lunedì, marzo 05, 2012

Piccola guida ragionata di londra ad uso dei turisti inconsapevoli - Raggiungere Londra

E qui, tutto sommato, la cosa sembra facile. Voglio dire, a meno che uno non abbia paura di volare (uno che conoscevo ce l'aveva, e si fece tutto il viaggio da Città Cupa a Londra in macchina. Millecinquecento chilometri. Indubbiamente coerente nella sua fobia. Ma idiota), dicevo, a meno che uno non abbia paura di volare raggiungere Londra è roba facile, visto che i quattro aeroporti cittadini (Heatrow, Gatwick, City e Stansted) sono collegati a tutti i maggiori omologhi italiani, e con un paio d'ore di volo in media ci si fa il viaggio.
Ma cominciamo dalle basi.
(So che molte cose che verrò a raccontarvi vi suoneranno banali, trite, noiose e ben conosciute. Nel caso, saltatele e basta, non venitemi a dire nei commenti "ehi, coso, amico, non ci stai dicendo niente di nuovo, le cose che racconti non regalano sapore alla mia vita" come mi diceva sempre Strano dei Megelli Diversi quando cercavo di spiegargli la differenza tra epifania ed entelechia)
Darò per assodato che:
1 - vogliate raggiungere Londra dall'Italia
2 - vogliate farlo volando (in aereo, non autonomamente)
3 - vogliate spendere meno possibile e al contempo non volare con una compagnia che ha il 50% di successo negli atterraggi al proprio attivo (potrebbe essere una nuova campagna pubblicitaria di Alitalia: "almeno il 50% dei nostri aerei atterra!")
4 - preferiate volare senza bagagli ingombranti

Dei quattro aereoporti di Londra, il maggiore è Heatrow. Io non c'ho mai atterrato/decollato, so che opera principalmente sulle tratte intercontinentali e che le compagnie low-cost lo evitano per gli elevati costi di affitto della pista. Wikipedia dice che è il terzo aeroporto al mondo per movimento voli bla bla bla, roba che non ci interessa. Alitalia atterra qui, ma se volate con Alitalia o siete Marchionne o amate spendere molto denaro per acquistare secchi di fango. Ad ogni modo, se venite a Londra a fare i turisti con la digitale compatta e il bagaglio piccolo da portare in cabinam Heatrow è da escludere.
Gatwick è più piccolo e, in quanto tale, un po' meno costoso per le compagnie. Ci abbiamo atterrato una volta, è ben collegato alla città (questo, ca va sans dire, vale per tutti, in particolare City). I tempi di imbarco/sbarco mi sono sembrati più lenti di quelli di Stansted, ma a Stansted più che passeggero sei animale da macello, quindi è chiaro che lì si fa più in fretta.
City è centralissimo. E' l'unico aeroporto collegato alla linea della metropolitana tramite la linea DLR (ne parleremo in un post più avanti). Markk e A. l'hanno usato quando sono venuti a trovarci e ne sono rimasti entusiasti.
Ma veniamo a Stansted. Nelle vostre vacanze al risparmio è assai facile che voliate con una delle compagnie low-cost che dominano il mercato (Ryanair o Easyjet) che usano principalmente questo aeroporto. Le voci sulla sua lontananza dal centro città sono grandemente esagerate: in un'ora e un quarto (autobus) o quaranta minuti (treno) siete a Liverpool Street Station.
Insomma, un aeroporto vale l'altro.
E le compagnie?
Nonostante il mio profondo odio per Ryanair, continuo a volare con loro ogni volta che torno in Italia, perché, nonostante tutto, sono quelli che mi fanno risparmiare, e quindi finisco per accettare e sopporto il clima da carro bestiame dei voli con la compagnia irlandese. Purtroppo non è più come dieci anni fa, quando riuscivi a beccare anche il volo a cinquantamilalire andata e ritorno. Ma lo si accetta (attenzione: ricordatevi che Ryanair aggiunge 12 euro a ogni tratta se pagate con carta - l'unico pagamento accettato è per carta). Ad ogni modo vi consiglio di usare Skyscanner per trovare il periodo migliore per volare e risparmiare qualcosa.

