parte di Gianluca - ormai passato al lato oscuro della forza - l'altro da una misteriosa Roberta che, come potete vedere qui, lascia il suo profilo Blogger invisibile - immagino per evitare possibili ritorsioni. Insomma, Roberta mi dice delle cose molto carine, tipo che la faccio ridere molto e che vorrebbe avere un figlio da Luke Perry - è vero, lo giuro su questa Bibbia (mette la mano su un rotolo di nastro adesivo).
Infine - poi basta, mica posso stare qui tutto il giorno, ho anche una vita sapete? - segnalo i seguenti aggiornamenti nella colonna dei miei link:
- il blog dei BUONI PRESAGI: una delle mie letture preferite. Intelligente, molto divertente, con una sana dose di cinismo. Ha una rubrica mensile nella quale Scott Ronson recensisce i libri che ha letto in quel mese, è un blog frequentato dai Wu Ming ed è di sinistra, ma di sinistra davvero;
- il blog di DIEGOZILLA: già detto prima;
- il blog di ARTEMISISA: il blog è un vero messaggio nella bottiglia. Si può essere consumatori critici nonostante tutto e tutti? Non fatela sentire sola nella battaglia;
- il blog di SECLET: l'ho scoperto da poco, un blog che parla in maniera molto divertente di internet e di informatica , ma non solo - cercatevi il video di SuperMario che va a Vice City, è esilarante;
- il blog di FILIPPO BERTI: eccoci qua. Lui lo conosco davvero, a vent'anni è andato in Irlanda per pochi mesi e c'è rimasto otto anni, adesso vive a Cupertino e lavora alla Apple. Quando si dice la genialità. Ciao Pippo, vecchio mio!
Io ho finito. A meno che domani non mi scriva il marito della Veronica Lario...

mercoledì, febbraio 07, 2007

Le Maison da Invidiare - Villa Spirocheta

Riprende il nostro viaggio tra le case da sogno che popolano la nostra bella Italia. Ah, l'Italia, con i suoi monti, i mari, le città d'arte, che ce la invidiano in tutt'i mond l'Italia, che andiamo all'estero ma l'Italia è tanto bella e ci sono tante cose da vedere, e invece no, noi si va all'estero e intanto qui comandano gli stranieri, e tanto si sa, i politici sono tutti dei gran ladroni e chi le paga le tasse? chi? noi le paghiamo, ecco chi.
Oggi siamo a Grandangolo (US), un ridente paesino della costiera laretauna, ospiti del marchese Piffero degli Orzata Sfiatata che ci conduce a visitare la sua stupenda abitazione: villa Spirocheta. La villa sorge su un antico e caratteristico cimitero vudù, e pare che la sua costruzione risalga addirittura al 1984 (dopo Cristo). Leggenda vuole che che la sua costruzione si stata fortemente voluta da un assessore colluso con la mafia, misteriosamente scomparso in un regolamento di conti con un cameriere pignolo in una pizzeria a Collemaggiano (GH).
Ma quello che ci interessa davvero è ammirare il meraviglioso lavoro di restauro che il marchese ha condotto sulla villa: dopo un propileo con colonne in marmo bianco di Carrara, veniamo condotti nel salone delle feste, che il marchese ha voluto con le pareti completamente ricoperte da pellicce di orso bianco (da notare che gli orsi bianchi sono ancora vivi e legati alle pareti con corde di chiffon e lana merinos e vengono nutriti quotidianamente con caviale nero del Volga e salmone affumicato norvegese). La camera degli ospiti è arredata con un letto francese a baldacchino del XII secolo, con materasso e coperte dell'epoca, e con un meraviglioso tappeto persiano decorato in oro e capelli di bambini afgani. Dalla cucina - pietra serena e alluminio per il lavello, mogano e piombo laminato per il fornello - dove troneggia un gigantesco frigorifero marca Eisenhower nel quale il marchese conserva le sogliole e il burro, passiamo alla sala da tè, affacciata sulle bucoliche colline della campagna. Mentre sorseggiamo tè indiano, il marchese ci svela il suo sogno: "vorrei ingrandire la sala da biliardo abbattendo la parete sud, e magari metterci pure una pista di atterraggio per il mio DC-12" e mentre lo dice gli brillano gli occhi. Ma il vero orgoglio del marchese è il sistema di sicurezza che lui stesso ha messo a punto contro i tentativi di effrazione: un sofisticato sistema di sensori ad infrarossi e puntatori laser sparsi in tutte le stanze comandato da una centralina sotterranea posta in un bunker antiatomico nel quale vivono dodici guardie del corpo. Il tutto integrato da sei elicotteri che pattugliano incessantemente i cieli sopra la villa. "Nel malaugurato caso che qualcuno riesca a scavalcare il muro di cinta ce ne accorgeremmo subito" ci dice Piffero degli Orzata Sfiatata "e a quel punto scatterebbe il piano di difesa, che consiste nel liberare una muta di ferocissimi dobermann tenuti al guinzaglio da donne al secondo giorno di mestruazioni".
Meravigliati per la bellezza del luogo, salutiamo il marchese e lasciamo Villa Spirocheta, ben attenti a non far scattare il sistema di sicurezza.

martedì, febbraio 06, 2007

Massì, tanto ormai...

Io sono un uomo molto, molto malato (oddio, uomo è una parola grossa. Diciamo tizio). Ho un blog, e questo in molti paesi del mondo sarebbe un buon motivo per rinchiudermi in un posto adeguato per quelli come me. Oltretutto - e questo è davvero indice si scarsa sanità mentale - a volte mi scopro a pensare argomenti da inserire nel blog, tipo stamattina mentre facevo colazione pensavo che sarebbe interessante fare un post sul fatto che Hemingway si sparò in testa per sbaglio, in realtà voleva solo sistemarsi il ciuffo con una fucilata (come i veri uomini). Terza cosa (e mi sbagliavo, è questa quella più da ricovero) tutte le mattine vado a vedere il numero di visitatori che ho avuto, e oggi sono rimasti malissimo a scoprire che venerdi, sabato, domenica e lunedi ho ricevuto ZERO VISITE. Dopo il mancamento e il coccolone da infarto, mi sono convinto che si trattava di un malefico errore di Blogger, che mi aveva cancellato alcuni codici HTML quando ho fatto un po' di restyling (e infatti mi sembrava strano, ho anche ricevuto la visita di Roberto Grassilli (ROBERTO GRASSILLI! ROBERTO GRASSILLI! Un vip!) che mi ha anche lasciato un commentino - ma nessuna traccia tra le statistiche. Terzo sintomo della mia malattia mentale, quando faccio un elenco di punti di solito sbaglio numerazione, tipo che dico terzo quando sono al quarto. Infine, a volte mi metto a guardare i blog degli altri come se fossi un voyeur, ma da questo vagolare saltano fuori delle chicche meravigliose. Presempio, oggi sono stato sul blog di Diego Cajelli (Motivi per ammirare Diego Cajelli:

1 - scrive fumetti

2 - ha pubblicato una foto con lui che indossa, con sprezzo del pericolo, una giacca leopardata

3 - il suo blog si chiama Diegozilla

3 - ha un gran senso dell'umorismo

5 - scrive fumetti)

e sul suddetto Blog ho trovato un link a un sito meraviglioso (grazie Diegozilla, grazie, grazie).
Ci potete arrivare cliccando sulla seguente immagine (nessuno conosce Cronaca Vera?):

venerdì, febbraio 02, 2007

Andremo fino in fondo!

Ero partito tutto burbanzoso con l'idea di aggiornare il blog e renderlo più grazioso, ma sembra anche più brutto. Vabè. Scrivo nonostante una crisi fisica che mi sta debilitando (al mal di denti si è aggiunto il raffreddore - che bello) e un'emorragia di visitatori alla quale dovrò presto porre rimedio. Nonostante quello che dicono Il Giornale, Libero e Estetista Oggi, il Blog Ottuso non chiude, ma rilancia alla grande. Infatti come potete vedere qui al mio fianco (credo, non so ancora dove si deve mettere) inizia il primo Sondaggio Ottuso! Ogni mese (no scherzo, quando capita) ci metto un nuovo sondaggio, che poi i numerosi visitatori votano e io sono felice perchè imparo i gusti degli estranei.
Iniziamo subito alla grandissima, con un sondaggione commissionato direttamente dal Mo.Fe.Gi.Ma: perchè Giorgio Mastrota non è felice? Aiutateci a capire i motivi della tristezza del nostro Giorgio, in modo da poterlo aiutare.

Votate a bestia!

giovedì, febbraio 01, 2007

Tristesa, por favor va viaaaa...

