venerdì, dicembre 29, 2006

Il Blog Ottuso vuole te!

Ciai voglia di scrivere in itagliano? Avrebbi sempre voluto imparare le robe che sai a tutti gli altri? Pensi che tutti, tranne te, fossero degli asini caprini ignoranti di lettere e folosofia? Vorresti forzare il tuo prossimo ad ascoltare cose che tu sai ma che non interessano a nessuno?
Unisciti al Blog Ottuso!
Una nuova grande iniziativa per il 2007: cerchiamo (io li cerco) collaboratori disposti a scrivere Rubriche Ottuse su qualsivoglia argomento: politica locale, storia della Magna Grecia, le diverse specie di passeriformi, filosofia, cinema, arte e cucina. Dai, partecipate numerosi o anche in pochi, ma partecipate!
Le rubriche possono riguardare qualunque argomento, e non si richiede regolarità nelle consegne (certo, se arriva uno e vuole scrivere un post al giorno la porta è quella, fatti il tuo blog e non rompere le scatole a me). Volete raccontare le vostre bizzarre avventure? Volete scrivere di storia della musica, fumetti tedeschi, manuali di magia medievale, lavoro interinale? Il Blog Ottuso è aperto al pubblico per tutto il 2007 e non manda via nessuno. Perchè ricorda: del maiale non si butta via nulla, figuriamoci di te.
Per aderire lascia un commento qui sotto, vedi dove c'è scritto commenti? Ecco lì, ci clicchi sopra (una volta) e ti si apre una nuova pagina, piccina. Scrivi che vuoi giocare anche te e lascia un contatto. Poi selezioni ANONIMO e clicchi (una volta, hai capito?) (HO DETTO UNA VOLTA!) su Pubblica commento.
Vi aspetto ottusamente.

giovedì, dicembre 28, 2006

Clima Natalizio

Le 11 cose che più odio delle feste di Natale (in ordine crescente):
11 - il ritrovarsi tutti in fila ad una cassa il giorno della vigilia, che sia per comprare il regalo a tuo nipote, il prosciutto cotto per il pranzo di Natale, la lampadina per sostituire quella che ti si è fulminata rendendo completamente inutile la luminaria dell'albero;
10 - la gente che ti fa gli auguri mandando un sms o una e-mail collettiva, che lo vedi subito che è collettiva, perchè c'è scritto "Tanti auguri amico/a, ti penso spesso";
9 - scoprire che il 27 dicembre si lavora;
8 - anche il 28;
7 - e anche il 29;
6 - ricevere un regalo che non è affatto il (inserire un regalo a scelta tra quelli che si desideravano, che serviva a tutti i costi, ma che non si è ricevuto), bensì un orribile e incomprensibile soprammobile farlocco di ceramica decorato di perline, o una cornice d'argento, o l'ultimo disco di Zucchero, e dover pure sorridere a chi ce l'ha regalato e dire "grazie, proprio ciò che desideravo";
5 - ricevere un regalo a lungo atteso e romperlo nei dieci minuti successivi (comprende anche le opzioni "smarrire il libretto d'istruzioni" e l'immancabile "vedere un parente che ci rovescia sopra, involontariamente, il bicchiere di Asti Cinzano");
4 - i film su Babbo Natale che fanno vedere su Canale 5 per quindici giorni di fila a qualunque orario;
3 - passare una giornata intera a tavola, e poi dover rimangiare gli avanzi per i giorni successivi (primo giorno: "evviva, crostini, lasagne, bistecca e panettone!!". Secondo giorno: "no, i tortellini non mi vanno, mangio solo il salmone e un po' di fagiano". Terzo giorno: "ma il purè non è ancora finito?!". Quarto giorno: "posso andare a letto senza cena?". Quinto giorno: pianto sommesso alla vista del pollo in galantina)
2 - "Voi che fate per l'ultimo dell'anno?"
1 - I Babbi Natale appesi in giro per la città. Dove lavoravo prima, a ***, il Comune aveva comprato circa cento Babbi Natale da appendere in giro per il centro cittadino. Dopo essere rimasti appesi tre settimane, questi mostri erano completamente coperti di sporco, qualcuno decapitato o mancante di arti, altri semplicemente storpi. Quindi l'anno successivo non erano stati appesi di nuovo, ma messi in un magazzino che si trovava al piano sotto al mio ufficio, in un grande mucchio lungo la parete. Entrare in quell'antro era come entrare in un oscuro recesso della malattia mentale, con una montagna di Babbi Natale sporchi, monchi e decapitati che aspettavano al varco il malaugurato viandante. Roba da blocco della crescita, insomma.
Poi, alla primavera seguente arrivarono i netturbini del Comune a caricarli su un camion della Nettezza Urbana, mentre i bambini del vicino asilo guardavano l'operazione sostenendosi a vicenda.

Buone feste a tutti.

mercoledì, dicembre 27, 2006

Le Maison da Invidiare - Villa Palazzona

Oggi inizia la nuova rubrica del Blog Ottuso, ispirata ai servizi di moda e costume di Vanity Fair, People e Bellacasa. Visiteremo le dimore dei Vips per cercare di capire come e dove nasce il gusto per le cose belle e spocchiose.

Iniziamo da Villa Palazzona, una stupenda dimora ottocentesca costruita dai marchesi Tronco nel Sedere sulla riviera poleschina. Veniamo accolti dalla gentile marchesa Bettina Tronco nel Sedere, celebre in tutto il bel mondo italiano per aver starnutito in faccia ad Emanuele Filiberto di Savoia durante una cena di beneficienza dei cavalieri di Malta. La marchesa ci accoglie col suo fare squisito, starnutendo in segno di benvenuto e guidandoci subito nel salone delle feste, dove troneggia un gigantesco ritratto ad olio del capostipite della famiglia, il capitano di ventura Ugonotto de'Tronco, che acquisì titolo nobiliare e feudo impalmando la contessina Valeriana nel Sedere, dobildonna celebre in tutte le corti d'Europa per la sua leggendaria bravura nel rammendo e perchè era brutta come una capra.
Successivamente la marchesa Bettina ci guida verso la sala da pranzo, dove possiamo osservare un lampadario di cristallo Boderoni, tavolo in quercia e sedie Lapion, tende in cotone naturale Ciaffloss, bidet in porcellana Richard-Ginori, tappeto in capelli di bambini afgani Miloni. I quadri sono di Chepuloni&Bodetti.
La meravigliosa camera da letto della marchesa è in pieno stile impero, anche se non si capisce quale (austroungarico? francese? cinese? romano?). La botola sul pavimento, apribile con un telecomando apricancelli Faac, è sobria ed elegante. Il suo fine però, rimane misterioso anche alla marchesa che, a precisa domanda, risponde starnutendo.
Ma la stanza più sorprendente della magione è senza ombra di dubbio lo studio-biblioteca: settemila volumi ornano le pareti, collocati in perfetto ordine su scansie in rovere con rilievi in oro decorato a sbalzo. Un tappeto persiano del XII secolo copre il meraviglioso pavimento in parquet di betulla siberiana, e tre poltrone Sabenov occupano lo spazio lasciato libero da una massiccia scrivania in sughero realizzata a mano da uno scultore che di solito usa il marmo, ma che per la marchesa (e solo per lei) è disposto a lavorare altri materiali. "L'arredamento è un'arte" ci dice Bettina Tronco nel Sedere "Per voi barboni vanno bene le cose realizzate in serie, ma per chi, come me, ha davvero gusto, le cose devono essere massimamente originali ed uniche. Io vado da anziani maestri artigiani dei paesini pedemontani a farmi realizzare a mano oggetti dal gusto squisito. Voi invece è meglio che andate da Aiazzone" e ci saluta con un simpatico starnuto.