Bene, caro eighe. Ho fatto come m'hai detto, ho preso l'aeroplanino e sono atterrato qui a staste. Ma io volevo andare a Londra! Perché m'hai fatto atterrare qui, eh? E ora che fo? Come si fa a andare a Londra?
E' molto semplice, mio caro ed inetto amico. Ci sono diverse opzioni:
- prendi un cab. A Londra ci sono due tipi di taxi: quelli neri che si vedono nei film (ma non fanno servizio negli aeroporti, quandi ne parliamo un'altra volta) e i taxi privati (ce ne sono decinaia di compagnie diverse), che non possono fermarsi a bordo strada a far salire le persone né possono aspettarti fuori dalle stazioni o dagli aeroporti. Devi chiamarli o fissare un appuntamento via internet. Lo so, sembra molto macchinoso, ma è per la vostra sicurezza. La cosa è molto conveniente se siete un gruppetto numeroso (mio fratello ne ha prenotato uno per otto persone) e se volete essere caricati all'aeroporto e scaricati all'albergo. Ricordatevi che ogni taxi privato deve avere l'apposito certificato rilasciato da TFL che lo autorizza a scarrozzarvi in giro. Se optate per questa scelta chiedete al vostro albergo di prenotarvene uno, o fate una rapida googlata con "taxi London". Le tariffe variano molto in relazione a dov'è l'albergo e a quanti siete.
- prendi il treno. In UK le ferrovie sono state privatizzate dalla Thatcher: ci sono quindi diverse compagnie di trasporto su rotaia, districarsi è un casino. Ad ogni modo in genere lavorano quasi in regime di monopolio su specifiche tratte: ad esempio il collegamento Stansted-London è servito dallo Stansted Express (21 sterline a tratta a testa). Gatwick invece è collegato con diverse compagnie: Gatwick Express, Southern, First Capital Connect, First Great Western. Per Heatrow è più o meno la stessa cosa, se volete maggiori info scrivetemi che mi sono scocciato di copincollare link. Ricordatevi comunque di prenotare in anticipo, sarete sicuri di trovare posto e risparmierete qualcosa. I treni sono quasi sempre puntuali, ma le tariffe sono abbastanza care.
- prendi l'autobus: è il mezzo più economico. Non ci sono autobus "di linea" che collegano Londra agli aeroporti, ma solo navette private. C'è una compagnia italiana, Terravision, che ha praticamente il monopolio dei collegamenti Stansted-Londra. Oltretutto assume (e questo per me è un mistero) esclusivamente personale italiano, ragazzi che vengono a farsi l'esperienza londinese e poi finiscono a lavorare a due ore dalla città. Le altre compagnie che lavorano su Stansted sono la National Express, che opera su tutta l'Inghilterra, e Easybus. Come mezzo di trasporto è molto più conveniente del treno o del cab (ma molto più lento, ovviamente). Oltretutto Easybus ha delle tariffe folli: se beccate l'orario giusto potreste anche spendere solo due sterline per raggiungere Londra, come si vede qui.
- prendi la metropolitana. Questo, a essere sincero, funziona solo a City Airport.

Bene, credi di avere finito per adesso. Siete atterrati, avete raggiunto la città. Che si fa stasera? mi chiedete, con l'occhio pallato dal viaggio, dove si mangia? Ci facciamo una pizza o un panino dal McDonald's?
Poveri illusi.

Avete richieste? Necessitate chiarimenti? Lasciatemeli nei commenti o mandate un'email a blogottusoCHIOCCIOLAgmail.com

sabato, febbraio 25, 2012

Illuminami - dispaccio n.1

Succede che l'anno scorso i miei gentili suoceri mi hanno fatto recapitare da Amazon.co.uk un gradito omaggio di compleanno, una di quelle robe che ogni volta che ne vedevo la pubblicità nei tunnel della metropolitana sbavavo, e non è un bel vedere me che sbavo: ad ogni modo, si parla dell'Amazon Kindle.
A quasi un anno dall'arrivo nelle mie mani dell'oggetto delle meraviglie, mi sento finalmente pronto a parlarne con dovizia, e nel contempo a partorire una nuova rubrica sulla scia di quella di Alessandro. Solo che lui, con uno stoicismo e una perseveranza degne di un monaco trappista pubblica ogni mese brevi e interessanti rece di tutti (dico, tutti) i libri che legge, mentre io, che ho la spina dorsale di un gasteropode, raramente riesco a concludere alcunché. Ne consegue che la periodicità della presente rubrica sarà estremamente erratica, e potrebbe terminare all'improvv