Oggi è successa una cosa strana: stamattina, prima di uscire, sono andato a staccare il mio cellulare dal caricabatteria, ma quando ho provato ad accenderlo è rimasto lì, inerte, zitto. Insomma, è morto, e considerando che aveva superato i tre anni di onorato servizio (o erano quattro?) direi che ha compiuto il suo dovere e che il suo riposo era meritato. In fondo, e questo mi consola, se n'è andato nel sonno, senza soffrire, e mentre ciucciava elettricità.
La cosa strana però non è che mi si è rotto il telefono, ma che mi si è rotto proprio la sera prima di essere messo da parte: infatti avevo già deciso (e glielo avevo comunicato con un certo tatto) di sostituirlo, e passare ad un modello più giovane, agile, con la fotocamera e il bluetooth che fa figo (considerando i miei tempi di reazione alle mode del mercato credo che il videofonino lo comprerò tra dieci anni).
Sarà stata l'amarezza dell'essere messo da parte? O il desiderio di non incontrare colui che lo sostituirà? O magari intendeva vincere in questo modo ogni mia ritrosia, un sacrificio per permettermi di rimanere al passo con i tempi, e non rimanere romanticamente ancorato ad un oggetto - che una mia amica ha definito una cabina telefonica dell'avanti guerra - simboleggiante un passato ormai conchiuso...
Però trovo molto simbolica questa sincronicità , e mi viene in mente lo stereotipo dei film amerigani in cui c'è una coppia di poliziotti e uno dei due dice la settimana prossima vado in pensione e a quel punto sei sicuro che morirà sparacchiato dai cattivi. Ecco, il mio T29s è stato sparacchiato un giorno prima della pensione. Si, ma da chi?

Dimenticavo di segnalare due iniziative meritevoli:
1 - Spegniamo Tutto! - cinque minuti di buio totale oggi dalle 19.55 alle 20.00 per sensibilizzare i governi al problema energetico;
2 - e soprattutto, M'Illumino di Meno - La Giornata Nazionale del Risparmio Energetico - 16 febbraio 2006 - promossa da Caterpillar (clicca sull'immagine qui sotto per saperne di più).

mercoledì, gennaio 31, 2007

Kvesta Svizera! - prima parte

Nonostante mi sia tornato il mal di denti da dente del giudizio che non vuole spuntare, cercherò di realizzare la titanica impresa di dare un'impressione generale su questa nazione a me così aliena.
Considerazioni random:
- in Svitz (parlo della Svitz tedesca) tutti si aspettano che nevichi da un momento all'altro. Nonostante questo e le costanti variabili altimetriche della nazione, gli svitz si spostano molto volentieri in bicicletta, a qualunque ora del giorno e con qualunque tempo, e soprattutto lasciano le bici incustodite senza lucchetto;
- c'è un grande rispetto per le bestie: ho visto attraversamenti equini (sono come quelli pedonali, ma per cavalli), scale a chiocciola per gatti (o per gnomi, non so), cuccie per cani con la copertina sopra per trattenere il calore contro i rigidi inverni;
- il gusto per le cose belle latita: nel paesino dove dormivamo era parcheggiata in bella vista sulla strada una Audi A3 nuova color Verde Primavera, e non era la cosa più imbarazzante che ho visto;
- in Svizzera non ci sono svizzeri: ogni volta che parlavamo con qualcuno saltava fuori che era italiano, o tedesco, o altro ancora, arrivato in Svizzera pochi anni fa, e non tornerebbe più a casa, anche se la Svitz è noiosa. Ma gli svizzeri, dove sono? Tutti dal Papa?
- i semafori (qui sono molto provinciale) mettono il giallo anche quando sta per arrivare il verde, immagino per suggerire agli automobilisti di ingranare la marcia in tempo e non perdere tempo;
- siccome non esistono i caselli autostradali, non ti accorgi di quando finisce l'autostrada e così ti ritrovi all'improvviso a passare da uno stradone a tre corsie a una strada che attraversa un borgo di montagna con le vecchine sull'uscio che guardano passare le macchine;
- la televisione svitz è noiosa come quella italiana, solo che loro film tipo Matrix Reloaded li mandano in onda nel tardo pomeriggio di sabato, e la domenica mattina c'è una cosa simile al Gioco delle Coppie (ma non c'è Predolin). Ma la ganzata è guardarsi I Griffin in tedesco, con Peter che parla come il cantante dei Rammstein con del cotone in bocca;
- non so com'è la cucina svizzera. La prima sera siamo andati ad una serata di gala (diciamo così) e il menù prevedeva pasta all'arrabbiata - so esotic. La seconda sera la padrona di casa ci offre un piatto tipico svitz, ma poi cambia idea e ci fa un tortino di spinaci. L'ultimo giorno ci fermiamo ad un autogrill e mi tocca mangiare tortellini al pomodoro. Che schifo;
- i franchi svizzeri sono dei lenzuoli enormi, coloratissimi e con sopra disegnati dei soggetti tipici, tipo facce di svitz famosi, banche, mucche e cioccolate celebri;
- da qualunque parte decidiate di prendere il tunnel del S.Gottardo (17 km) vi troverete davanti o un camion che porta sabbia, o un camion che porta roba putrefatta, o un camion che porta camion, o un'Ape. Nel tunnel è impossibile sorpassare;
- gli svitz sono molto gelosi della propria privacy. Infatti chiudono con un lucchetto i loro cassonetti dell'immondizia. Ciò è molto bello. Ma mi perplime;
- Al Fotomuseum Winterthur c'era un evento (che poi era il motivo per cui eravamo lì - non io, io ero lì per simpatia) che riguardava giovani fotografi di tutta Europa e anche di più. Tra questi c'era un gruppo di artisti concettuali-situazionisti-estemporanei-ubriachi che attaccava ovunque piccole foto di paesaggi. Gli svitz disapprovavano ma subivano in silenzio questo vandalismo;
- la Svizzera è un bel posto, se sei un sasso.
Ci sarà un seguito a questa mia disamina della Svitz? Non so, intanto diciamo che questa è la prima parte. Magari la seconda non c'è.

martedì, gennaio 30, 2007

Buon si-compleanno

Come ampiamente previsto, figuriamoci se riesco a parlare della Switz. La buona notizia però è che mi sono messo in pari con le scartoffie, quindi domani pubblicherò questo maestoso pamphlet (come si scrive?) (ovviamente l'avevo scritto male, ho controllato la giusta grafia e ho corretto - eh, il metatesto).
Inoltre, il buon HG mi segnala un importante ricorrenza - che non avevo certo dimenticato, ma che possiamo degnamente festeggiare sul Blog Ottuso: il Nipote Nonottuso dello Zio Ottuso oggi compie quattordici anni, età compiuta la quale si usa:
- guidare il motorino (ma lui no perchè non ce l'ha) (ancora);
- avere un documento d'identità legalmente valido e non autoprodotto;
- schiacciarsi i brufoli per molti anni di fila;
- minacciare di andarsene di casa ad ogni piè sospinto;
- inveire contro matusa, professori, vigili urbani e forze dell'ordine in genere;
- ascoltare musica che questa non è musica è rumore;
- leggere fumetti con gente spiaccicata o con donnine seminude e cominciare a trovare entrambe le cose oscuramente interessanti;
- tagliarsi quella cosa che uno fa finta sia barba e spararsi le pose allo specchio mentre lo si fa;
- cominciare a puzzare in maniera invereconda tipo formaggio di capra;
- ritenere l'igiene personale un optional;
- pettinarsi coi petardi;
- vestirsi un po' così, simpaticamente a cazzo, e affezzionarsi a magliette bruttissime;
- innamorarsi spesso e volentieri.
Ah, l'adolescenza...In omaggio al Nipote Nonottuso e all'età dell'oro che ha raggiunto, copio e incollo un capolavoro del XX secolo.
Tapparella (Belisari, Conforti, Civaschi, Fasani)
Brufolazzi, tapparella giù e poltiglia più ascella purificata:
ti ricordi che meraviglia la festa delle medie?
“Tu non vieni”. Non importa, sai, ci avevo judo.
Ma se serve vi porto i dischi così potrete ballare i lenti,
“Porta pure ma non entri”. Ma perché siete così?
Io che credevo, io che speravo.
Parteciperò, mi autoinviterò, dannata festa delle medie.
Mi presento: burp, haha, ciao ragazzi.
Faccio un vento e gli cambio il clima,
temporeggio bevendo spuma
chiedo fonzi e mi danno avanzi.
Cristo, perché? Parapiglia: scatta il gioco della bottiglia.
Se avrò culo potrò “Tu non giochi” baciare.
“Abbiam fatto le squadre prima” palpare
“Ma se aspetti fra un po’ finiamo” amare.
Sì va bè però poi balliamo,
“Non ci rompere i coglioni”.
Sul piatto gira un geghegè, danzo da solo e me ne vanto.
Fantastico zimbello, io.
Non consumerò, non deglutirò questa amarissima aranciata.
No, invitato no;
niente fonzi no;
sul bicchiere no, niente nome ho.
Ballo lento no,
ballo forte no,
la bottiglia no, gioco scopa no.
Amicizia no,
cortesia no,
convenienza no,
ampio parcheggio no.
Basta. Questa festa è insoddisfacente,
ma ne ho un’altra nella mia mente.
Una festa molto particolare dove saranno invitati tutti:
molti amici, molti nemici e anche Panino. Forza, Panino.

Buon Non-Compleanno!