venerdì, dicembre 22, 2006

Qultura Alta

Cari amici, bentornati dal legittimo curatore della rubrica culturale del Blog Ottuso, il sempre vostro Luke Perry. La volta scorsa mi sono assentato perchè Jason Priestley mi aveva chiuso a chiave nel camerino, ma oggi sono qui, e vi parlerò di musica!
Sin dagli albori dell'industria discografica mi sono adoperato per rendere fruibile alle classi meno abbienti anche la musica cosiddetta elitaria, ricevendo per questo, tra le altre cose, un premio Nobel per la pace nel 1984. Ma basta parlare di me, lasciamo parlare le note.
Ecco qua i dischi che mi sento di consigliarvi per passare un bel Natale:
- Coro dell'Armata Rossa, Passa un felice compleanno di Stalin nel gulag, compagno dissidente. In questo classico natalizio i bassi e i tenori dell'Armata Rossa intrattengono con un canto tradizionale russo, su musiche sbarazzine composte dal capo del KGB staliniano Beria.
- Condoleeza Rice, Beat me. Un sorprendente esordio per il segretario di Stato americano. Un intero disco rap, nella migliore tradizione nera americana, nel quale Condy declama un emendamento alla Costituzione americana volto a rendere legale l'uso dell'appuntalapis come arma di distruzione di massa. Gli strumentisti sono tutti soldati americani che suonano prigionieri afgani a Guantanamo.
- Alvaro Sassi, Vita da Imbianchino. Indimenticabile il brano Seconda mano di vernice gialla.
- Paola Barale, I Più Bei Brani di Musica Dodecafonica. Paola ci presenta le composizioni del grande maestro Schonberg suonate con la suoneria del suo cellulare Nokia.
- Archivio ERI-Rai, Raccolta suoni 1975-1976. Direttamente dagli archivi Rai, quarantacinque minuti di registrazione del fruscìo che si sente quando la televisione fa la neve, sai quando non si vede nulla?
- Gigio Topoloni, Tenerosi Abbracciosi a Tutti gli Amichetti. Come sarebbe il Natale senza le dolci melodie di Gigio Topoloni, l'eroe di tutti i bambini? Giova inoltre sapere che il ricavato delle vendite di questo CD sarà devoluto in beneficienza al carcere dove è rinchiuso per omicidio e spaccio di droga l'autore delle canzoni.
- Death Killer Pain Machine, I hate Santa Claus and I want to Kill him. Un disco in stile rockabilly per la più curiosa delle boy band, composta solo da bambini di otto anni.
- Bruno Vespa, Il Nuovo Disco di Bruno Vespa. Bruno non ci lascia mai soli: ecco la registrazione di una giornata tipo del grande giornalista, comprese telefonate di licenziamento a colf e scherzi telefonici a Enrico Mentana.
- Francesco de Gregori, Nuovo Disco Fatto per pagarmi le Rate della Macchina, con Dentro delle Canzoni Scritte in Dieci Minuti Mentre Facevo la Fila alla Posta per Pagare l'ICI. Imperdibile.
- Tiziano Ferro, Y=mX+K. Tiziano fa finalmente chiarezza: non sa suonare, e mentre canta dice parole a caso.
- Max Pezzali, Congiuntivo Ti Odiessi. Il mese scorso, settanta copie di questo CD sono state distrutte in Piazza della Signoria a Firenze da un rullo compressore dell'Accademia della Crusca, tanto per dire la carica sovversiva.

Mi raccomando gente, ascoltate sempre buona musica, e soprattutto, Perry Christmas a tutti!!!

giovedì, dicembre 21, 2006

Educare le Masse Incolte (voi)


Adam Holtzman (c) Absence #15

mercoledì, dicembre 20, 2006

Cose che non c'entrano niente - quarta volta

Ahw, in quest'ufficio si muore di noia. Speriamo passi qualche Testimone di Geova, così faccio due chiacchiere.

- l'animale più raro del mondo è un mustelide australiano, il Certex Sospectus. Ne rimane infatti vivo un solo esemplare, avvistato per l'ultima volta nel 1993 a Sidney, mentre acquistava un tv color Telefunken spacciandosi per un immigrato norvegese. Si sospetta che attualmente gestisca una lavanderia a gettoni nel quartiere cinese di Brisbane.
- per giocare a Sudoku non è necessario essere idioti, però aiuta.
- durante la lunga marcia, quarantatrè giovani, in omaggio al presidente Mao, disegnarono un grande murales che ritraeva l'odiato nemico Chiang Kai-Shek mentre si scaccolava.
- ogni anno il Comune di Pontremoli assegna il prestigioso premio letterario Bancarella (tra i vincitori storici si citano Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Vittorio Sgarbi) (dimenticavo: anche Brunone Vespa), il cui premio è una bancarella.
- contrariamente a quanto comunemente si crede, la maggior parte delle violette non intende conquistare il mondo e distruggere la razza umana.
- ad un fastoso ricevimento, il celebre statista Winston Churcill venne avvicinato da una nobildonna ingioiellata che gli chiese cosa aveva intenzione di fare, in quanto primo ministro del Regno Unito, per combattere la piaga della delinquenza giovanile. Per tutta risposta lui le tirò una testata sul naso e le rubò tutti i brillanti, bigiotteria compresa.
- il grattacielo più alto del mondo è il Gispy Tower, a Dinodel, Malaysia. E' talmente tanto alto che supera i confini dell'universo e, per un curioso effetto spazio-dimensionale, chi raggiunge l'ultimo piano pensa di essere Tiberio Timperi.
- una società americana ha realizzato un nuovo rivoluzionario modello di telefono cellulare: se ci si trova in una zona senza campo, si attiva un processore in grado di simulare una conversazione. Così se la vostra macchina si dovesse guastare in aperta campagna o in mezzo alle montagne, potete chiamare un carro attrezzi, senza sapere che il burbero ma simpatico meccanico che vi ha risposto e che vi ha detto che sarebbe arrivato in cinque minuti in realtà era solo il vostro telefono che vi prendeva per il culo.

martedì, dicembre 19, 2006

Naturalmente, un manoscritto.

Quando avevo diciotto anni, o forse diciannove, mi innamorai di una ragazza. Allora succedeva di continuo, ma siccome ero fragile e inconsistente, ancora non esistevo, non le dissi mai niente, mi limitavo a parlarle di me e mi sparavo le pose. Credo lo avesse capito, anzi ne sono certo, ma questo non mi aiutava, aspettavo non so più che cosa mi dovesse segnalare il momento giusto, ma alla fine credo che fosse solo la paura del rifiuto. Ero come un omino fatto di fil di ferro, bastava spingermi e mi piegavo ora in una direzione ora in un'altra.
Anche i miei amici erano come me, sottili come acciughe, lunghe linee disegnate sul muro. Non parlavamo, stavamo insieme per proteggerci, ed eravamo lo specchio l'uno degli altri, e per questo ci odiavamo e non potevamo fare a meno di stare uniti. Bevevamo birra, tanta birra, ci scaldavamo a spintoni e ascoltavamo canzoni che dicevano I don't know why I feel so scared. Adesso, in un modo o in un altro, portiamo ancora i segni di quella timidezza, ci ha segnati, siamo più consistenti e probabilmente più felici, adesso esistiamo, ma siamo segnati come da delle cicatrici sottili e quasi invisibili. Non si scappa.
Allora ancora non esistevo, mi preparavo ad esistere.
I don't know why I was feeling so scared.

lunedì, dicembre 18, 2006

Pimpatela di Brutto, Raga.

Mi rendo conto di quanto la televisione possa essere un argomento frusto, e sicuramente Karl Popper e Daveblog hanno condotto analisi più approfondite delle mie, ma non posso resistere, devo a tutti i costi parlare di Pimp My Wheels.

Forse non tutti sanno cos'è: si tratta dell'imitazione made in Tamarro della trasmissione americana forse più tamarra, condotta dal gruppo italiano più tamarro, i Gemelli Diversi. Per saperne di più (ma non ne vedo la necessità) clicca qui.
Ora, io sarò particolarmente poco scaltro (d'altra parte questo è il Blog Ottuso), ma non riesco a capire perchè uno che ha una Vespa, o un Ciao, o un qualsiasi scooter vecchio e malridotto debba rivolgersi ai Gemelli Diversi per farselo sistemare. Io, quando il motorino mi si grippava, o me lo sistemavo da solo oppure andavo dal meccanico a farmelo aggiustare. Ed era un meccanico vero, con le mani suzze di olio di motore, non un ultratrentenne in canottiera Dolce e Gabbana e con le catene d'oro al collo. Signore, aiutami.
Che poi m'immagino la situazione:
Tizio Qualcuni: Buongiorno, vorrei mi riguardasse un po' il Califfone, non tiene bene il minimo e secondo me c'è da cambiare il filtro del carburatore.
STRANO del GD: Sbisio, ma il tuo biruote c'ha una sacca di età addosso.
Tizio Qualcuni: Come scusi?
THG dei GD: Smunda, c'hai ragione bro'. Questo ciclo è davvero in merda.
Tizio Qualcuni: ...no, dicevo, il filtro del carb...
THEMA dei GD: E' davvero trooppo catafalcato. Il calarco del veicolo deve essere giustato nell'immediatezza del momento.
GRIDO dei GD: Ce l'ho pensato anch'io che era davvero il momento di destinarlo ad una nuova vita, attraverso il lavoro di mani esperte, di mani consapevoli, il lavoro del meccanico, tutto il mondo aspetta il momento, l'uscita del pezzo, il nuovo biruote, il carrozzamento, yea.
Tizio Qualcuni: No, io bisogno solo che mi controlliate il...
(i Gemelli Diversi cominciano a cantare "Mary")

Stacco - due giorni dopo.