Ora, riesco a sentire le voci dei lettori salire fino al mio Olimpo: ah, ma il piacere dello sfogliare un libro, la sensazione della carta, il godimento che si prova con un libro vero, quelle macchinette lì mica te lo danno. A parte il fatto che se hai un e-reader non devi necessariamente dare fuoco ai libri cartacei (come invece credeva Hitler), vi assicuro che con il kindle il piacere della lettura non se ne va, anzi ci sono tutta una serie di features che rendono l'esperienza assai piacevole; senza poi considerare il fatto che nella macchinetta ci puoi mettere tutti i libri che vuoi (5 Gb di spazio, gente), compresi audiolibri. Una cosa che mi fa impazzire è che se mi compro un libro su Amazon (ce ne sono anche centinaia gratis) basta un click e mi arriva direttamente sul lettore (sempre che questo sia connesso a internet tramite wi-fi o connessione 3G). L'unica concessione che posso fare al fascino del libro cartaceo è che, dopo che hai letto qualche decina di libri sul lettore, ti subentra come una sensazione di, come dire? stare sempre leggendo lo stesso libro da MESI, come se la sensazione fisica di identica pesantezza nelle mani sopravanzasse la consapevolezza di leggere libri diversi. Robe strane.
Quando posso indico il link dove è possibile trovare l'ebook. Fate comunque conto che io ce li ho, quindi, se volete, basta scrivermi a blogottusoCHIOCCIOLAgmail.com.

IL MASTINO DEI BASKERVILLE - Arthur Conan Doyle - ITA
Cominciamo con la più tradizionale delle letture londinesi. Mi si dice, tra l'altro che la miniserie di Sherlock Holmes della BBC sia di pregevole fattura, provvederemo alla visione. Allora, la storia è divertente, Holmes è una faccia di tolla che metà basta, e Watson si fa ridicolizzare secondo tradizione (ma forse qui più del solito). I cattivi di Doyle, a parte la notevole eccezione del professor Moriarty, non hanno mai abbastanza carisma da risultare memorabili e, al solito dopo qualche settimana non ti ricordi più la trama. Ma la brughiera, il moralismo d'antan (al quale sfugge il solo Holmes, personaggio alieno a qualsiasi morale), l'accurata pianificazione che si pretende esistere dietro ad ogni atto criminale lo rendono una lettura meravigliosa.
Amazon (€ 2,99) o Ebook.it (1,99).

IL CIRCOLO PICKWICK - Charles Dickens - ITA
Ovviamente poi si passa al più grande scrittore di lingua inglese. Questo è il suo primo "vero" romanzo, nel senso di un volume di 930 pagine. Poi in realtà a ben guardare si tratta di una raccolta di episodi sciolti, tenuti insieme da un pretesto (le avventure di Pickwick e dei suoi nella Little Britain del XIX secolo) e finalizzati alla narrazione comica. Diciamo la verità: ridere non fa, al massimo sorridere, probabilmente perché nel frattempo son passati mari di tempo a seppellire quell'umorismo e a regalarci Checco Zalone. Certi episodi sono comunque divertenti, i personaggi ferocemente stereotipici, e si intuisce che certi passaggi dovevano essere, al tempo ironici al limite del sarcasmo feroce. Però alla fine tutto finisce bene, si trova una morale e il libro, finalmente, termina.
Dickens mi piace di più quando vuole commuoverti.
Liber Liber (Gratis)