Oggi pomeriggio, se ci riesco (montagne di lavoro arretrato mi aspettano), faccio il resoconto di questo fine settimana in quel di Svizzera, ma per l'intanto mi scuso con una mia amica che si meriterebbe attenzioni molto più sollecite, e soprattutto che non le facessi gli auguri con molte ore di ritardo...mi cospargo il capo di cenere, indosso il cilicio e provvedo all'autofustigazione, ma prima: auguri Bet, e cento di questi giorni (si dice così, no?).

giovedì, gennaio 25, 2007

El hombre que trabaja pierde tiempo muy precioso...

Sono molto di corsa, non ho tempo di controllare se il titolo è grammaticalmente corretto, giusto un attimo per notare l'affinità che lega trabajo (castigliano) = travagghio (siciliano) = travaglio (italiano), solo che i primi due termini significano "lavoro", il terzo invece indica un'operazione difficile e sofferta, molto sofferta.
Non so cosa significhi, vi basti sapere che domani non ci sono e probabilmente nemmeno lunedi - vado in Svizzera (no, non vado a comprare il fumo). Quindi ci sentiamo direttamente martedi con il resoconto del fine settimana (ho detto di no! NO!).
Ciauz

mercoledì, gennaio 24, 2007

Solo un attimo

Dimenticavo una cosa: so che magari non è proprio il posto adatto per parlarne, ma ieri è morto l'abbè Pierre, e mi sembrava giusto pensarci e farvici pensare. Qui una sua biografia (secondo me da leggere).
Secondo la religione ebraica in qualsiasi momento della storia dell'umanità ci sono sempre 36 Giusti al mondo. Nessuno sa chi siano, nemmeno loro stessi, ma sanno riconoscere le sofferenze e se ne fanno carico, perché sono nati Giusti e non possono ammettere l'ingiustizia. E' per amor loro che Dio non distrugge il mondo.
So long.
PS: elle mi segnala questo link a proposito dell'abbè. E io lo metto.

007 - Casinò Royale

La settimana passata ho convinto il buon vecchio Fluff ad accompagnarmi al cinema a vedere un qualche film di quelli che fanno tanto rumore, e tanto per capire il tono della serata, siamo andati alla multisala (di solito vado nei cinema d'essai, ma a volte mi va di essere un po' pressappochista) (chissà che volevo dire) (yawn). Dopo aver battuto il record di Trivial Pursuit al Visual Game ci siamo comprati due biglietti per questo nuovo film di 007.
Io non sono uno di quelli che dice "per me James Bond è solo Sean Connery", ma in effetti per me il vero James Bond è solo Sean Connery, con quella faccia da schiaffi, i sorrisini, e tutto quell'armamentario camp che comprende Aston Martin con sedili eiettabili, penne-pistola, audio-registratori portatili grandi come valigie. Insomma, quella roba lì che la vedi e fai questi sorrisini da "ah, beata ingenuità". I vecchi 007 sono film che non pretendono di essere presi sul serio, Roger Moore si vedeva che non credeva neanche per un attimo a quello che diceva. E i cattivi poi: denti d'oro, cicatrici orribili, gente particolarmente brutta (tipo il dr. Male, lì sopra). Questo nuovo, invece (perchè anche Pierce era abbastanza ironico) è tutto molto hi-tech, digitale, realistico. Non c'è più posto per la macchina con i gadgets, adesso si usa internet per sconfiggere i cattivi. A che serve un Bond così? A niente e a tutto: semplicemente Bond non è un personaggio, ma una sovra-posizione (non sovrapposizione), un nome da far indossare come un abito a personaggi sempre diversi, in un camaleontismo simboleggiato dal cambiamento continuo di interprete. A 007 non è concesso di invecchiare, nè di avere una valida continuity, per il semplice motivo che si tratta di un contenitore di entertainment. Prendo un attore palestrato, ci metto dentro qualche bella figliola, effetti speciali, esplosioni, pistole, romanticismo, tradimento, intrighi internazionali, violenza e location esotiche. Poi lo chiamo 007 e attiro i fedelissimi. Tanto per dirne una, che differenza c'è tra Casino Royale e The Bourne Identity a parte il nome dei personaggi?
Bene, detto questo faccio le pulci al film:
ATTENZIONE SPOILER - SE VOLETE VEDERE IL FILM FERMATEVI.
Le Chiffre, il cattivo, ha elaborato un piano geniale per diventare ricchissimo. Essendo un banchiere della malavita, si fa dare 100 milioni di dollari da un fruppo di miliziani africani, per reinvestirli in attività redditizie. Potendo scegliere tra le seguenti opzioni, secondo voi cosa fa?
1 - li investe in obbligazioni svizzere sicure e a basso rendimento;
2 - acquista cocaina in Colombia e la rivende negli USA a prezzo doppio;
3 - compra la Microsoft;
4 - acquista molti, ma molti gratta e vinci.
Le Chiffre (birbone!) decide di: comprare azioni di una nota compagnia aerea - rivenderli dopo poco - fare un attentato a un aereo della medesima compagnia per far crollare il prezzo delle azioni.
Mbè?
E che piano è questo? E' così che si diventa ricchi, facendo crollare il prezzo delle azioni dopo averle vendute? Al massimo fai diventare poveri gli altri.
Insomma, a occhio sembra un film quasi realistico, ma poi ti accorgi che è il solito teatrino di scoppi, salti mortali e regia da MTV, senza una sceneggiatura che sia una. Quasi quasi mi riguardo Eternal sunshine of the spotless mind.

martedì, gennaio 23, 2007

L'Angolo della Posta Sbrigativa

Egregio sig. Ottuso, mi chiamo Ildebranda e le scrivo per complimentarmi con lei per il suo magnifico lavoro. Raramente ho incontrato brani tanto eleganti e tanto saggi da indurmi a riflettere sul vero senso della vita come fanno i suoi. Ha mai pensato di dedicarsi professionalmente alla scrittura?
No.
Caro Blog Ottuso, ti leggo da molto tempo, e voglio rivolgermi a te per parlare di un problema che mi riguarda. Sono sicuro che saprai aiutarmi. Devi sapere che mia moglie e mia suocera (che vive con noi) mi odiano e cercano ogni giorno di avvelenarmi, e che mio figlio si droga, e ogni giorno mi picchia per avere i soldi per bucarsi o "sballarsi", come dicono i giovani. Oltretutto sono stato licenziato senza giusta causa, e il padrone mi ha detto che se mi rivolgo al sindacato mi farà picchiare dalla mafia. Infine credo di avere preso la scabbia o qualche altra malattia altrettanto umiliante. Sai darmi qualche consiglio? Ti prego, ho tanto bisogno di una parola buona.
Cioccolata.
Caro Blog Ottuso, sei mitico! Cioè, mi piace veramente un casino quello che cosi, lì, che scrivi, cioè, spacca di brutto, roba pesantissima. Ma dimmi una cosa, cioè, davvero, come fai a fare sempre 'ste robe che poi ci sto mezzora a ridere e la mia girl si preoccupa che non respiro e chiama le infermiere che arrivano di corsa e mi dicono sempre "Signor Cavaceci deve smetterla di ridere così forte, la smetta o chiamiamo la direttrice" e poi arriva la direttrice e minaccia di buttarmi fuori dall'ospizio. Tze, che robe scrause. Ma senti, come fai a essere sempre così simpatico?
Dono di natura.
Ciao, sono Marco e vorrei sapere come sta Giorgio Mastrota e come si fa ad aderire al Mo.Fe.Gi.Ma. Mi sento molto vicino a lui e vorrei fare qualcosa per aiutarlo.
Ma cosa sei, idiota?
Caro Blog Ottuso, mi chiamo Jessica e ti scrivo per esporti un mio problema (...). Secondo te cosa devo fare? Aiutami, sono disperata!
La tua lettera era troppo lunga, così ho tolto le parti noiose.
Salve, mi chiamo Vittorio e scrivo da Toronto. Ma tu davvero conosci Luke Perry? Secondo me non è vero, e ti sei inventato tutto solo per poterti fare bello davanti ai tuoi lettori. Avanti, dì la verità: tu non conosci nessuna persona famosa!
Ma vaffanculo.
Ciao Accacappa, leggo ogni giorno il tuo blog con grande piacere, ma non riesco a capire quali sono le linee guida del tuo lavoro e soprattutto dove vuoi andare a parare. A chi serve questo blog? Di cosa parla esattamente? Perchè l'hai creato e continui a scriverci? Hai intenzione di dare un'unica linea editoriale ben decisa e definita o ti limiterai a navigare a vista senza permettere ai tuoi lettori di entrare in sintonia con lo spirito vero del tuo lavoro? Qual'è la tua risposta?
Talvolta. Ti va bene come risposta?
Caro Blog Ottuso, mi chiamo Hytf e sono un blogger come te, ma il mio blog ha più visitatori e molti più commenti del tuo. Inoltre è anche più bello, e contiene un sacco di tools utili per i visitatori. Lo sai che è anche ottimizzato per Firefox? E lo sai che anche io sono più bello di te? Eh? Sei invidioso?
Una cifra.
Salve, sono Mirella di Infostrada, vorrebbe ascoltare la nostra offerta?
No.
Caro HK, perchè hai deciso di fare una rubrica della posta così sbrigativa? Non credi che i tuoi lettori, che tanto si sono affannati per scriverti, meritino un po' più di considerazione? Non ti pare di comportarti un po' da dittatore e imporre il tuo punto di vista senza voler dare spazio ad un effettivo dibattito che possa essere costruttivo e insegnare qualcosa pure a te?
Si, ma stai un po' più lontano, che mi aliti in faccia.
Filippo, sono la mamma. A che ora torni a cena stasera?
Alla solita.