Tizio Qualcuni: Buongiorno, son venuto a riprendere il motorino. Mi avete cambiato il filtro del carburatore?
STRANO dei GD: No, però, sfinzio, t'abbiam pimpato la Vespa di brutto.
THG dei GD: Hai detto che ti piacevano i nostri ellepì e allora ti ce l'abbiamo incollati sopra, bella su.
THEMA dei GD: E al posto del faro, che fa un po' bronx (noi conosciamo una stracifra di rapper americani) c'abbiamo messo un lampeggiatore della polizia cattato da un'auto di pattuglia degli sbirri, sbalò.
GRIDO dei GD: E siccome che secondo noi sei recchione, ma non c'abbiamo niente contro i recchioni, l'abbiamo scofanata tutta color rosa, che così becchi un pulo di recchioni. Dai raga, cantiamo.
(cantano di nuovo "Mary")

E' un bel mondo.

venerdì, dicembre 15, 2006

Inodore di Santità

Le chiese riformate, generalmente, non prevedono l'istituzione della beatificazione, e quindi non ci sono santi tra i luterani, i calvinisti, gli avventisti (però potrei sbagliarmi, perchè sto inventando). Ed è un peccato, perchè sicuramente sarebbe da annoverare tra i santi il reverendo Avallon T. Lovistock. Costui è il fondatore della Chiesa del Diciassettesimo Giorno del Quarto Mese del Primo Anno del Terzo Millenno, detta anche Chiesa del 17 Aprile 2001, giorno della sua fondazione. Il reverendo Lovistock era uomo di saldi principi e ferrea volontà, come testimoniano tutti e undici i fedeli della Chiesa del 17/04/01, e sicuramente era un unto dal Signore, come testimoniano i suoi asciugamani pregni di olio d'oliva e alcune mirabili parabole ispirate a fatti veri accaduti durante la sua predicazione su questa terra.
Ad esempio, narrano le sacre scritture della Chiesa del 17/04/01 (devotamente trascritte su trecentottanta salviette da suora Maria Addolorata, metà delle quali però sono però andate perdute durante una cena parrocchiale) che un giorno il reverendo Lovistock riuscì ad impedire il suicidio di un uomo che voleva lanciarsi da un palazzo semplicemente accompagnandolo all'ascensore. Altri narrano (ma su questo le fonti sono discordanti) che il reverendo era sempre in grado di indovinare la fila più rapida alla cassa del supermercato, così come il suo semplice tocco fosse in grado di guarire dalla scabbia (ma forse era forfora). In una celebre adunanza di fedeli stupì tutti trasformando acqua il vino, ma poi non aveva abbastanza soldi per pagare il conto della cena, e la carta Visa gli era stata ritirata.
Ma probabilmente il suo miracolo più celebre è quello che lo vide protagonista in una missione in Zambia. In quel tempo doveva trasportare dei medicinali ad un lontano villaggio, ma a metà strada il camioncino su cui viaggiava si bloccò. Solo, in mezzo alla savana, decise comunque di continuare il viaggio a piedi, trasportando con sprezzo del pericolo quelle importanti medicine. Tuttavia il destino era in agguato sotto forma di leone, che, adocchiata quella che sembrava essere una facile preda, cominciò ad avvicinarglisi. Il reverendo capì subito la gravità della situazione, e si mise a correre alla disperata ricerca di una qualche salvezza. Fu un attimo: subito il leone si lanciò al suo inseguimento. Il reverendo vide davanti a sè un enorme baobab: se l'avesse raggiunto e fosse riuscito ad arrampicarvisi sopra forse si sarebbe potuto salvare, ma a pochi metri dalla salvezza inciampò in una radice e rovinò a terra. Il leone si avvicinava a grandi balzi, famelico. Il reverendo Lovinstock non aveva nessuna speranza, e cominciò a pregare così: "Signore, ti supplico, infondi un po' di carità cristiana in questa belva". Improvvisamente, come se avesse udito una voce, il leone si fermò, a pochi passi da lui, lo fissò a lungo negli occhi, quasi pensieroso, poi, incredibile a dirsi, si inginocchiò, chinò il capo, giunse le zampe anteriori e disse: "Signore, ti ringrazio per questo pasto che mi hai offerto..."

mercoledì, dicembre 13, 2006

Babele Mattutina

Incredibile, un nuovo post di mattina!!! Ma che volete, mi è venuta un'idea divertente e volevo realizzarla prima che mi colasse fuori dalla testa tipo gas di scarico. Tempo fa avevo letto un'articolo di Umberto-erto-erto (è l'Eco) sulla difficoltà di tradurre da una lingua all'altra senza perdere il senso del testo originale, come in quella scena di Lost in Traslation in cui un regista giapponese parla (in giapponese) al celebre attore americano per diversi minuti, indicando questo e quello, mimando gesti con le mani, poi arriva la traduttrice e traduce "deve alzare la mano destra quando dice la battuta" o qualcosa di similmente breve e sintetico. Sulla scorta di una conversazione avuta con Elle, durante la quale io dicevo "se vuoi tradurre usa il traduttore automatico" e lei mi rispondeva "i traduttori automatici non possono sostituire gli esseri umani, e poi non funzionano affatto", convinzione fermissima che sottolineava colpendomi in testa con un dizionario Zanichelli. Dato che sono ancora convinto della bontà degli strumenti cibernetici, vado adesso a dimostrare con il semprevalido aiuto di BabelFish la capacità traslativa delle macchine.

Adesso prendo un brano di un testo italiano, lo traduco in inglese, poi in spagnolo, poi in francese e poi di nuovo in italiano.

"Nel mezzo del cammino della nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura"

"In means of the way of our life, I found again in one dark forest"

"En los medios de la manera de nuestra vida, encontré otra vez en un bosque oscuro"

"Dans les moyens de la manière de notre vie, j'ai trouvé une autre fois dans une forêt foncée"

"Nei mezzi del modo della nostra vita, ho trovato un'altra volta in una foresta scura"

Che non è poi brutto brutto. Adesso italiano-francese-tedesco-inglese-italiano.

"Per una stradicciola tornava bel bello dalla solita passeggiata verso casa sulla sera del 7 novembre dell’anno 1628, Don Abbondio, curato del paese"

"Pour une stradicciola il tournait beau beau de l'habituelle promenade vers casa sur le soir du 7 novembre de l'an 1628, Don Abbondio, soigné du pays"

"Für ein stradicciola drehte er schönes Schönes des üblichen Spaziergangs gegen einordnete auf dem Abend vom 7. November des Jahres 1628, Abbondio-Spende, gepflegte des Landes"

"For stradicciola it turned beautiful beautiful of the usual walk approximately arranged on the evening from 7 November of the yearly 1628, Abbondio donation, maintained of the country"

"Per lo stradicciola ha girato bello bello del usuale cammina approssimativamente organizzato sulla sera dal 7 novembre del 1628 annuale, donazione di Abbondio, effettuata del paese"

Eeh, insomma, diciamo che il senso cambia. Chissà cosa succede ai Bravi.

"Questo cellulare spacca una cifra, l'ho pagato duecento sacchi ma ci ho preso."

"This cellular one cracks a figure, has paid it two hundred bags but I have taken to us."

"Éste celular agrieta una figura, le ha pagado doscientos bolsos pero he llevado nosotros."

"This one cellular one cracks a figure, has paid two hundred purses to him but I have taken we."

"Questo un cellulare spezza una figura, ha pagato duecento borse lui ma li ho preso."

Che è più o meno come parlo io quando ho fame.

martedì, dicembre 12, 2006

Ma che bella infanzia

Ah, che bei ricordi, un'infanzia felice, mamma che stira lenzuola e camicie, io che faccio i compiti, l'odore dell'appretto con il manico, la televisione accesa che manda in onda i programmi del tardo pomeriggio...Bim Bum Bam e Lupin sono già finiti, è l'ora di Wilma De Angelis e le sue ricette (per favore, visitate il suo sito. Lo so, fa male, ma voglio essere sicuro di non essere l'unico ad averlo visto. Per favore).
Bene, ora che siamo da queste parti è bene fare un po' di chiarezza: ma c'è davvero qualcuno convinto d'aver passato un'infanzia bellissima? C'è davvero qualcuno convinto che il mondo di allora (qualunque allora) fosse meglio di quello di adesso? Basterebbero crimini contro l'umanità come Toto Cotugno a catalogare il recente passato come luogo del dolore, gli anni '80 come un campo di concentramento del buon gusto. E chi invece ha realmente nostalgia del peggior decennio di sempre, ecco, vada qui, e per favore vi si perda.
Come sono imbarazzanti le cose che abbiamo amato, quando non le amiamo più...da bambino andavo al mare a Castiglioncello, ci sono tornato un mese fa per la prima volta da quasi vent'anni, e adesso è un posto di mare come tanti altri, Viareggio, Ostia, Riccione.
Che delusione.
Ma no, aspetta, sale un ricordo dal fondo di quei pomeriggi, quelle lunghe serate d'inverno che faceva buio alle 16.30, ed ero troppo piccolo per uscire se non sulla Renault 5 della mamma (o aveva ancora la 126?) per andare in piscina, o dal dentista, o in cartoleria a comprare gli F4. Un ricordo lontano, come il sussidiario, le penne Replay, la Girella, l'ovino Kinder, le sciarpe annodate al collo, Topolino il giovedi (era il giovedi?) nella cassetta della posta e il Giornalino la domenica mattina in chiesa...qualcosa di così lontano, una musica come quella dell'Almanacco del Giorno Dopo della Rai, l'odore dei brigidini alla fiera di settembre, il rumore dei fuochi d'artificio la notte.
Faraway, so close.