RICORDI DI LONDRA - Edmondo De Amicis - ITA
Concludo la carrellata in terra d'Albione con il vecchio Edmondo. Che uno dice "che palle De Amicis, e che palle Cuore, e vada affanculo lui e tutti gli scrittori tromboni del risorgimento, e re Umberto e Cavour e Garibaldi e che cazzo" e via così, finché non arrivano le guardie a portarlo via.
In effetti una delle grandi colpe della scuola italiana è quella di averci educato ad odiare il leggere. Pura un lettore compulsivo come me, che si legge pure le etichette delle camicie (non il libro di Sclavi, quelle vere) con le letture obbligatorie si trovava a disagio (eufemismo). Così De Amicis diventa sinomino di orchite, per tutti quelli che alle elementari sono stati costretti a leggersi l'atroce Cuore (recensirò anche quello, giuro), e su De Amicis cala così la mannaia del pregiudizio. pregiudizio quantomai sbagliato, perché quando si va a leggere questa cronaca del suo soggiorno londinese si scopre un narratore divertito e divertente, con l'occhio allenato a vedere il lato umoristico del mondo. Se fosse vivo oggi sarebbe uno dei blogger più seguiti, e il suo blog sarebbe pieno di LOAL.
Caldamente consigliato.
Progetto Gutemberg (gratis)

lunedì, febbraio 06, 2012

Piccola guida ragionata di Londra ad uso dei turisti inconsapevoli - Intro

Guardo attraverso la finestra e vedo una patina opaca di grasso e unto, scura e gravida di oscuri presagi. Ammazza quanto è lercio 'sto vetro. Lo alzo (a Londra abbiamo il vetro a ghigliottina).
Ah, no, non era il vetro.
Era Londra.

Cari lettori, se ancora esistete è a voi che penso nel momento in cui mi accingo a ravvivare le esauste ceneri del Blog Ottuso, creando ad hoc una rubrica che ci terrà occupati mentre aspettiamo che si sciolgano le nevi eterne che sembrano aver colpito l'Europa continentale (e le isole, of course). In questi lunghi mesi durante i quali - lo so, non negatelo - vi siete ossessivamente chiesti che fine avessi fatto, anche molestando amici, conoscenti e semplici passanti per avere notizie aggiornate delle mie condizioni (avete poi dovuto desistere quando si sono presentati i Carabinieri a casa vostra dicendovi che è ora di basta), in questi lunghi mesi, dicevo, mi sono lentamente e progressivamente immerso nel brodo multiculturale della cosa lì, la capitale dell'impero britannico, per poi scoprirmi, alfine, bollito come una comune lonza (o trancio di carne similare usualmente adoprato per il carrello dei bolliti. Io una volta ho visto Alessio ordinare il carrello dei bolliti al ristorante. E loro glielo hanno portato davvero. A volte mi stupisco di come mi stupisco facile).

In quest'ultimo anno (sì, è un anno che siamo qui, me ne stupisco anche io) (visto che mi stupisco facile? Visto?! VISTO?!) abbiamo avuto sovente l'occasione di introdurre Londra ad amici in visita ("amici, questa è Londra. Londra, questi enno amici" "piacere" "NICE TO MEET YOU") e abbiamo progressivamente affinato le nostre capacità nel condurre degnamente una conversazione intorno alla English Breakfast, le mogli di Enrico coso, ottavo, la linea rossa della metropolitana o il posto migliore dove comprare panini senza spendere lo stipendo di Aprile.
Una volta divenuto consapevole di questo superpotere (essere un Londoners, so coooool), ho deciso di sfruttarlo fino in fondo e trasmettere alle incolte moltitudini (voi) le pillole di sapere che ho accumulato, un po' come Piero Angela in Quark, solo con meno scienza e più gastronomia, ma soprattutto con meno affabilità e più saccenteria - sarò insopportabile, lo prometto.