venerdì, gennaio 19, 2007

Ancora meno fascinating

L'avevo già detto una volta (a proposito di autoreferenzialità, è già la seconda volta in due giorni che mi cito...mi starò mica montando un po' il capino?) e lo ridico: l'italiano è una lingua che ha meno fascino dell'inglese. Sarò provinciale? Beh, forse si, e forse come tanti italiani io le lingue non le saccio, e allora quando parla un inglese mi sembra sempre qualcosa di particolarmente esotico - e poi magari sta elogiando la politica estera di Bush o sta dicendo quanto apprezza il parmigiano sopra i tagliolini al salmone.
Fra l'altro tempo fa avevo inventato un personaggio per un fumetto (poi, come tutte le cose, l'ho abbandonato con noncuranza) che avevo chiamato Dante Chianti, e doveva rappresentare il tipico italiano - come me - che non sa una parola di nessuna lingua e si ritrova in situazioni quantomeno bizzarre (ora non c'ho voglia, quindi basta).
Comunque volevo parlare di una canzone che mi ossessiona, Heal The World, scritta da quella vecchia signora bianca che si chiama Michael Jackson (questa battuta non è mia). La canzone è bella davvero, chi non se la ricorda vada a cercarsela che vale la pena. ma cosa significa davvero?
Testo originale (solo un pezzo):
Heal The World
Make It A Better Place
For You And For Me
And The Entire Human Race
(...)
If You Want To Know Why
There's A Love That
Cannot Lie
Love Is Strong
e via e via così...ma cosa significa?
Guarisci il Mondo
Rendilo un Posto Migliore
Per me e per Te
E l'Intera Razza Umana
(...)
Se Vuoi Sapere Perchè
C'è un Amore che
Non può Mentire
L'Amore è Forte.
Dio, è terribile! Mi sta venendo la carie! Argh! Per rendere il tutto più imbarazzante bisogna immaginarsela cantata da un omologo italiano di Michael Jackson, tipo, che so, Al Bano.
Lo so, tutto questo non fa ridere. Ma, in effetti, non deve.
Buon fine settimana.

giovedì, gennaio 18, 2007

In fretta e furia (Fast and Furious)

Siccome vado molto di fretta, mi limito a lasciare un piccolo omaggio ai miei lettori, un'immagine di rara gioia, dedicata in particolar modo ad una persona che non conosco ma che mi incuriosisce assai. Costui, o costei, della quale parlo, per la prima volta, qui, ha visitato il mio blog nel novembre 2006 senza tuttavia trovare ciò che cercava. Mi sembra giusto quindi lasciare adesso una bella immagine di PAOLA BARALE E IL SUO CANE.


Ciao a tutti!







mercoledì, gennaio 17, 2007

Arbeit macht...

Premetto alcune cose:

1 - sono stanco, è tardi, sono ancora in ufficio, non ho voglia di pensare nè tantomeno di addentrarmi troppo in questioni complesse;
2 - volevo parlare di tutt'altro, iniziare una nuova rubrica intitolata Separati alla nascita e dedicarla alle somiglianze tra persone molto diverse, tipo io e Sean Penn o Umberto Bossi e Massimo Moratti (questa me l'ha suggerita Elle e io, pur perplesso, mi adeguo). La rubrica si farà, ma non oggi.
Premesso questo, voglio un po' sfogarmi a proposito di un fatto: io ho trent'anni, sono laureato, ma ancora non ho idea di cosa sia un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non fraintendetemi, in fondo questa situazione da co.co.co mi va pure bene, e il mio lavoro non è male, questo non è un discorso personale, è solo che mi guardo intorno e vedo situazioni da paura. I miei amici sono quasi tutti disoccupati o precari, con lavori a termine o contratti misteriosi. Chi ha un contratto vero deve (DEVE) farsi ore e ore di straordinari a settimana - retribuiti, ci mancherebbe, ma mica volontari - oppure se l'è dovuto andare a cercare a centinaia di chilometri da casa. La cosa straordinaria è che questa non è un'area in ritardo di sviluppo, come le chiama la UE, ma una delle città più grandi e ricche d'Italia, sborona quanto vuoi e per niente modesta (questa settimana pare che siano state acquistate tre Ferrari, mi pare).
Però si sta generando una generazione di disoccupati, precari, arrabattati, che trovano lavoro per segnalazioni di parenti o amici, senza prospettive di crescita, senza possibilità di tranquillità, e che accettano tutto questo come naturale. Ho amici ricercatori - intelligenti, porca miseria, ma tanto! - senza assegno di ricerca, amici con contratti rinnovati ogni tre mesi, altri amici pagati a nero per lavori che fanno fatturare decine di migliaia di euro al loro capo. Dove lavoravo prima venivo pagato con soldi della Comunità Europea (niente di strano, era un'agenzia della UE), ma ci venivano concessi stipendi da fame perchè i neolaureati "devono fare gavetta". I miei ex-colleghi stanno lavorando senza contratto, perchè il direttore non ha ancora presentato loro il rinnovo, e intanto non li paga da più di un mese.
Contratti a progetto usati per pagare meno tasse, schiavismo spacciato per collaborazione esterna...a un colloquio di lavoro mi fu detto (era una grande azienda!): "noi, per principio, non assumiamo mai nessuno. Lei si faccia la partita Iva e ne riparliamo".
Uno mica pretende di diventare ricco in una settimana senza lavorare, sappiamo tutti che bisogna lavorare e farsi un mazzo così. Ma non essere presi per il culo mi sembra qualcosa di dovuto.
Ad un certo punto ci hanno detto che non esistevano più i diritti sindacali, e che se volevamo lavorare dovevamo accettare il nuovo modello di sviluppo. Ma quale sviluppo? Quale modello? Schiavi del call-center che guadagnano in base ai contratti che stipulano? Lavoratori a chiamata che aspettano accanto al telefono che qualcuno li chiami?
Quando è stato che abbiamo finito per accettare tutto questo come naturale?
Quando ci siamo dimenticati il piacere di lavorare?

martedì, gennaio 16, 2007

Qultura alta

Salve a tutti amici, e bentornati alla rubrica più irriverente del momento. Volevo segnalarvi, prima di cominciare, che il Blog Ottuso ha registrato 500 accessi, in gran parte per merito mio, ma anche di Paola Barale e del suo cane.

Ma passiamo oltre e dedichiamoci ai...
Libri che non pensavi qualcuno avrebbe scritto!

Vinicio Zanotto, Ah, se lo avessi saputo! In sole 400 pagine di autobiografia, l'autore descrive la sua vita densa di pensieri ma non di avvenimenti, concentrandosi soprattutto sugli eventi ai quali avrebbe voluto partecipare ma che per un motivo o un altro ha perduto, come per esempio la caduta del muro di Berlino, alla quale Zanotto non ha assistito perchè dormiva.
Lando Marini, Altre colle viniliche. Dopo il travolgente successo del suo primo lavoro, Lando ci riprova, regalandoci un compendio indispensabile per la vita quotidiana.
Gianna Lo Mano, Avrei voluto essere più bella e avere un altro nome, e magari anche un po' di soldi. Qual'è il segreto del successo nella vita? Gianna non lo sa, e il suo libro nemmeno.
Bruno Vespa, Il calendario di Bruno Vespa 2007. Brunone ritratto per dodici volte in costume adamitico accanto a Follini, la Hunziker, Platinette e la Franzoni. Particolarmente bello il mese di Aprile.
Jane Fonda, Il manuale per togliere le macchie dalle tovaglie. In omaggio un pratico paio di forbici.
Dick Cheney, The Rainbow Menace. Da dove vengono gli arcobaleni? Come è possibile che occupino i cieli senza autorizzazione? Può darsi che vengano utilizzati da terroristi e potenze straniere per attaccare l'occidente? Il vicepresidente americano ci spiega la nuova politica americana in merito ai colori dell'iride.
Tenerorso, Un sorriso per Giorgio Mastrota. Esiste da alcuni anni un movimento sotterraneo che sostiene l'urgenza di restituire Giorgio Mastrota alla gioia di vivere, e questo volume ne ripercorre le tappe principali. In appendice la guida ai migliori coffee-shop di Amsterdam.
Tom Success, La spada del fuoco di Havannas. Un classico della narrativa fantasy. Un nano, un elfo, un cucciolo di drago e un italiano si sfidano a chi riuscirà a passare la notte nel castello stregato abitato dal Fantasma Formaggino. Con un finale a sorpresa che vi lascerà a bocca aperta.
Paola Barale, Atlante geopolitico e economico del mondo. Paola si offre di guidarci verso le zone più turbolente del mondo, ma poi cambia idea e ci dice "aspetta qui che vado a prendere l'elmetto" e intanto va a Cesenatico con Raz Degan a prendere il sole.