lunedì, dicembre 11, 2006

Guardami Bene Borghese Bellino

Attenzione popolo: viene decretato lo stato di emergenza democratica. A quanto risulta da fonti vicine al nostro illuminato Leader (HK), il Blog Ottuso sta registrando un preoccupante calo di consensi. E' opinione del nostro illuminato Condottiero (HK) che tale flessione sia da imputare all'operato oscuro di criminali controrivoluzionari, contrari alla felice politica del nostro illuminato Maestro (HK) e decisi a contrastare il realizzarsi nella luminosa utopia promessa dal nostro illuminato Padre (HK). E' stato deciso quindi, in conformità con i dettati rivoluzionari recentemente aggiornati dal nostro illuminato Fratello (HK), che da oggi in poi il Blog Ottuso di chiamerà Polonio Sesso Viagra Grande Fratello Vanzina Calendario Sexy. Infatti il nostro illuminato Sovrano (HK)ritiene di poter in questo modo incentivare le visite. Ah, amato e illuminato Autista di Tutti Noi (HK), dove ci porterai con le tue geniali trovate? Inoltre il nostro illuminato Padrone (HK) suggerisce anche di inserire Polonio Sesso Viagra Grande Fratello Vanzina Calendario Sexy tra i vostri siti web preferiti, e di tornare a lavorare per raggiungere al più presto la luminosa utopia che il nostro illuminato Coso (HK) ci ha promesso, razza di vagabondi che andate a cercare le parole sconcie su Gugol invece di lavorare, brutti maniaci e consumatori di banda larga.
Per concludere, ricordo a tutti le parole del nostro illuminato Dittatore (HK): scusa, lo mangi quello?
PS: Polonio Sesso Viagra Grande Fratello Vanzina Calendario Sexy

giovedì, dicembre 07, 2006

Mannaggia

Non è facile avere sempre qualcosa da dire, o meglio, non è facile riuscire a contenersi in un solo argomento. Mi rendo conto di non sapere dove sto portando questo mio, a volte è un diario di navigazione a vista, a volte una raccolta delle migliori battute, a volte un memorandum di epoche migliori...sembra che abbia vita sua, ma si limita a seguire la logica disconnessa dei pensieri, non pensiamo in maniera monotona e monomaniacale, i pensieri si susseguono e inseguono, però su questo mio posso farlo solo entro ben precisi parametri, creando delle categorie, rubriche, oggi si parla di. E invece ogni giorno ne avrei cose da dire. Confermo, la difficoltà non è nel trovare qualcosa di nuovo da dire ogni giorno: la difficoltà è ordinarlo secondo schemi logici e decodificare il pensiero in una forma scritta che possa alimentare il mio autocompiacimento (ma anche no).
Personalmente (questo è un avverbio di una certa autorità, come mi disse qualcuno) mi sembra di tener fede al primo post, quando dissi che scrivevo 1) perchè mi annoiavo 2) per fare esercizio. Faccio esercizio.
Ecco.
Ora basta seghe e precipitiamoci cadendo sull'attualità. A quanto sembra il calvo plutocrate, durante la sua quinquennale dittatura (no, non sono d'accordo con chi dice che dovrebbe vergognarsi chi lo ha votato. Secondo me invece dovrebbe vergognarsi chi lo ha ri-votato. Non è il bere che fa male), sembra, dicevo, che abbia avviato una commissione parlamentare d'inchiesta sui rapporti tra il KGB (servizio segreto militare di potenza estera nemica), il PCI e gli ambienti del terrorismo eversivo negli anni '50, '60 e '70. A capo di questa commissione ci mette un noto giornalista (Guzzanti), famoso per avere la barba rossa riccia e tre figli attori comunisti.
Ora salta fuori che questa commissione non ha mai fatto quello per cui era stata creata (e fin qui vabbè), ma in realtà è servita per pagare un grassone sparapalle che doveva inventare un DOSSIER SEGRETO PER SCREDITARE ROMANO PRODI. L'ho scritto grosso, così lo si nota bene.
E' in atto un'offensiva autoritaria così grande che non se ne vedono i contorni, Publitalia ormai ha preso il potere ovunque, e dove non è lei sono le cooperative, e quando una cosa diventa tanto grande da non riuscire a definirla, finisce che la scambi per il paesaggio, per la normalità.
A me l'Italia non è mai piaciuta, ma non ho la forza per lasciarla. E' un paese così immerso nella mota (nel resto d'Italia si dice fango, ma mota rende di più, e poi devo pure educare gli incolti e farli uscire dall'ignoranza) che l'acqua pulita fa schifo a tutti, e dobbiamo limitarci a dire poteva andare peggio, scegliamo il male minore, ci vuole pazienza. Ma stiamo scherzando? Ci stiamo abituando ai ricatti, l'abuso di potere, l'appropriazione indebita, la malavita è orgogliosamente al comando, non si nasconde nemmeno più questo clima da intimidazione. C'è stato un periodo in cui ci credevo alla politica come strumento attraverso il quale migliorare il mondo, adesso sono diventato qualunquista, mi offende vedere D'Alema e Mastella che valutano le proprie mosse in funzione di una strategia politica di crescita del consenso. La mia stessa città è sfregiata dall'occupazione del potere da parte di quella sinistra che tutto dovrebbe fare ma non tradirmi, non deludermi quando mi penso che l'obiettivo di un buon politico sia dare il suo contributo alla collettività, e non approfittare della buona occasione. Andreotti (credo), durante Tangentopoli disse: "volevamo difendere le pecore dal lupo, e abbiamo finito per tosarle". Adesso tutti gridando al lupo, e io sto qui, al freddo, senza lana.

lunedì, dicembre 04, 2006

...

Scusate tutti ma oggi non ho proprio voglia di scrivere. Il Blog Ottuso chiude per qualche giorno. Ciao.
F.

venerdì, dicembre 01, 2006

Qultura alta

Ciao a tutti, come forse avete capito, oggi non sarà Luke Perry a presentare la rubrica culturale del Blog Ottuso. Infatti Luke non poteva venire perchè ieri ha fatto a botte e oggi si sente un po' affaticato, così ha chiesto a me di sostituirlo. Mi chiamo Jason Priestley, e forse vi ricorderete di me per aver interpretato nel telefilm Beverly Hills 90210 il ruolo di Brandon Walsh , il bravo ragazzo che arriva dalla provincia nella ricca, corrotta e opulenta città di Los Angeles. Bene già che siamo qui ne approfitto per sgombrare il campo da un dubbio: non sono gay. Lo so, lo sembro (sarà il ciuffo alla George Michael) ma non lo sono. Come Renato Zero, insomma.
Comunque, sono qui oggi per parlarvi dei film in programmazione a Natale, o, come li chiamo io...
i film in programmazione a Natale!!

Baciami Piccino, di Omino Piccino, con Omino Piccino e Valeria Golino. Un impiegato dell'UPS alto 37 cm deve riuscire a conquistare la sua donna del cuore, e allo stesso tempo convincere il suo burbero direttore che può consegnare da solo il nuovo pianoforte al maestro Pavarotti. Ci riuscirà, ma finirà divorato dall'ingordo tenore.

Quarantenne Borghese, di Gabriele Muccino, con Fabrizio Bentivoglio e Valeria Bruni Tedeschi. Massimo è un quarantenne borghese con molti dubbi, sposato ad una quarantenne borghese con molti dubbi, con due figli quarantenni borghesi con molti dubbi, e fa un lavoro quarantenne borghese con molti dubbi. Parla con i suoi amici quarantenni borghesi con molti dubbi. La svolta quando capisce che indossa scarpe di due misure più piccole.

Weapon of mass destruction, di J. Johnson, con Tom Cruise. Il celebre divo interpreta un presidente degli stati uniti che, inizialmente freddo e distaccato e lontano dagli affetti familiari, dopo una lunga riflessione e dopo aver incontrato un barbone che gli svela il senso della vita, decide di cambiare vita e di dedicare tutto il resto della sua vita ad attaccare paesi del terzo mondo per dimostrare affetto ai figli.

Vacanze de Natale cor culo alla finestra di Carlo Vanzina, con Christian de Sica. L'appuntamento natalizio per famiglie si rinnova con questo delicato racconto di un uomo che tradisce la propria ricca moglie con una bella ma povera indossatrice, poi con un'altra ricca donna, poi con la figlia di questa, poi con la sorella di quella, poi con una passante, poi con una Lambretta. Infine si ritrova solo, in una camera d'albergo, a riflettere su quanto ingiusta sia la vita.

Film Americano con della Roba che Casca di Regista Qualsiasi, con Attori Qualsiasi. In un'epoca in cui gli effetti speciali la fanno da padrone e le sceneggiature spesso non sono altro che dei pretesti per far vedere esplosioni e sparatorie, questo film non si tira indietro e racconta un nulla, ma con un casino di scoppi, effetti speciali e roba fatta al computer. Prossimamente il seguito: Film Americano con della Roba che Casca e Astronavi Aliene.