Ho già una serie di argomenti in saccoccia (raggiungere Londra con le valigie di cartone, dormire a Londra evitando le arcate dei ponti, mangiare a Londra senza venire stroncati da un infarto, i migliori musei, i migliori pub, i migliori mercati, le zone da evitare, le zone da NON evitare, come muoversi per Londra senza sembrare persone affette da labirintite, come sembrare cool e up-to-date, come parlare per spararsi poi le pose in Italia, come dimenticare Berlusconi, e altre cose che ora non mi ricordo perché ho detto Berlusconi e quando lo dico improvvisamente mi deprimo e penso al suicidio), ma, nonostante abbia questa saccoccia di argomenti bella piena, è ancora abbastanza spaziosa per infilarci qualunque altro suggerimento vogliate (ca va sans dire) suggerire. Insomma, dovete venire a Londra ma non sapete come fare a? Chiedetelo a babbo e lui ve lo dice.

Indeed.

sabato, dicembre 31, 2011

Barbariccia

Personalmente ritengo che il mistero più grande della storia dell'umanità ce l'abbiamo in casa e lo osserviamo tutti i giorni, senza rendercene conto. Forse non è sempre così per tutto? E' forse un caso che ne "La lettera rubata", Poe faccia nascondere la lettera bene in vista sul caminetto, di modo che gli investigatori non la trovino perché troppo evidente, e quindi invisibile? La nostra attenzione si desta solo all'apparire dell'inconsueto, siamo schiavi della nostra costante carenza di attenzione al dettaglio, finiamo sempre per ignorare l'ovvio e quindi ne diventiamo vittime. Il satori, ci insegnano i maestri buddisti, è il risvegliarsi della coscienza, la rivelazione, un'epifania miracolosa alla realtà del mondo: Schopenahuer lo definisce come l'azione di sollevare il velo di Maya che, similmente al mito della caverna di Platone, ci consente di svegliarci dall'avidyã - il letargo - e giungere a conoscere l'Ātman, il tutto-in-uno che giace oltre la nostra coscienza mortale.
E' possibile che la domesticità ci renda insensibili? Quali stimoli dobbiamo subire, acciocché la nostra attenzione si desti e ci renda coscienti di cioè che ci circonda? Sartre recita, in un passo illuminante:

La necessità, come limite nel seno della libertà, come evidenza accecante e come momento del rovesciamento della praxis in attività pratico-inerte diventa, dopo la caduta dell'uomo nella società seriale, la struttura stessa di tutti i processi di serialità, quindi la modalità della loro assenza nella presenza e di una evidenza svuotata.

Che rapporto ha questo con la nosra personale ricerca della Verità? Dobbiamo forse rassegnarci a domandarci, come Ponzio Pilato prima di noi "Quid est veritas"? O forse è compito- anzi, dovere - indagare la natura delle nostre percezioni senza lasciarci spaventare dalla terribile profezia di Huxley: voi conoscerete la Verità, e la verità vi renderà folli.

Ma quale, dunque, è questo mistero la cui prossimità, ritengo, ci impedisce di penetrarlo?

E' presto detto: per quale ragione le scuregge degli altri ci restano insopportabilmente odiose e talvolta asfissianti, mentre nelle nostre troviamo piacevoli fragranze, gioia, ricordi di lontane mattinate di sole?

Buon 2012 a tutti, vi voglio bene.

mercoledì, dicembre 14, 2011

These Boots are made for walking

Tu.
Dico a te.
Sì, proprio tu.
No, non ti voltare a guardare se sto chiamando qualcuno alle tue spalle, dico proprio a te.
A te, che quando vai a fare la spesa e prendi il tonno Insuperabile (170 grammi di bontà, in olio d'oliva) e poi cambi idea e non lo vuoi più, che fai? lo posi sul primo scaffale che ti trovi davanti, fossanche quello dei pannoloni antincontinenza da anziano.
A te, che quando hai finito di leggere METRO o LEGGO o qualsiasi altro giornale gratuito da decerebrati tu legga, non cerchi un cestino, no, né riponi l'orrendo scartafaccio nel tuo tascapane, ma che scherziamo. No, lo posi con distratta attenzione sul primo scaffale (pannoloni incontinenza anziano) che trovi, o sul banco gastronomia, o direttamente sulla testa dell'ignaro commesso.
Sì, tu.
Sorridi, eh? Fai il sorrisetto da marachella, quello da "eheh, ebbene sì, a volte lo faccio, eheh, che ci vuoi fare, sono un malandrino".
Guarda, sorrido anch'io.
Eheh.
Ma permettimi, ti prego, di dirti una parola.
Sì, a te.
Una parola sola.
Stronzo.