Ciao a tutti e buona lettura!

Luke

lunedì, gennaio 15, 2007

Hi-Fi

C'è un libro che ho molto amato, di Nick Hornby, che si intitola Alta Fedeltà. Tra le molte cose divertenti di questo libro ce n'è una che il protagonista, tale Rob Fleming, fa continuamente: la classifica delle cinque più (inserire aggettivo a piacimento) cose della sua vita. Ad esempio, in ambito strettamente musicofilo, i cinque migliori pezzi in apertura di disco - qualunque disco. O i cinque migliori trequartisti nella storia del calcio inglese, i cinque migliori ristoranti etnici di Soho, le cinque cose più umilianti che possono succedere nella vita di un trentenne. Ma soprattutto le classifiche di Rob riguardano le donne, tipo: le cinque peggiori fregature che ha avuto da una donna, o le cinque donne celebri con le quali vorrebbe avere una relazione.
Siccome questi sono pensieri maschili piuttosto comuni, finisce che uno ci casca e si fa la sua classifica, e anch'io al tempo ne feci una: le cinque donne famose che mi sono rimaste nel cuore (ovviamente escludevo Elle, perchè non la conoscevo, e la escludo anche adesso per motivi che sono talmente ovvi che non mi va di metterli per iscritto su un blog).
Partendo dal fondo per fare più suspence:
5 - Isabella Rossellini. Lo so, ha una certa età e tutto il resto, ma è Isabella, porca miseria, Isabella.
4 - Linda Perry. Siccome molti di voi sono dei caproni ignoranti e belanti, sento già adesso alzarsi il volume dei "e chi è?". Linda Perry era la cantante delle 4 Non Blondes. Okay, lo ammetto, non era bella ed era pure un po' maranza, ma quando cantava, con la voce roca di troppe sigarette, and I pray / I pray every single day / for a revolution, beh insomma gente, non sembrava anche a voi la donna più affascinante del mondo?
3 - Uma Thurman. Non so, i tratti spigolosi, i piedi lunghissimi (ma che misura porta?), gli occhi larghi, il naso lungo...detta così sembra un mostro, la donna che dice "Marcellus ha detto che devi fare tutto quello che voglio, è chiaro?", la donna che spacca assi di legno a cazzotti...sarà che ha sempre un buon direttore della fotografia o una buona truccatrice, ma mi sembra davvero bella. E in fondo una faccia troppo perfetta è noiosa. Inoltre, tanto per smentirmi subito quando ho detto cinque donne, ci metto a pari merito Carmen Consoli, ma solo se si tiene i capelli corti.
2 - Lory Petty. Eccoci qua. Certo, adesso è diventata brutta come una pera cotta (ma che le hanno fatto?), ma quando nel 1991 interpretò il ruolo di Tyler nel film Point Break era una surfista, aveva occhi enormi e capelli corti, insomma era così.
1 - Madoka Ayukawa. CHI?! Bene, in Italia è conosciuta come Sabrina, la coprotagonista del cartone animato "E' quasi magia Johnny", andato in onda tipo quindici anni fa, quando la mia propensione verso l'idealismo romantico raggiunse l'apice (poi dice che uno si rovina...). Ah, Sabrina...non so neanche spiegarlo, ma era uno di quegli innamoramenti subitanei e fortissimi che poi ti condizionano anche nel modo di vedere il mondo, e a quindici anni ti costruisci tutta una mitologia sull'amore e l'innamoramento, tanto che poi, quando certe cose ti succedono davvero, ti trovi senza fiato, e rimani ad annaspare alla ricerca della frase giusta, incredulo e felice...
Non è che alla fine, più che altro, ci si innamora dell'amore?

venerdì, gennaio 12, 2007

Eniguità e ambigmi

Io non lo conosco personalmente, ma a me Stefano Bartezzaghi fa una gran simpatia. A volte mi capita di leggere la sua rubrica su Repubblica.it, è carina, intelligente e si legge con piacere. Lui si definisce un ludolinguista (qualunque cosa voglia dire) ed è il figlio del più celebre e celebrato enigmista italiano, "Il Bartezzaghi" (dev'essere terribile essere famosi perchè figli di una rubrica della Settimana Enigmistica).
Dicevo. Qualche giorno fa - martedi 9 gennaio - S.B. parlava di un fenomeno piuttosto comune, ma non per questo meno divertente: l'ambiguità sintattica. Tanto per chiarire, faccio uno dei suoi esempi, così si capisce subito di che parlo (lo prende dal titolo di una locandina stradale, quelle che da noi si chiamano bollettino):
Rapina in banca con il coltello da ventimila Euro.
E l'ovvio commento di Bartezzaghi è: non sarebbe bastato venderlo?
Le locandine sono una fonte inesauribile di ambiguità, ma anche i giornali stessi, scritti in fretta e furia e senza poter perdere tempo a controllare altro che la correttezza grammaticale (ma a quella ci pensa Word). Per esempio, apro Il Tirreno di ieri e trovo:
Ambiente, l'Ue boccia l'Italia: "va indietro". Chi? L'Italia? L'Ue? L'ambiente? Mistero.
Ma anche la pubblicità non scherza. Un gigantesco striscione attraversa il viale di fronte al mio ufficio:
Corsi serali per adulti di ragioneria. Chi sono gli adulti di ragioneria? Esistono gli infanti di ragioneria? Cosa vogliono da noi? Perchè questi corsi serali? Altro mistero...
Concludendo, mi scuso dei fastidi che ho causato porgendo distinti saluti.

Avviso ai Naviganti

Per i meno accorti ed un poco tardi di comprendonio segnalo l'apparizione nella colonna dei link di due nuovi indirizzi amici: Phonorama è una interessante guida all'intelletto di una giovine donna che da Firenze ha avuto l'ardire di trasferirsi nel profondo nord, con la sola compagnia e assistenza di un asciugacapelli; Spyro è un interessante caso di delirio fumettistico, che quasi quotidianamente si rovescia sul mondo.
Greetings.

giovedì, gennaio 11, 2007

I've seen the light!


Dieci anni fa, più o meno, la mia vita era molto più noiosa e priva di avvenimenti di adesso, e quindi andavo molto spesso al cinema a vivere per interposta persona, e le sere che non ci andavo noleggiavo videocassette (era un tempo in cui esistevano ancora) oppure mi facevo prestare film da qualche amico che registrava le prime visioni su Tele+.
Mi rendo conto che a volte penso per stereotipi cinematografici (secondo l'etimologia - scienza da rivalutare - sterotipo deriva da stereotipia, ovvero lo "stampare (...) mediante caratteri mobili messi a posto e saldati insieme". Cosa questo comporti, lo ignoro), e che spesso credo che finzione cinematografica e vita finiscano per assomigliarsi, ma non sono l'unico. Fra noi pazzi malati di celluloide ci capiamo al volo, se qualcuno dice "Lupo ululì", un altro risponde "Castello ululà"; se uno comincia a cantare "Vaffanzum" stai certo che qualcuno lo segue... Ma quello che volevo dire è che diventai esperto conoscitore di quella sottocategoria cinematografica che è la commedia giovanilistica americana underground degli anni novanta (e se non è una sottocategoria questa...), tipo i film di Kevin Smith, che ho amato tanto ma adesso mi lasciano alquanto perplesso. Mi piaceva davvero tanto Chasing Amy, mi feci anche la colonna sonora, scaricando con Napster i brani alla velocità di 56 k/s...ci misi dei giorni...mi vidi anche Giovani Carini e Disoccupati, ma non mi è mai piaciuto, erano troppo giovani e carini.
Credo sia abbastanza lampante il fatto che oggi non so assolutamente di cosa scrivere. Facciamo così: lo spazio che rimane lo lascio bianco. Immaginatevi un finale illuminante che chiarisca tutto e faccia luce su questa giornata.
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mercoledì, gennaio 10, 2007

Cose che non c'entrano niente - e cinque...