Film Emmerdant, di Louis Bobuloenne, con Jacques Populon e Marie Lararienne. La storia di Lui e Lei, che in una Città Sconosciuta (sempre tutto maiuscolo) si incontrano e poi si lasciano e poi si incontrano e poi si lasciano e poi si incontrano e poi si lasciano e poi si incontrano e poi si lasciano e poi si incontrano e poi arriva un autoarticolato che trasporta sei tonnellate di traversine e vi lascio immaginare cosa va a succedere.

La Perete Bianca che mi fissa, di Kim-Woo-Ze-Hai-Ko-Des-Qui e Astros Karagunotis. I due maestri dell'incomunicabilità hanno realizzato insieme un film di sette ore durante il quale non succede niente, ma con tanto significato.

Il nuovo film di Bruno Vespa, di Bruno Vespa, con Bruno Vespa, Pierfrancesco Casini, Anna Falchi, Platinette e la Franzoni. Il celebre giornalista, non contento di perseguitarci in televisione e in libreria, adesso ci aspetta anche al cinema. Ci si aspetta di trovarlo, prossimamente, anche al citofono di casa.

Ciao a tutti e, mi raccomando, volate al cinema!

Jason.

giovedì, novembre 30, 2006

Autoreferenzialità soggiacente

Cari amici amici e lontani (lo so, ho scritto due volte amici, ho sbagliato, e allora? che, voi non sbagliate mai?) volevo dire vicini e lontani, oggi il Blog Ottuso, per festeggiare i due mesi di vita parla del suo proprio ombelico, fulcro e motore del mondo.
L'ombelico è il punto in cui è arrivata per prima la vita sul nostro pianeta (ah che merafore ardite!) e dentro l'ombelico che c'è? Esatto, il batuffolo di lana o cotone o seta o acrilico, dipende da che maglietta della salute uno usa. E il batuffolo del Blog Ottuso si chiama (ci siamo) Google Analytics.
Questo potente strumento ci insegna due cose:
- dal 17 novembre, giorno dell'attivazione, il mio blog è stato visitato ben 95 volte (dai, quasi ci siamo!) metà delle quali, sospetto, da me;
- credete di essere invisibili su Internet, eh? e invece siete tutti spieti e controllati, cosa che vado a dimostrare nel post di oggi.
Praticamente G.A. mi dice che il 54,74% delle visite sono visite di ritorno, e pare che ben 7 (sette!) visitatori siano tornati fra le 9 e le 14 volte. Ma non c'avete niente da fare?
Novanta visite vengono dall'Italia, con 5 da Ruvo di Puglia (ciao Valeria!), una da Panzano (il macellaio del Tg5?), ben 35 da Roma (questa mi sfugge), 4 dall'hinterland milanese (o Gianlu o Mastrota), ecc ecc. Inoltre ce ne sono 1 dall'Austria, 1 dalla Thailandia (il fotografo gay di cui ho parlato a voce a qualcuno di voi), 1 dall'Argentina, 1 da Miami (ciao presidente!!) e 1 dal Giappone.
I miei ospiti restano poco e poi se ne vanno: ben 74 visite sono finite dopo neanche dieci secondi. E che cazzo, aspettate, sono un ragazzo simpatico...
Da quanto siete lì a leggere?
Sono passati dieci secondi? Ok, potete andare.
Riconosco il computer di Mkk, che è stato qui 11 volte (a meno che non sia l'unico a usare un Apple).
Ma la parte più bella sono le sorgenti, cioè il modo in cui i visitatori arrivano qui.
Ora, escludendo quei 52 arrivati sul Blog Ottuso solo scrivendo l'indirizzo (tutti amici miei), e quei 16 arrivati tramite link o attraverso Blospot, ce ne sono ben 26 che mi hanno trovato usando Google. Le parole chiave usate sono state (non ce la faccio a tenermelo per me):
- kasper hauser - 7 volte (cercavano il film)
- dylan mckay - 2 volte (grande, lo sapevo che funzionava)
- giorgio mastrota - 2 volte (due sole?)
- padre jorge radiodue - 1 volta (cosa?)
- ultimo libro di lino banfi - 1 volta (ecco qualcuno che dovrebbe farsi controllare. Tra l'altro costui era talmente preda del suo trip che è entrato nel blog, ha visto che non c'era Lino ed è uscito subito, immagino schiumante di rabbia)
- ricercati dall'fbi - 1 volta (che devo dire? grazie)
- (ecco la più bella) paola barale e il suo cane - 1 volta.
Amico, non so chi tu sia ma lasciatelo dire: sei un genio.

E poi, ecco in fondo che spunta una ricerca. Qualcuno, in Giappone, ha scritto urakidany su Google ed è finito qui. Vecchio, sei tu?
Aw, ecco come si buttano le giornate.

mercoledì, novembre 29, 2006

S.

Spero che Gipi non me ne voglia se ho copiato e incollato qui la copertina del suo ultimo lavoro, vuolando diversi articoli della legge che tutela il diritto d'autore. Guarda Gipi, se mi leggi (ah ah ma quando mai) mi scuso e a parziale risarcimento ci metto qui il link al tuo blog. Che a me piace pure il nome del tuo blog, Baci dalla Provincia...ma poi scusa, una cosa, lo so che anche tu sei un essere umano e alla fine, dopo ore e ore chino sul tavolo a fare disegnini per dei nerd sfigati e brufolosi (come me, che però sono un figo) alla fine ci si stanca e ogni tanto al bagno bisogna andarci, ma porca miseria, ci dovevi andare proprio quando sono arrivato al tuo tavolo a Lucca Comics? Che così non mi sono comprato il libro subito, ma solo dopo, a Prato, dal mio pusher, che me l'ha passato sottobanco dicendomi "attento è roba che scotta". Mannaggia se scotta.
Di solito i fumetti che compro me li leggo subito, a volte anche per strada uscendo dal negozio, finchè non ho letto tutto non trovo pace.
Questo invece no.
L'ho letto con calma, una settimana dopo l'acquisto, lo guardavo, lì accanto al letto, che mi intimoriva. Una storia di padri e figli, mannaggia, nientemeno. Troppo emotiva, temo, forse ridondante. Mi ricordo la prima volta che ho letto i fumetti di Gipi, a quel tempo leggevo il più bel giornale di satira mai scritto in Italia, Cuore, e non importa se metà delle cose non le capivo, erano stupende, tipo un titolone a tutta pagina BOSNIA DILANIATA: CON WOODY O CON MIA? e chi non la capisce o è troppo giovane o è troppo vecchio e affetto da demenza senile. Nelle pagine interne, strapiene di tutto, c'erano i disegnini di questo qui, questo Gipi, che sembrava disegnasse con uno spillo, le facce brutte e storte dei politici, ma no, più che altro della gente comune che conosceva lui, un mondo storto disegnato da qualcuno che ha lo sguardo storto...e poi lo ritrovo, anni dopo la chiusura della rivista, che vince premi su premi ad Angouleme (il festival del fumetto francese) e diventa famoso. Gipi l'ho visto qualche volta, è secco come uno secco, ha le orecchie a sventola ed è sempre nervoso, ma lo vedi che ne ha fatte. Ne ha fatte davvero, lo dice anche lui, non è stato sempre un disegnatore di fumetti.
E poi leggendo S. lo scopri com'è Gipi, come si vede, come si vede lui.
Mi accorgo che sono arrivato in fondo e non ho detto niente del romanzo. Che dire, se non che è bellissimo? Se non che mi ha commosso? Se non che è probabilmente il libro più bello che abbia letto in questo 2006? Che posso dire sul rapporto che c'è tra Gipi e S.?
Niente, ha già detto tutto lui. Grazie Gipi.
Se volete, lo presto volentieri, basta chiedere.

martedì, novembre 28, 2006

Cose che non c'entrano Niente - La Terza Serie

In esclusiva per voi la rubrica più amata del Blog Ottuso!