Ora che vivo dall'altra parte della barricata (tecnicamente una piccola farmacia della City of london non è l'Ipercoop di Lastra a Signa, ne convengo, ma la barricata - ideologicamente parlando - è la stessa), ora che vivo dall'altra parte della barricata, dicevo, riconosco il letale virus dell'indifferenza diffondersi nel mondo e affliggere noi poveri commessi dei più cocenti ed atroci dolori. Chi ci salverà dall'ora di punta?

Boots non è proprio quel tipo di farmacia che ci si immagina in Italia, udendo il termine "farmacia". E' più un ibrido mostruoso tra una farmacia (con la farmacista che prepara il medicamento prescritto dal medico condotto) e un minimarket, dove compri panini, bibite gassate, lacci per le scarpe, sapone, shampoo, make-up, asciugacapelli, dentifricio, burrocacao. Ci stampi pure le foto, se ti va. Per questo l'umanità che ci transita non è composta solo da tossici in astinenza da narcan e anziani in cerca di pannoloni antincontinenza e marocchini col raffreddore (o la pellagra) e imbecilli (come me) in cerca dei cerottini nasali BreatheRight.
No.
E' composta anche da consumatori qualunque che si prendono la loro brava sportina e girano per le innumerevoli corsie (quattro) alla ricerca di prodotti sanitari e non.

Dato quasi un anno di esperienza nel retail, mi sento in grado di andare ad elencarvi una serie di tipologie umane RACCAPRICIANTI, che solo chi, come me, ha intrapreso la leggendaria carriera di commessa può ragionevolmente esperenziare (è tutto materiale letterario, dice la psichiatra di Tiziano Sclavi).
Benvenuti in Inghilterra, la nazione dove chi è disutile non si sentirà mai solo.