Volevate sapere le oscure verità sulla vita, l'universo e tutto quanto? Sapevatele!
- la Sony ha brevettato un nuovo sistema di epilazione per le donne: il rasoio, chiamato provvisoriamente CIA, non taglia i peli nè li strappa. Si limita semplicemente a farli sparire nottetempo. Tuttavia col tempo tende ad eccedere le sue funzioni ed installare governi favorevoli ai suoi obiettivi in varie zone del globo (ad esempio le ascelle);
- Hans Christian Andersen decise di diventare favolista quando scoprì che non poteva sollevare pesi superiori ai due chili per colpa di una grave forma di pigrizia;
- l'invenzione del nastro adesivo è di Huls Lubrik. Purtroppo non potè godere dei proventi della sua scoperta perchè fu accidentalmente ucciso da una lepre durante una battuta di caccia;
- nell'intimità della sua casa, il sindaco di Cozza sul Monile (UF) ama vestirsi da capostazione. I motivi di questa predilezione sono ignoti;
- l'animale più mite del mondo è un panda cinese, chiamato Batuffolo, che vive nello zoo di Pechino. Batuffolo è molto buono, e gioca volentieri con i bambini che visitano il parco facendosi spesso maltrattare dai più vivaci. Viceversa, l'animale più irascibile del mondo è Orco, un gorilla maschio di 230 chili, che si arrabbia ferocemente ogniqualvolta qualcuno pronuncia le parole: "poffarre", "poliuretano", "attimino", "endecasillabo" e "transeunte";
- nel 1995, durante i lavori di costruzione di una palazzina, fu rinvenuta ad Urbio Salubre (ZS)una statua di epoca romana raffigurante una creatura mitologica metà uomo e metà no;
- una tradizione popolare dice che il diavolo non ama la pentola a pressione perchè non conosce l'uso del coperchio;
- un uomo adulto può trattenere la pipì per trentasei ore senza subire danni permanenti all'apparato urinario, ma non si capisce perchè dovrebbe farlo nè a cosa serva saperlo;
- attualmente Bin Laden lavora come infermiere in un lebbrosario a New Delhi. Amatissimo da tutti gli ammalati per la sua bontà d'animo, dice che la sua visione del mondo è cambiata casualmente quando si è tagliato la barba per rendersi meno riconoscibile. "Non ero io ad essere cattivo " afferma "era la barba che mi faceva fare quelle cose. Credo volesse conquistare il mondo". Attualmente si ignora dove si trovi la barba.
- cordoglio in tutto il mondo per la morte del panda Batuffolo. Pare sia stato trovato morto nella sua gabbia, picchiato a morte. Le sue ultime parole sono state: "Poffarre, mi sono macchiato la felpa di poliuretano! Vado a lavarla un attimino...certo che sono proprio un endecasillabo transeunte";
- l'aspettativa di vita in Africa centrale è molto bassa. Per rendersene conto, basti sapere che la persona più anziana del Ciad è Dikembe 'Mbona, di quarantotto an...no, adesso è Lisea Sambesi, di quarantasett...Vicente Sabulene di quar...Cisele Ramb...

martedì, gennaio 09, 2007

Al di là del dolore e dell'infelicità

Da quanto tempo soffri in silenzio, portando su di te la croce dell'infelicità? Dove sono finiti tutti quelli che ti acclamavano, nei giorni lontani della gloria? Perchè si è fatto buio attorno, e non c'è nessuno ad aspettarti sulla porta di casa? La moquette marrone, i mobili dell'Ikea, le luci al neon che non illuminano niente, l'odore persistente delle sigarette che permea il divano in vellutino...è questo ciò che pensavi sarebbe successo?
Adesso ci sono i materassi, le batterie di pentole, i forni a microonde...qualche volta un'apparizione in seconda serata a fare l'ospite insieme ad Eva Henger in trasmissioni che non guarderà nessuno.
Nessuno tranne te.
Ma tu non ti arrendi, continui, è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo, pensi mentre fai la televendita per lo scopettino del cesso.
Sei triste, ti senti morto dentro, un uomo senza più speranze, senza più futuro. E pensi: è lo spettacolo, bellezza. E ti fai pat-pat sulla spalla, sospirando.
A volte ti affacci alla terrazza del residence, la notte. Scacci gli scarafaggi e ti siedi a fissare il cielo, sperando che le stelle possano aiutarti, indicarti la strada.
Poi, di solito, si mette a piovere.

lunedì, gennaio 08, 2007

Arruolatevi!

Compagni ma soprattutto compagne, la marcia del proletariato trionfante verso il futuro radioso e il sol dell'avvenire passa anche attraverso di voi! Opponetevi al maldestro tentativo del Capitale di tapparvi la bocca, e gridate con tutta l'energia dei vostri capaci polmoni la vostra opinione! E' finita l'epoca del silenzio e della sottomissione, il Blog Ottuso vi offre la possibilità di esprimere il vostro dissenso nei confronti del sistema che schiaccia e umilia la vostra schietta espressività culturale. Il materialismo storico ci insegna che il trionfo del proletariato è inevitabile, e la logica conseguenza del dispiegarsi della Storia è l'eredita manifesta di un percorso che ci porta dritti lungo la convergenza delle opposte manifestazioni di un'identica identità di vedute. Tutto questo è evidente e immediato nel Blog Ottuso. Smascheriamo la grande bugia dello sfruttamento del plusvalore, e rendiamo manifesta a tutti la superiorità del modello socialista. Sei pronta/o ad aderire con entusiasmo alla grande iniziativa del Blog Ottuso? Partecipa anche tu alla redazione del medisimo blog, attraverso la realizzazione di rubriche aperiodiche (ma anche periodiche) che insegnino alle incolte moltitudini la tua sapienza. Contribuisci alla diffusione della conoscenza, arricchisci te stessa/o arricchendo di contenuti il Blog Ottuso! Lascia un commento socialista che indichi come e dove la redazione possa socialisticamente contattarti, e contribuisci al sorgere del sol dell'avvenire!
Dasvidana, tovarish.

venerdì, gennaio 05, 2007

Cavalli Selvaggi

Qualche anno fa, vicino a casa mia abitava un tizio che aveva un cavallo, e tante volte lo vedevo uscire in sella, il sabato o la domenica mattina, e allontanarsi verso chissà dove. Non so perchè, ma la vista di un animale così bello che zampettava sull'asfalto e si fermava agli stop per far passare le macchine mi faceva una gran malinconia, e il suo padrone mi sembrava particolarmente ridicolo. E ogni volta che incontravo un cowboy della domenica che portava quelle povere bestie a spasso per le strade, mi veniva da pensare "ma tu guarda che idiota".
Poi sono successe due cose che mi hanno fatto capire perchè c'è gente a cui piace andare a cavallo: la prima è che Elle mi ha portato ad un maneggio a fare un'escursione nei boschi (a cavallo in un bosco! Dio, c'è niente di più meraviglioso?), ed è stata un'esperienza assolutamente indimenticabile (consiglio a tutti di salire a cavallo una volta nella vita); la seconda è stata la lettura di Cavalli Selvaggi (All the Pretty Horses) di Cormac McCarthy, Einaudi 2006, ISBN: 8806184512.
Texas, 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là al Messico, inseguendo un passato nobile e, forse, mai esistito.
Si può ancora parlare della frontiera?
Si può immaginare di riuscire ad attraversare un immaginario confine ed entrare in un regno (anzi, in un Regno) da esplorare?
Direi proprio di si. Senza ombra di dubbio, il miglior libro che abbia letto quest'anno, un'atmosfera sospesa, la forza delle proprie convinzioni e il desiderio di scrivere il proprio destino. Cole scappa da un mondo "civile" che lo rifiuta e che non accetta la sua sensibilità, e si rifugia in un eden pastorale fuori dal tempo, una hacienda dove si catturano e si addomesticano i mustang selvaggi. Quello che succede dopo è intuibile, ma non prevedibile, e l'educazione sentimentale di Cole si conclude nell'unico modo possibile (non è spoiler): con il cowboy che si allontana a cavallo verso il tramonto.
Adesso, quando vedo qualcuno a cavallo, chiunque esso sia, mi sembra Clint Eastwood.

PS: dimenticavo...di nascosto ho aggiornato i link inserendo due blog amici molto fatti bene...il Blog di Alessio è una guida intelligente a molte cose, anche e soprattutto a internet; il Blog di Davide è una guida intelligente al mondo e a tutto ciò che vi attiene. Buon w-e.

PPS: e che, non metto il sito di Cormac McCarthy?

giovedì, gennaio 04, 2007

Che palle che faccio

Da più parti (destra, sinistra, centro, udeur) vengo accusato di essere un pochettino autoreferenziale, ma giusto un zinzino. Tipo che (ma questo l'avevo già detto) ai miei conoscenti della vita reale parlo sempre del blog, sul blog parlo del blog, e adesso sto dicendo che sono noioso perchè parlo del blog. Miseria che lagna.
Per dimostrare che in fondo in fondo pure io a volte sono capace di scioccare il mio prossimo con frasi ad effetto e di ironizzare su me stesso come solo pochi sanno fare (tipo Woody Allen o Matteino, che è un amico mio molto divertente) (ciao Matteino!) (mi sembra di essere tipo quelli che quando c'è una telecamera del TG in piazza si mettono dietro e guardano fissi in camera, ogni tanto muovono la manina per salutare e poi si guardano intorno sorridenti come a dire "avete visto come sono scemo? Ih ih, ho fatto ciao ciao con la manina"). Dicevo che sono molto autoironico (mi sa che ho perso il filo del discorso) (tutte 'ste cazzo di parentesi, le brucerei tutte, le brucerei, le). Sono molto autoironico, e quindi per dimostrarlo ci metto una striscia di un mio personale eroe del fumetto, uno che ha fatto parte della redazione di CUORE e che sta pure con Lia Celi. Sto parlando (a momenti dimenticavo di mettere il nome) di Roberto Grassilli, fumettista e grande esperto di internet, di cui parla ormai da anni sulla sua strip Net To Be.
Adesso taccio e metto la strip (la metto perchè parla di quanto pallosi si possa essere quando si ha un blog, e qualcuno lo sa...):