-l'animale più vecchio del mondo è una zanzara anofele, chiamata Ivana, che abita nella casa della famiglia Barzoni da più di trecento anni. Recentemente il sindaco del piccolo paesino della pianura padana in cui abita, Piodiloro, ha organizzato una grande festa per il suo compleanno. Alla domanda su quanti anni abbia veramente, Ivana ha risposto "non si chiede l'età a una signora" e ha subito punto lo sfacciato, che è morto di malaria poche ore dopo;
- nello stato americano dello Utah esiste una legge che vieta di portare in testa elmi da vichingo, pena una muta di dodici dollari. Da anni Olaf Stelmussohn conduce una crociata solitaria contro questa barbara e liberticida dispozione;
- la barzelletta più bella del mondo è conservata in una teca di cristallo all'interno della sala dei pittori fiamminghi nel British Museum di Londra;
- nel 1434 a Luton-on-Shire, Inghilterra, fu realizzato il primo lapis della storia. Al posto della grafite conteneva una bacchetta di cadonio, minerale ottimo per scrivere ma dall'odore nauseabondo, al punto che tredici scrivani della contea si suicidarono, stremati del fetore, prima che il consiglio cittadino decidesse di mettere al bando l'infausta invenzione;
- nel 1997 il derby di Ascot fu vinto dal celebre purosangue Nuvolone, che distanziò sul traguardo gli avversari di ben sei yarde. Purtroppo fu poi squalificato perchè il suo fantino, tale Ivan Posersky, era in realtà la regina Elisabetta;
- è impossibile ballare la macarena su una pista cosparsa di sale;
- la guerra dei tren'anni è durata in realtà sei mesi. Il resto del tempo è stato impiegato per disporre i carrarmatini e le bandierine sul tavolo del Risiko;
- da tremila litri di liquame industriale è possibile estrarre un solo bicchiere di acqua purissima, solo che poi nessuno vuole berla;
- non tutti sanno che Ringo Starr, il celebre batterista dei Beatles, una volta scioltosi il gruppo ebbe l'idea di formare una band con Bob Dylan, ma tutto andò a monte perchè non riusciva a trovare un gettone per telefonargli.

lunedì, novembre 27, 2006

La Persistenza nella Memoria

Ho aggiornato la colonna dei link, infilandoci anche il collegamento al blog di Waltall, un mio omologo sardo che fa recensioni molto accurate di film usciti e uscenti. Pertanto lo raccomando se non sapete decidervi o meno a noleggiare (o a scaricare illegalmente) il dvd di quel film sudcoreano del 2002 visto solo dal vostro vicino di casa sonnambulo.
E a proposito di cinema, mi viene un po' da pensare ad Amici Miei, ora che è morto anche il Perozzi (e temo che sia rimasto vivo, a questo punto, solo l'architetto Rambaldo Melandri), e ai film che ho visto da bambino, che spesso ne capivo solo la metà, ma poi me li guardavo avidamente, e come ero contento della possibilità di rivedere di nuovo Indiana Jones e il tempio maledetto, in quell'epoca in cui i videoregistratori ce li avevano solo pochi bambini fortunati, e noi lì curiosi, assetati di novità, ad aspettare la prima visione televisiva, e ci toccava per l'ennesima volta Chi trova un amico trova un tesoro, e mannaggia come eravamo contenti, e la mattina dopo, a scuola, era tutto un "l'hai visto ieri sera il film con baspensereterensil?".
Che poi quanto mi hanno segnato sul valore dell'amicizia Bud e Terence? Forse più di Lupin o Capitan Harlock, che il suo cuore bianco è. Bud con quelle mani che sembravano pale di mulini a vento, e Terence che si muoveva, no, volava più veloce del vento nei saloon, con addosso una canottiera bucata che per anni è stata parte del mio sogno: andare in giro senza meta, sdraito su un travois trascinato da un cavallo, con addosso una canottiera bucata. Terence, più veloce di Clint Eastwood.
E quando diventano fratelli, sancendo nel sangue (nella finzione però) un legame che era oramai saldo, indistruttibile, baddeterens, Trinità e Bambino, Slim e Todd, Bastiano e Antonio Coimbra de la Coronilla (y Azevedo).
E poi cresci, e ti accorgi che il fascino che emanavano con le loro avventure è qualcosa che viene da molto lontano, il ciccione e il magrolino sono un archetipo, e tutto discende da quei due in America, con la bombetta e l'accento assurdo, che viaggiano per strade polverose e sono sempre stati poveri in canna, sono dei poveri che fanno la parte dei poveri. Stan laurel era arrivato in America insieme a Chaplin, mentre Oliver Hardy era un grande ballerino, da giovane. E poi entrambi, quando sono diventati vecchi e il successo è lontano, sono di nuovo dei poveracci, niente più pubblico, niente, solo qualche proiezione in cinema di terza.
Io avevo un lenzuolo da bambino, la conservo ancora, con stampati sopra i fumetti del ciccione e del magrolino, Stanlio e Ollio, e non mi ricordo mai chi è Stanlio e chi Ollio, ma mi commuovono ancora, mi viene come un groppo in gola, tipo come con i pennarelli che non scrivono più, le sedie con le zampe rotte, i telefoni a gettoni, le foto dei nonni quando erano giovani...quel lenzuolo non l'ho mai buttato, e i film di Stanlio e Ollio li guardo ancora, e non so mai decidermi a separarmi da niente, per il potere che le cose hanno di commuovermi, a causa della loro caducità.

venerdì, novembre 24, 2006

Philippe Noiret 1930-2006



giovedì, novembre 23, 2006

Perchè Tutto Questo Dolore?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Gentile Hk,
pare che in questa nazione siano molti gli spiriti nobili che hanno deciso di fare qualcosa per gli altri, consapevoli di come il male vada combattuto con tutte le nostre forze. Persone che hanno deciso di dedicare la vita ad una buona causa, aiutare i più deboli, i bisognosi, coloro i quali soffrono sotto il giogo dell'oppressione, dell'ignoranza, della povertà o della solitudine. Insieme ad alcuni amici, abbiamo sentito di doverci unire a quegli eroi che hanno udito il suo richiamo, e abbiamo deciso di dare il nostro contributo al MoFeGiMa - Movimento per la felicità di Giorgio Mastrota (del quale ho avuto occasione di parlare precedentemente ndHK).

Quante lacrime ha versato Giorgio, e quante ancora dovrà versarne prima che la comunità internazionale si adoperi per porre fine al suo dolore? Povero, povero caro Giorgio, noi ti siamo vicini in questo momento, e per dimostrarlo abbiamo deciso di procedere immediatamente alla creazione della FoFoReSuSoGiMa (Fondazione Forza, Regaliamo Subito un Sorriso a Giorgio Mastrota), il cui incarico di presidente è stato accettato con gioia e subitaneo entusiasmo da Tenerorso, carismatico capo degli Orsetti del Cuore. Grazie, Tenerorso.
Notizie recenti parlano di un Giorgio senza più speranza, che vaga per i vicoli bui delle città recando seco un set di pentole in acciaio inox, una mountain bike con cambio Shimano a 18 velocità e un forno a microonde, il tutto in dodici comode rate. Ma la dignità di una persona, la sua anima, quella la si può comprare a rate?
No, non si può, e Giorgio, questo ce lo insegna tutti i giorni.
Un grande abbraccio.

Segretorso
Segretario del FoFoReSuGiMa

mercoledì, novembre 22, 2006

Paralipomeni in umido (finalmente un bel titolo)

Oggi mi occupo di attualità. Dalla prima pagina di Repubblica.it apprendo che in Thailandia sono stati liberati degli orangutang usati per incontri clandestini di boxe. Ora, a parte il fatto che sono animali straordinariamente miti e quindi il genio che ha inventato questo sport dovrebbe essere visitato da uno bravo, questa cosa mi riporta alla mente una storia di Topolino di tanti anni fa, con un canguro pugilatore che diventava campione di boxe e finiva per scontrarsi con un feroce gorilla addestrato (indovina un po') da Gambadilegno. Finiva che alla fine l'occhio nero ce l'aveva Paperino, se non ricordo male.
Intanto a Chicago è stata costruita una gigantesca palla di elastici che ha segnato un nuovo record, guadagnandosi il titolo di guinnness mondiale. La palla è stata costruita da Steve Milton che, per realizzarla, ha adoperato 175.000 elastici. Ora, sarà che io sono particolarmente ottuso, ma dopo che l'hai realizzata, che te ne fai? La metti in un cassetto? Voglio dire, ma questa gente non ha un lavoro?
E a proposito di lavoro, immagino che perderà il suo la guardia del corpo della figlia di Bush, che è stata borseggiata mentre il bodyguard si scaccolava. Un applauso al ladro, da oggi numero uno sulla lista dei maggiori ricercati dall'FBI.
Infine, pare che l'Osservatore Romano abbia accolto molto male la messa in onda, sulla Rai, di un film che parla di matrimoni omosessuali tra donne in Spagna. Leggo la notizia e penso: ammapeta, non credevo che la Rai fosse così avanti, aggiornata nelle tematiche sociale e pure progressista. Poi leggo che nel cast c'è Lino Banfi.
Ora, a me Lino Banfi fa ridere, mi sta simpatico. Mi piace quando si batte la mano sulla pelata e fa "maronnabenedetta!" o quando interpreta Oronzo Canà, o quel film in cui fa tredici al Totocalcio. Però, porca miseria, ma è possibile che sia Lino Banfi l'avanguardia della società italiana? Vent'anni fa era il prototipo dell'italiano brutto ed erotomane, celebre perchè in tutti i film appariva con i pantaloni calati e i boxer bene in vista, ed era pure fascista. Poi, tutto d'un tratto diventa il nonno ideale, e finisce che anche lui ci crede, si fa crescere i baffi come Stalin (o D'Alema) e fa campagne a favore dell'infanzia. OOOHH!! Ebbasta!! Che, ci dobbiamo far sorpassare a sinistra da Lino Banfi?
E a quando la rivalutazione di Massimo Ciavarro?

martedì, novembre 21, 2006

Qultura Alta

Ciao amici, mi chiamo Luke Perry e sono un attore. Forse vi ricorderete di me perchè interpretavo Dylan McKay nel telefilm Beverly Hills 90210, o per film quali ad esempio Vacanze di Natale '95, dove interpretavo l'attore che interpretava Dylan McKay di Beverly Hills 90210, o per il ruolo di Telespalla Luke Perry ne I Simpson.