- IO HO FURIA: ambosesso, mai sopra i cinquantanni e mai sotto i trenta, elegante, sempre con una borsa o una valigetta di pelle. Si presenta in negozio nell'ora di punta per acquistare un pacchetto di gomme o un snack al cioccolato. Mentre è in fila (in genere non più di cinque minuti) sbuffa rumorosamente e agita le braccia per dimostrare che i suoi diritti di consumatore stanno venendo conculcati. Quando finalmente tocca a lui si ricorda che deve anche pagare, e allora comincia a frugarsi nelle tasche, poi nella borsa, cerca il borsellino, il portafogli, tira fuori una manciata di spiccioli e li conta uno per uno, sbagliando spesso e ricominciando da capo tre volte. Io nel frattempo muffisco;
- CI DEVO PENSARE: grande pensatore, filosofo, poco aduso alle questioni della volgare materialità. Si presenta alla cassa con spazzolino, Ibuprofene e caramelle per la gola. Quando gli chiedo se vuole un sacchetto mi guarda, poi guarda i suoi acquisti, si guarda la gamba, guarda la parete alle mie spalle, di nuovo i suoi acquisti, poi uno dei miei colleghi, l'orologio alla parete, di nuovo me (lo sguardo gli si sta pallando dal terrore del dover decidere), i suoi acquisti, la gamba, la propria mano vuota, la luce del sole che filtra dalla vetrina, il mio orecchio destro, una mosca che ronza. Poi dice: "aahhhh....mmmmhhhh....eehhhh....no. Anzi sì. Anzi no, no, scusa". Non so come fare a chiedergli se vuole lo scontrino;
- VOGLIO IL REGALO: donna, tacchi alti, pelliccia di montone (sempre - ma quanti montoni hanno ammazzato per rivestire queste cerebrolese?). Si avvicina alla cassa con tre rossetti e chiede la scatola di cartone con il fiocco rosso che è pubblicizzata essere in regalo a chi acquisti tre rossetti. Quando le dico che la scatoletta è out of stock lei s'incazza. Se ne esce sbattendo la porta in acciaio zincato e gridando che contatterà il Customer Service, che qui non è banda e anche se lei non è la Regina, noi mica siamo la Nasa (?);
- TAGLIE FORTI: qualunque età, qualunque strato sociale. Si presenta alla cassa con una confezione di cerotti da 1,24 sterline e al momento di pagare tira fuori la banconota da 50 sterline. Mentre lo fa ha il buongusto di guardare l'orizzonte, mentre il commesso cerca di trasformare con lo sguardo il biglietto in un taglio più piccolo ("reducto! reducto!"). Inizia una drammatica ricerca del resto, cercando di dare più monete possibile ma senza sconfinare nel ridicolo ("ecco il suo resto in monete da 2 centesimi. Ha una carriola o le presto la nostra?"). In genere tutto si conclude con il cliente che pretende di sbirciare nel cassetto per vedere se davvero non ho più banconote da 5 sterline;
- ASPETTA ASPETTA ASPETTA: in genere - quasi sempre, invero - una donna. Si presenta alla cassa con due oggetti sui quali sai c'è il 3x2. Tu le dici che può averne un terzo gratis. A quella parola scorgi un lampo nei suoi occhi: i capelli le si rizzano sulla testa, artigli le spuntano dalle dita. Grida: "DAVVERO? GRATIS?" e si precipita verso gli scaffali, urlandoti di aspettare, che torna subito. La ritrovi ore dopo, quando stai chiudendo il negozio, indecisa se prendere questo mascara nero della Maybelline o questo fondotinta coprente dalla 17 o questo rossetto rosso scuro della...
- ADESSO NON POSSO, STO PARLANDO AL TELEFONO: arriva alla cassa con l'Iphone appiccicato alla faccia, ridendo a volume altissimo. Ti mette davanti un sandwich e una Red Bull. Intanto elenca tutto quello che ha fatto la sera prima, racconta come il capo ha reagito stamattina alla sua presentazione in Powerpoint dei piani di sviluppo della compagnia in Virginia Occidentale, declama il Poema del Vecchio Marinaio di Coleridge (due volte), spiega il modo in cui si è preparato per l'esame di maturità di sedici anni prima. Poi quando gli dico quanto spende reagisce come se l'avessi colpito con un bastone (rimpiango di non averlo fatto): si guarda attorno smarrito, chiedendosi "dove sono". Quando esce sta raccontando in dettaglio i suoi ultimi due anni di vita. Ma che orecchie ha quello dall'altra parte del telefono?
- COLESTEROLO: può essere praticamente chiunque. Compra un triple sandwich con bacon, pollo, stuffing (ignoro cosa sia, sappiate solo che significa "ripieno"), maionese, gamberetti, uova e tonno; ci aggiungono uno snack al cioccolato con tripla glassa al caramello e decorazioni di gianduia sbriciolate in crema custard addizionata di zucchero; prende anche una busta maxi di patatine fritte al formaggio aromatizzate al bacon e al chili piccante; infine un vasetto di crema yogurt con granelli di cioccolata bianca e marshmallow glassati. E una DIET COKE, perché la Coca Cola ha troppi zuccheri e fa male.

Amo questo paese.

sabato, dicembre 03, 2011

Signor Bonelli, signor Nolitta


Sergio Bonelli è morto diverse settimane fa, mi pare ad Ottobre ma non c'ho voglia di cercare la data esatta su Wikipedia (com'era il mondo prima di Wikipedia?).
Per ricordarlo la mailing list Ayaaaak ha realizzato un ebook collettivo che esce oggi, come giustamente segnala Alessandro che si è occupato di curarne redazione e pubblicazione.
In questo ebook (che, come forse avrete intuito ma preferisco dirlo, NON è un libro cartaceo) c'è pure un racconto mio, che a Sergio ci devo tante cose, ci devo.
Lo potete scaricare in formato pdf, epub o mobi. Ignoro il significato di queste sigle.