Ultima cosa: nella colonna dei link c'ho messo un collegamento al blog (ancora?!) di Stefano Misesti, un bravissimo fumettista/illustratore che vive a Taiwan. Solo questo: un fenomeno. Un grazie al mio pusher per avermelo segnalato.

mercoledì, gennaio 03, 2007

Tavanata Galattica

Un grazie a Rino Tommasi (non quello vero, un altro) che lo ha segnalato.

martedì, gennaio 02, 2007

Mi fa male la testa - post perplesso

Stavo annaspando con le zampine nel vuoto alla ricerca di un buon argomento per iniziare bene il 2007, quando all'improvviso non successe niente. Questo mi fa venire in mente una volta che stavo attraversando il South Dakota in motocicletta (non c'è niente da ridere): attorno a me miglia e miglia di deserto, i pali del telegrafo che correvano al mio fianco, la fata morgana che alterava la mia percezione dello spazio...il caldo era soffocante, il condizionatore si era rotto (e poi ero in moto, che me ne facevo del condizionatore?), avevo anche finito la scorta di Chinotto. Fu così che mi capitò di fermarmi in quello spaccio, Al's store si chiamava, per rinfrancarmi un po'.
Presi un thè caldo e caddi a terra svenuto dopo il primo sorso - forse era meglio una tisana ai semi di finocchio selvatico, come mi aveva suggerito il burbero Al, guardandomi attraverso le lenti bifocali.
Quando arrivò lo sceriffo, capii di essere nei guai: estrassi (o si dice estraei?) la pistola, deciso a vender cara la pelle. "O con me un ostaggio!" urlai agli sbirri mentre tenevo sotto mira la bionda Sue Ellen. "Ci vuole l'acca" urlò di rimando lo sceriffo "si dice ho con me un ostaggio!". Maledizione, pensai, a anche lui un ostaggio. Sbirciai dalla finestra, e vidi che tenevano sotto tiro la mia motocicletta. "Arrenditi, o le faremo saltare il carburatore". Incrociai lo sguardo con la moto, che lampeggiando in codice Morse con gli abbaglianti mi disse "Anno ragione, non ai scampo. Fuggi e non pensare a me, rifatti un'altra vita". Il suo uso disgraziato e approssimativo del codice Morse mi intenerì. Presi una decisione. Mi voltai di scatto verso Al e dissi: "presto Al, un decotto al mandarino". Il vecchio panzone mi guardò stupefatto, e mi disse "ne sei sicuro? Nessuno ce l'hai mai fatta". Anche Muzambo, il vecchio schiavo che raccoglieva cotone nell'armadio volle dire la sua: "no buana, non farlo, è cattivo vudù". Urlai delle cose tipo "ne ho abbastanza di voi", o qualcosa di ugualmente cattivo, bevvi il mio decotto e me ne andai via barcollando. Entro pochi giorni sarei arrivato a Gispy Town, giusto in tempo per l'ora del thè.
Per favore un Aulin.

venerdì, dicembre 29, 2006

Il Blog Ottuso vuole te!

Ciai voglia di scrivere in itagliano? Avrebbi sempre voluto imparare le robe che sai a tutti gli altri? Pensi che tutti, tranne te, fossero degli asini caprini ignoranti di lettere e folosofia? Vorresti forzare il tuo prossimo ad ascoltare cose che tu sai ma che non interessano a nessuno?
Unisciti al Blog Ottuso!
Una nuova grande iniziativa per il 2007: cerchiamo (io li cerco) collaboratori disposti a scrivere Rubriche Ottuse su qualsivoglia argomento: politica locale, storia della Magna Grecia, le diverse specie di passeriformi, filosofia, cinema, arte e cucina. Dai, partecipate numerosi o anche in pochi, ma partecipate!
Le rubriche possono riguardare qualunque argomento, e non si richiede regolarità nelle consegne (certo, se arriva uno e vuole scrivere un post al giorno la porta è quella, fatti il tuo blog e non rompere le scatole a me). Volete raccontare le vostre bizzarre avventure? Volete scrivere di storia della musica, fumetti tedeschi, manuali di magia medievale, lavoro interinale? Il Blog Ottuso è aperto al pubblico per tutto il 2007 e non manda via nessuno. Perchè ricorda: del maiale non si butta via nulla, figuriamoci di te.
Per aderire lascia un commento qui sotto, vedi dove c'è scritto commenti? Ecco lì, ci clicchi sopra (una volta) e ti si apre una nuova pagina, piccina. Scrivi che vuoi giocare anche te e lascia un contatto. Poi selezioni ANONIMO e clicchi (una volta, hai capito?) (HO DETTO UNA VOLTA!) su Pubblica commento.
Vi aspetto ottusamente.

giovedì, dicembre 28, 2006

Clima Natalizio

Le 11 cose che più odio delle feste di Natale (in ordine crescente):
11 - il ritrovarsi tutti in fila ad una cassa il giorno della vigilia, che sia per comprare il regalo a tuo nipote, il prosciutto cotto per il pranzo di Natale, la lampadina per sostituire quella che ti si è fulminata rendendo completamente inutile la luminaria dell'albero;
10 - la gente che ti fa gli auguri mandando un sms o una e-mail collettiva, che lo vedi subito che è collettiva, perchè c'è scritto "Tanti auguri amico/a, ti penso spesso";
9 - scoprire che il 27 dicembre si lavora;
8 - anche il 28;
7 - e anche il 29;
6 - ricevere un regalo che non è affatto il (inserire un regalo a scelta tra quelli che si desideravano, che serviva a tutti i costi, ma che non si è ricevuto), bensì un orribile e incomprensibile soprammobile farlocco di ceramica decorato di perline, o una cornice d'argento, o l'ultimo disco di Zucchero, e dover pure sorridere a chi ce l'ha regalato e dire "grazie, proprio ciò che desideravo";
5 - ricevere un regalo a lungo atteso e romperlo nei dieci minuti successivi (comprende anche le opzioni "smarrire il libretto d'istruzioni" e l'immancabile "vedere un parente che ci rovescia sopra, involontariamente, il bicchiere di Asti Cinzano");
4 - i film su Babbo Natale che fanno vedere su Canale 5 per quindici giorni di fila a qualunque orario;
3 - passare una giornata intera a tavola, e poi dover rimangiare gli avanzi per i giorni successivi (primo giorno: "evviva, crostini, lasagne, bistecca e panettone!!". Secondo giorno: "no, i tortellini non mi vanno, mangio solo il salmone e un po' di fagiano". Terzo giorno: "ma il purè non è ancora finito?!". Quarto giorno: "posso andare a letto senza cena?". Quinto giorno: pianto sommesso alla vista del pollo in galantina)
2 - "Voi che fate per l'ultimo dell'anno?"
1 - I Babbi Natale appesi in giro per la città. Dove lavoravo prima, a ***, il Comune aveva comprato circa cento Babbi Natale da appendere in giro per il centro cittadino. Dopo essere rimasti appesi tre settimane, questi mostri erano completamente coperti di sporco, qualcuno decapitato o mancante di arti, altri semplicemente storpi. Quindi l'anno successivo non erano stati appesi di nuovo, ma messi in un magazzino che si trovava al piano sotto al mio ufficio, in un grande mucchio lungo la parete. Entrare in quell'antro era come entrare in un oscuro recesso della malattia mentale, con una montagna di Babbi Natale sporchi, monchi e decapitati che aspettavano al varco il malaugurato viandante. Roba da blocco della crescita, insomma.
Poi, alla primavera seguente arrivarono i netturbini del Comune a caricarli su un camion della Nettezza Urbana, mentre i bambini del vicino asilo guardavano l'operazione sostenendosi a vicenda.

Buone feste a tutti.

mercoledì, dicembre 27, 2006

Le Maison da Invidiare - Villa Palazzona

Oggi inizia la nuova rubrica del Blog Ottuso, ispirata ai servizi di moda e costume di Vanity Fair, People e Bellacasa. Visiteremo le dimore dei Vips per cercare di capire come e dove nasce il gusto per le cose belle e spocchiose.