Ma oggi non sono qui per parlarvi di me: infatti il mio buon amico HK mi ha chiesto di occuparmi della rubrica culturale di questo blog, che periodicamente si occuperà delle più importanti forme di espressione artistica. Oggi parleremo di libri, o meglio, di...
I libri che piacciono ma che nessuno compra.
Come avrete intuito, parleremo delle più importanti opere di letteratura del XX e XXI secolo, lavori passati inosservati o ai quali è stata dedicata meno attenzione di quanto avrebbero meritato.
Pino Pinusi, Tappi di damigiana del mondo, Ed.Ruperto. Pinusi ha impiegato dodici anni della sua vita per girare il mondo e scoprire i diversi modi di realizzare tappi in sughero per damigiane. Un compendio indispensabile.
Mario Lai, Avverbi di uso quotidiano, Larousse. Come usare gli avverbi? Quando è il caso di dire "rapidamente" e quando invece è meglio "celermente"? Una pubblicazione finanziata dal Ministero dell'Istruzione.
Jessica Supina, Sdraiata nuda sul letto ti aspetto e aspetto anche che mi fa avere un provino per il Grande Fratello, Mondadori. La nota cantant...no aspetta, la celebre attri...la famosa baller...soubret...presen...lei ci regala la sua indispensabile autobiografia, che, come si presume dal titolo, è dedicata a illustrare le difficoltà che una donna bella, intelligente ma del tutto incapace in qualsivoglia pratica artistica, incontra nel mondo dello spettacolo, e lascia intuire quale sia lo strumento efficace per ottenere i propri scopi.
Ivana Menfis, L'assassino è il maggiordomo, ed. Plattona. Un poliziesco che non vi lascerà dormire. Chi ha ucciso lord Blens? La cameriera, il cuoco o il maggiordomo? 300 pagine per arrivare alla soluzione che è scritta direttamente nel titolo.
prof. Alvaro Zanussi, Registro di classe, Curcio editore. Chi era assente il sette novembre? E che voto ha preso Panotti nell'interrogazione di storia? Ci sono state entrate alla seconda ora questa settimana? Il professor Zanussi ha annotato tutto sul registro, e ora lo pubblica. Bravo.
Lando Marini, Colle viniliche, ed. Puser. Non ve lo staccherete dalle mani.
Bruno Vespa, Il nuovo libro di Bruno Vespa, ed. Brunovespa. Bruno Vespa ci conduce a casa sua e ci obbliga a rimanere a cena, nonostante non si sia avvertito a casa e la mamma ha preparato il magro tonnato. Bruno ci fa sedere accanto a Fassino e a Platinette, e davanti abbiamo la Franzoni, e poi sta tutta la sera in piedi dietro di noi a controllare se mangiamo tutto, compreso il pollo lesso che ci fa schifo.
Dan Brown, La Sacra Bibbia, ed. Paoline. Dopo il Codice Da Vinci Brown, consapevole che qualunque cosa avrebbe scritto sarebbe stato un fallimento, decide di puntare alto e riscrivere tutta la Bibbia rivelando l'incredibile verità: in realtà il libro dei libri non è altro che un manuale di Dungeons&Dragons. In allegato un set di dadi per cominciare subito a giocare.
Giorgio Faletti, Io uccido remix, ed. Mondadori. La raccolta dei libri di Faletti, remixata da Albertino di Radio Deejay.
Paola Barale, La critica della ragion pura di Kant, ed. Trash. Paola ci spiega il capolavoro di Kant, ma saltando tutte quelle parti noiose sulla filosofia.
Ciao a tutti e, mi raccomando, leggete.
Luke.

lunedì, novembre 20, 2006

Fuori_Sito

Cospargendomi il capo di cenere per non aver postato qualsivogliachè venerdi scorso, indosso il cilicio e procedo a martirizzarmi con una buona dose di nerbate. Dopodichè, riacquistate padronanza e umiltà, procedo oltre e vado a illustrare le ultime novità.
Sabato scorso c'è stata l'inaugurazione della mostra fotografica alla quale mi pregio di partecipare, che abbiamo chiamato OUT_site nella speranza di fare un giochino di parole simpatico, un camouflage (come si scrive?) per mascherare la scarsa dimestichezza del mezzo di alcuni di noi (uno di noi) (io), in modo da far capire che in fondo siamo tutti un po' fuori luogo nel mondo dell'espressione artistica (mannaggia come scrivo bene). La mostra è andata bene e il Comune si è dimostrato ospite impeccabile, approntando a tempo di record (nel senso che ci ha messo un'esagerazione di tempo) una stanza sporca, male illuminata, ingombra di tubi, con le pareti luride e pure puzzolente. E' stato offerto anche un delizioso rinfresco comprendente tre ciotoline di noccioline, un cartone di succo d'arancia e mezza bottiglia di spumante già aperta e svaporata.
Alè, roviniamoci.
La mostra però mi piace, le nostre foto alla fine sono belle, e poco importa se la gente guarda le mie e dice "mah", a me piacciono, e come faccio a spiegare a parole qualcosa che è assolutamente preverbale e emotivo. Non so, provo a dire cosa significano quelle foto, ma finisce che mi scontro con scetticismo, e si vede che mentre spiego passo per un montato che pensa di cagare oro e invece è comunissima cacca. ma tantè, io la faccio così.
Qualche commento:
- Ma come sono malinconiche le tue foto...
- I colori però sono belli.
- Perchè hai fatto questa foto?
- Campo nomadi, cimitero, discarica...c'hai qualche problema, eh?
- Ma qui volevi mettere a fuoco la corteccia dell'albero?
- Ma qui hai messo il dito davanti all'obiettivo?
- Ma qui hai sbagliato?
Quelle di Elle invece sono davvero, ma davvero belle.
Nonostante la bassa risoluzione.
Altro spunto di riflessione: oggi alle 17,50 va in onda su RaiDue la prima puntata della serie animata di Ratman. Invito tutti alla visione, sperando che si tratti di qualcosa che somigli vagamente a quella meraviglia del fumetto (che tutti i sani di mente dovrebbero leggere).
Poi varrebbe la pena parlare del fatto che tutto ciò che è fumetto o animazione è per principio roba per bambini, e così finisce che i Simpson e i Griffin vanno in onda in fascia protetta, ad orari in cui vengono visti da un pubblico assolutamente impreparato, ma lasciamo stare, e guardiamo cosa succede (io più tardi, perchè a quell'ora lavoro, però me lo faccio registrare).
Argh, avrei da parlare anche delle visite che Il Blog Ottuso ha inaspettatamente ricevuto, ma lo faccio un'altra volta, che ora devo andare a incentivare il PIL.
Cordiali saluti.

giovedì, novembre 16, 2006

Ma dove andremo a finire?

Su Repubblica.it è stato pubblicato il sondaggio periodico sullo stato di gradimento del governo, che, a questo punto, comincia ad assumere contorni imbarazzanti. Per l'intanto, direi che sono rimasto inorridito dall'apprendere che tra i partiti con minor seguito in termini di apprezzamento risultano esserci Comunisti Italiani, Lega Nord, Radicali, Udeur e, ultimo, lo Sdi. Ma come? Veramente gli italiani sono così incoscienti? Come non possono apprezzare la verve sbarazzina di Boselli, Maroni, Capezzone, o il fascino succulento del guardasigilli Mastella?
Che poi, Mastella, parliamone.
Mastella, porca miseria, Mastella!
Uno che ha come motto "e a me niente?". Uno che quando gli chiedono un opinione si vede benissimo che pensa a quanto è morbido il suo culo e come bene si adatta alle poltrone. Uno che se gli chiedi l'ora poi la rivuole indietro. E uno così lo fai ministro della Giustizia? Sarebbe come mettere Calderoli ministro delle Riforme! No, aspetta...
Ma quello che veramente mi fa morire è Pecoraro Scanio. Ma io mi chiedo, ma è possibile avere un'opinione su TUTTO? Non so, sarò io che sono particolarmente ottuso, ma ci sono cose riguardo alle quali non so cosa dire, tipo: ti piacciono di più le formiche rosse o quelle nere? Mah, così su due piedi...ecco, Pecoraro Scanio lo sa. Lui preferisce quelle rosse (o quelle nere). Solo che non ti spiega il motivo, perchè non lo sa. E' fatto così, le opinioni gli vengono.
Un'altro e poi basta: Casini. Dio mio, sembra uno che non ci crede che la gente lo sta a sentire davvero. Secondo me nelle interviste ogni tanto si ferma e chiede se la telecamera è accesa.
Okay, ora basta davvero. Chiudo questo post dedicato all'attualità con una chicca: lo strumento che i redattori di Libero usano per comporre i loro articoli.
Tanta fortuna.