So long, Sergione.

domenica, ottobre 09, 2011

Digitami qui

Cari esegeti del bello e del romantico, voi che mi leggete con assiduità e passione, voi che non avete bisogno di usare Gugòl per trovare l'indirizzo ove si soggiace all'ilarità da me dispensata a piene mani, voi che ben conoscete il valore intrinseco della parola "catarifrangente", ecco, voi, amati lettori, non siete certo parte dell'incolta moltitudine che qui giunge tramite le più assurde combinazioni di tasti dispensate sul celebre motore di ricerca.
Ma io, grazie ai potenti mezzi forniti da Google Analitycs, sono in grado di squarciare il velo di omertà che cela questi illustri sconosciuti. Cosa cercano coloro che trovano il blog Erottuso? Quali segrete passioni si annidano nei loro cuori? Quali pulsioni li spingono, la notte, in miseri tuguri, circondati dalle tenebre, a intrufolarsi sulla rete telematica?
Io ve lo spiegherò, con il mai abbastanza atteso POST SULLE 99 MIGLIORI CHIAVI DI RICERCA EROTICHE (lampi squarciano le tenebre, tuoni rimbombano tra le montagne, Heike si staglia maestoso contro la finestra illuminata dalla luna. Poi arriva il gattino Virgola).

Paola in my mind
- paola barale droga e sesso
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- paolabaraleporca
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- aiuto mi serve una foto del tatuaggio di paola barale
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- paola barale scappa la pipì
- paola barale si è fatta la pipì addosso
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Cerco l'ammore
- cerco travestito anche sposato zona brindisi con numero cellulare
- ma a maddaloni dove si appostano le puttane
- pagine bianche cerco ragazza cinese sola a ravenna
- poesie sconce
- ragazze che scoreggiano
- motel ore brescia
- motel a ore a brescia
- motel a ore a brescia o provincia
- motel a ore provincia di brescia
- motel ad ore provincia di brescia
- motel a ore a desenzano

Le piccole difficoltà del cuore
- faccio pipì lei ride
- donna "cerco pene piccolo"
- esco con una ballerina di lap dance
- cosa significa schwanzstucke
- l'amicizia e come la pipì
- mi fissano solo le ragazzine
- la scheda la metto io nell`urna?

Perché Giorgio non è felice
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Ho bisogno del manuale d'istruzioni
- poszione a cavaceci
- come si riconosce una ragazza porca
- fare l'amore con panna montata
- traduzione parolacce nei sottotitoli per non udenti
- gallina vecchia è sempre porca
- ginocchino e piedino al cinema
- piccione come metafora sessuale
- pisciarsi con piacere addosso
- se tu sei buco dillo
- spogliarello di ragazze in apnea
- surrogato fallico

Il mondo è piccolo
- casalinga di minsk
- casalinghe di rieti mignotte
- cinesi che scoreggiano
- è vero che i giapponesi ce l'hanno più piccolo?
- giappinesi pedofili
- perche' i genitali giaponesi sono semrpe pixellati?
- perchè le donne cinesi hanno i glutei piatti?
- vuvuzela mutande indigeni

A me piace così
- ciccioni scalzi
- grande fratello quando si lavano
- le donne piu pelose del mondo
- porno con danne catste eocchiali
- sguardo pudico
- calendariocamionisti
- ultimo ellepi toto cotugno
- uomini pelosi nudi
- vecchie ciccioni

Strani amori
- hitler e maria teresa di calcutta
- ho 33 anni e non ho amici
- beppe grillo lo sapevi che berlusconi e un pedofilo e gil piaciono i banbini
- cacciari e fidanzata

Celebrity
- britney spears senza mutande in macchina senza censura
- ben affleck nudo
- de sica christian emorroidi
- diaco pierluigi bigotto
- foto di giuliano ferrara nudo
- jovanotti corna moglie
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- marta flavi cosce
- marta flavi oops
- massimo boldi piedi
- onorevole spruzzetto borghezio
- foto buffe di borghezio
- pierfranco casini gay

(E questo sarebbe tutto, ma non ho resistito alla tentazione di mostrarvi anche le chiavi di ricerca non erotiche. Sono qui, spero apprezzerete)