Iniziamo da Villa Palazzona, una stupenda dimora ottocentesca costruita dai marchesi Tronco nel Sedere sulla riviera poleschina. Veniamo accolti dalla gentile marchesa Bettina Tronco nel Sedere, celebre in tutto il bel mondo italiano per aver starnutito in faccia ad Emanuele Filiberto di Savoia durante una cena di beneficienza dei cavalieri di Malta. La marchesa ci accoglie col suo fare squisito, starnutendo in segno di benvenuto e guidandoci subito nel salone delle feste, dove troneggia un gigantesco ritratto ad olio del capostipite della famiglia, il capitano di ventura Ugonotto de'Tronco, che acquisì titolo nobiliare e feudo impalmando la contessina Valeriana nel Sedere, dobildonna celebre in tutte le corti d'Europa per la sua leggendaria bravura nel rammendo e perchè era brutta come una capra.
Successivamente la marchesa Bettina ci guida verso la sala da pranzo, dove possiamo osservare un lampadario di cristallo Boderoni, tavolo in quercia e sedie Lapion, tende in cotone naturale Ciaffloss, bidet in porcellana Richard-Ginori, tappeto in capelli di bambini afgani Miloni. I quadri sono di Chepuloni&Bodetti.
La meravigliosa camera da letto della marchesa è in pieno stile impero, anche se non si capisce quale (austroungarico? francese? cinese? romano?). La botola sul pavimento, apribile con un telecomando apricancelli Faac, è sobria ed elegante. Il suo fine però, rimane misterioso anche alla marchesa che, a precisa domanda, risponde starnutendo.
Ma la stanza più sorprendente della magione è senza ombra di dubbio lo studio-biblioteca: settemila volumi ornano le pareti, collocati in perfetto ordine su scansie in rovere con rilievi in oro decorato a sbalzo. Un tappeto persiano del XII secolo copre il meraviglioso pavimento in parquet di betulla siberiana, e tre poltrone Sabenov occupano lo spazio lasciato libero da una massiccia scrivania in sughero realizzata a mano da uno scultore che di solito usa il marmo, ma che per la marchesa (e solo per lei) è disposto a lavorare altri materiali. "L'arredamento è un'arte" ci dice Bettina Tronco nel Sedere "Per voi barboni vanno bene le cose realizzate in serie, ma per chi, come me, ha davvero gusto, le cose devono essere massimamente originali ed uniche. Io vado da anziani maestri artigiani dei paesini pedemontani a farmi realizzare a mano oggetti dal gusto squisito. Voi invece è meglio che andate da Aiazzone" e ci saluta con un simpatico starnuto.

venerdì, dicembre 22, 2006

Qultura Alta

Cari amici, bentornati dal legittimo curatore della rubrica culturale del Blog Ottuso, il sempre vostro Luke Perry. La volta scorsa mi sono assentato perchè Jason Priestley mi aveva chiuso a chiave nel camerino, ma oggi sono qui, e vi parlerò di musica!
Sin dagli albori dell'industria discografica mi sono adoperato per rendere fruibile alle classi meno abbienti anche la musica cosiddetta elitaria, ricevendo per questo, tra le altre cose, un premio Nobel per la pace nel 1984. Ma basta parlare di me, lasciamo parlare le note.
Ecco qua i dischi che mi sento di consigliarvi per passare un bel Natale:
- Coro dell'Armata Rossa, Passa un felice compleanno di Stalin nel gulag, compagno dissidente. In questo classico natalizio i bassi e i tenori dell'Armata Rossa intrattengono con un canto tradizionale russo, su musiche sbarazzine composte dal capo del KGB staliniano Beria.
- Condoleeza Rice, Beat me. Un sorprendente esordio per il segretario di Stato americano. Un intero disco rap, nella migliore tradizione nera americana, nel quale Condy declama un emendamento alla Costituzione americana volto a rendere legale l'uso dell'appuntalapis come arma di distruzione di massa. Gli strumentisti sono tutti soldati americani che suonano prigionieri afgani a Guantanamo.
- Alvaro Sassi, Vita da Imbianchino. Indimenticabile il brano Seconda mano di vernice gialla.
- Paola Barale, I Più Bei Brani di Musica Dodecafonica. Paola ci presenta le composizioni del grande maestro Schonberg suonate con la suoneria del suo cellulare Nokia.
- Archivio ERI-Rai, Raccolta suoni 1975-1976. Direttamente dagli archivi Rai, quarantacinque minuti di registrazione del fruscìo che si sente quando la televisione fa la neve, sai quando non si vede nulla?
- Gigio Topoloni, Tenerosi Abbracciosi a Tutti gli Amichetti. Come sarebbe il Natale senza le dolci melodie di Gigio Topoloni, l'eroe di tutti i bambini? Giova inoltre sapere che il ricavato delle vendite di questo CD sarà devoluto in beneficienza al carcere dove è rinchiuso per omicidio e spaccio di droga l'autore delle canzoni.
- Death Killer Pain Machine, I hate Santa Claus and I want to Kill him. Un disco in stile rockabilly per la più curiosa delle boy band, composta solo da bambini di otto anni.
- Bruno Vespa, Il Nuovo Disco di Bruno Vespa. Bruno non ci lascia mai soli: ecco la registrazione di una giornata tipo del grande giornalista, comprese telefonate di licenziamento a colf e scherzi telefonici a Enrico Mentana.
- Francesco de Gregori, Nuovo Disco Fatto per pagarmi le Rate della Macchina, con Dentro delle Canzoni Scritte in Dieci Minuti Mentre Facevo la Fila alla Posta per Pagare l'ICI. Imperdibile.
- Tiziano Ferro, Y=mX+K. Tiziano fa finalmente chiarezza: non sa suonare, e mentre canta dice parole a caso.
- Max Pezzali, Congiuntivo Ti Odiessi. Il mese scorso, settanta copie di questo CD sono state distrutte in Piazza della Signoria a Firenze da un rullo compressore dell'Accademia della Crusca, tanto per dire la carica sovversiva.

Mi raccomando gente, ascoltate sempre buona musica, e soprattutto, Perry Christmas a tutti!!!

giovedì, dicembre 21, 2006

Educare le Masse Incolte (voi)


Adam Holtzman (c) Absence #15

mercoledì, dicembre 20, 2006

Cose che non c'entrano niente - quarta volta

Ahw, in quest'ufficio si muore di noia. Speriamo passi qualche Testimone di Geova, così faccio due chiacchiere.

- l'animale più raro del mondo è un mustelide australiano, il Certex Sospectus. Ne rimane infatti vivo un solo esemplare, avvistato per l'ultima volta nel 1993 a Sidney, mentre acquistava un tv color Telefunken spacciandosi per un immigrato norvegese. Si sospetta che attualmente gestisca una lavanderia a gettoni nel quartiere cinese di Brisbane.
- per giocare a Sudoku non è necessario essere idioti, però aiuta.
- durante la lunga marcia, quarantatrè giovani, in omaggio al presidente Mao, disegnarono un grande murales che ritraeva l'odiato nemico Chiang Kai-Shek mentre si scaccolava.
- ogni anno il Comune di Pontremoli assegna il prestigioso premio letterario Bancarella (tra i vincitori storici si citano Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Vittorio Sgarbi) (dimenticavo: anche Brunone Vespa), il cui premio è una bancarella.
- contrariamente a quanto comunemente si crede, la maggior parte delle violette non intende conquistare il mondo e distruggere la razza umana.
- ad un fastoso ricevimento, il celebre statista Winston Churcill venne avvicinato da una nobildonna ingioiellata che gli chiese cosa aveva intenzione di fare, in quanto primo ministro del Regno Unito, per combattere la piaga della delinquenza giovanile. Per tutta risposta lui le tirò una testata sul naso e le rubò tutti i brillanti, bigiotteria compresa.
- il grattacielo più alto del mondo è il Gispy Tower, a Dinodel, Malaysia. E' talmente tanto alto che supera i confini dell'universo e, per un curioso effetto spazio-dimensionale, chi raggiunge l'ultimo piano pensa di essere Tiberio Timperi.
- una società americana ha realizzato un nuovo rivoluzionario modello di telefono cellulare: se ci si trova in una zona senza campo, si attiva un processore in grado di simulare una conversazione. Così se la vostra macchina si dovesse guastare in aperta campagna o in mezzo alle montagne, potete chiamare un carro attrezzi, senza sapere che il burbero ma simpatico meccanico che vi ha risposto e che vi ha detto che sarebbe arrivato in cinque minuti in realtà era solo il vostro telefono che vi prendeva per il culo.

martedì, dicembre 19, 2006

Naturalmente, un manoscritto.

Quando avevo diciotto anni, o forse diciannove, mi innamorai di una ragazza. Allora succedeva di continuo, ma siccome ero fragile e inconsistente, ancora non esistevo, non le dissi mai niente, mi limitavo a parlarle di me e mi sparavo le pose. Credo lo avesse capito, anzi ne sono certo, ma questo non mi aiutava, aspettavo non so più che cosa mi dovesse segnalare il momento giusto, ma alla fine credo che fosse solo la paura del rifiuto. Ero come un omino fatto di fil di ferro, bastava spingermi e mi piegavo ora in una direzione ora in un'altra.
Anche i miei amici erano come me, sottili come acciughe, lunghe linee disegnate sul muro. Non parlavamo, stavamo insieme per proteggerci, ed eravamo lo specchio l'uno degli altri, e per questo ci odiavamo e non potevamo fare a meno di stare uniti. Bevevamo birra, tanta birra, ci scaldavamo a spintoni e ascoltavamo canzoni che dicevano I don't know why I feel so scared. Adesso, in un modo o in un altro, portiamo ancora i segni di quella timidezza, ci ha segnati, siamo più consistenti e probabilmente più felici, adesso esistiamo, ma siamo segnati come da delle cicatrici sottili e quasi invisibili. Non si scappa.
Allora ancora non esistevo, mi preparavo ad esistere.
I don't know why I was feeling so scared.