mercoledì, novembre 15, 2006

Io non ho paura

Quando eravamo ragazzini, io e i miei amici avevamo una passione veramente grande per il paranormale. Forse era l'idea di penetrare il mistero, o la possibilità di vivere avventure al di fuori dell'immaginazione, ma ci capitava spesso di pensare cosa avremmo fatto se ci fossimo trovati in una situazione tipo quelle di Ai Confini della Realtà. E non solo, bastava pochissimo per dare fuoco alle polveri e cominciare a immaginarsi misteri nascosti ovunque, che a noi X-Files e Martin Mystere ci facevano una pippa.
Cose che mi vengono in mente a caso:
- una sera che io, Nello e Gabo abbiamo visto una luce in cielo e abbiamo gridato "UFO UFO" (Gabo la mattina dopo telefonò al centro ufologico per la segnalazione);
- una notte, mentre dormivo (avrò avuto tredicianni) fui svegliato da un urlo, e rimasi paralizzato dal terrore, non riuscivo a capire se me l'ero sognato o no, e passai tutta la notte con gli occhi spalancati (e non me l'ero sognato, l'avevo sentito davvero);
- una volta che Urakidany trovò nel cassetto del suo comodino una busta con dentro delle biglie di vetro nero, e nessuno ce le aveva messe, e non ne ha mai saputo l'origine;
- una sera d'estate che guardavo la televisione, ero solo in casa, e sento un rumore alle mie spalle, c'è qualcuno dietro di me, un'altro rumore, mi volto e non c'è nessuno, ma sono sicuro, qualcuno prima c'era;
- quella volta che volevamo fare uno scherzo telefonico, ma sbagliammo numero, e dall'altra parte non ci fu niente, nessun "pronto", sono qualche secondo di silenzio e poi la voce di qualcuno che piangeva.
E poi le storie di Kasper Hauser, dei lupi mannari, le scomparse misteriose, l'autocombustione umana, i delitti senza colpevole, l'enigma della Mary Celeste, Atlantide, le fotografie dei fantasmi (ce n'era una che ha ancora il potere di inquietarmi, anche se so che è falsa, ma è tanto forte il potere di quegli anni, che ancora funziona. La foto è qui)
Cosa è cambiato da allora? Ai fantasmi non ci credo più, agli Ufo nemmeno, chissà, magari davvero crescendo si perde la capacità di farsi stupire dallo straordinario perchè inconsciamente lo rifuggiamo, e la magia, me ne sto convincendo, non ama farsi trovare da chi non la cerca.

martedì, novembre 14, 2006

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lunedì, novembre 13, 2006

Altre cose che non c'entrano niente

A grande richiesta (non è vero) ritorna la rubrica che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione!
- il più grande graffito murale del mondo è stato realizzato da padre Jorge Almundia nel 2002 sulla parete ovest del Monte de la Arana, in Messico. Ha una superficie di 1.326 mq e rappresenta una monumentale collisione tra comete sullo sfondo del cielo notturno. L'anziano sacerdote (che ha infatti 92 anni) ha dichiarato di averlo realizzato con un carboncino mentre aspettava l'arrivo della corriera.
- il serpente zebrato delle Antille ha la particolare caratteristica di mordere chiunque lo sfidi a una partita di scacchi.
- nel 1913 la General Motors lanciò un nuovo modello di automobile a due posti, la Nusbara, con una particolare caratteristica: invece del motore veniva venduta con una dotazione di sei schiavi di colore, già attaccati all'albero motore. Il progetto fu però un fallimento a causa degli alti costi di manutenzione degli schiavi e della mancanza della retromarcia.
- il calligrafo giapponese Ysoshi Nasawara è riuscito a scrivere l'intero primo canto della Divina Commedia di Dante Alighieri su un singolo chicco di riso di sette chili.
- l'uomo più sfortunato del mondo è Tomas Ruban di Palleloosa, Iowa.
- la principale industria della Danimarca è la produzione di tappi in legno per evidenziatori, realizzati a mano da esperti artigiani e venduti a carissimo prezzo.
- uno studio commissionato dall'Unione Europea e durato tredici anni, che ha visto coinvolte le principali università del continente e un vasto numero di ricercatori, nonchè i ministeri della sanità e le agenzie statistiche dei diversi paesi membri ha permesso di stabilire senza ombra di dubbio che il posto più pericoloso è il letto. Infatti vi muore la maggior parte della gente. Inoltre pare che Dio ci abbia creato con un mento solo perchè non poteva fare altrimenti.

venerdì, novembre 10, 2006

Le Torture degli Altri


Visto che oggi sembrava una bella giornata di sole ho preso il mio triste panino e mi sono andato a sedere su una panchina lungo il fiume, proprio di fronte alla pista ciclabile.
Uccellini che cantano, leggera brezza, sole sulla schiena...dal vicino asilo arrivano le voci dei bambini che giocano in cortile, il panino non è tutto sommato malvagio (me lo sono preparato da solo, come i veri uomini), ho una bottiglia d'acqua e un'ora di tempo per rilassarmi.
Poi però passa di fronte a me una signora di mezz'età con la tuta da ginnastica di polietilene, la fascia di spugna nei capelli e le scarpette bianche. Corre.
Mah, la inseguirà qualcuno.
Dall'altra parte arrivano due uomini in fuseaux (in fuseaux?!) che corrono, e mentre corrono parlano (o meglio, ci provano) di una riunione. Poi ecco che arrivano tre ragazze, una con le vene del collo gonfie che sembrano cavi d'ancoraggio, e la faccia rossa, e un signore con il cane che gli cammina accanto mentre lui è in evidente debito d'ossigeno. Poi cinque ragazzi con le magliette da corsa tutte uguali, altre due ragazze che corrono come l'orso Yogi, una coppia con lei ultra sportiva, in formissima e lui con la pancetta e la tutta dell'Adidas che cerca di farle capire che non è poi così fuori forma come sembra...
Io finisco il panino, butto le briciole in terra (per gli uccelli) e la carta nel cesto (sono attento). Poi mi alzo e vado a prendermi un caffè al bar. Peccato che non fumi, altrimenti mi accendevo pure la sigaretta.

giovedì, novembre 09, 2006

L'odio (nel senso che lo odio)

Ieri, mentre andavo a prendere Elle per poi andare a stampare le foto per la mostra che poi vi dirò (a proposito, sono venute molto bene), ascoltavo su RadioDue il mio programma preferito (uno dei), e cioè Caterpillar, e nonostante sia un programma che di solito mi rilassa, mi fa ridere e mi rende una persona più amabile, ieri mi ha fatto montare dentro una grande rabbia. Ecco la cronaca dei fatti: il duo Cirri-Solibello stava intervistando tale Giuseppe Curzi, segretario nazionale del (mentre lo scrivo fatico a crederci) Partito Cattolici Popolari - Viva la Gente che, come si vede qui, ha pure un sito web - ma tanto ormai c'è l'ha anche il cane - senza offesa per i cani. Ora, a parte il fatto che hanno preso il nome del partito da una canzone del Gen Rosso, a parte il fatto che hanno preso come presidente Sergio de Gregorio (quello scappato dal partito di Di Pietro, con la pelle del viso tanto unta che secondo me prima di intervistarlo gli rovesciano in faccia chili di cerone e poi la truccatrice se ne va via piangendo), a parte il fatto che quando gli chiedevano la posizione di questo nuovo partito (del quale, tra l'altro sentivo l'urgente necessità) lui diceva che non è nè con la destra nè con la sinistra ma deciderà volta volta in relazione al programma. Apparte tutte queste cose che basterebbe la metà a farmi arrabbiare con questo lumacone democristiano scappato da sotto chissà quale sasso verso la ribalta nazionale, il vero motivo che mi ha fatto arrabbiare è il seguente (copio dal loro sito):
"occorre attuare una riforma del sistema fiscale italiano che consenta ad ogni cittadino (...) di detrarre tutto quello che lo stesso spende (affitto, acqua, luce, telefono, benzina, assicurazione, bollo, spesa di tutti i giorni, caffè al bar, vestiti, libri, acquisto della casa, dell’auto, ecc. ecc. ecc. cioè proprio tutto) e pagare le tasse sul reddito che effettivamente rimane in più delle esigenze effettive di vita del cittadino".
Io non mi intendo di astrofisica, quindi non ne parlo.
Non mi intendo di chimica organica, quindi sto zitto.
Non so nulla di letteratura coreana, nè di poesia somala, nè di teatro curdo, quindi taccio.
E allora perchè non fa lo stesso anche questa gente che apre la bocca e gli dà aria?
Mi spiego in breve: se lo stato mi dà la possibilità di detrarre dalle tasse tutte le mie spese, io sarò incentivato a spendere, perchè significa pagare meno tasse e allo stesso tempo avere più roba. Questo significa che quello che mi rimane in tasca alla fine del mese sarà meno di quanto mi resta adesso adesso (che già è poco, ma lasciamo stare), quindi i miei risparmi bancari saranno minori, e il mio conto corrente più basso. Se tutti ci comportiamo così la conseguenza sarà che le banche avranno molta, ma molta meno liquidità di cui disporre, e quindi si ridurranno i prestiti che potranno fare alle imprese. Io pago meno tasse, ma le imprese falliscono perchè le banche non possono fare prestiti a nessuno. Risultato finale: declino dell'impresa, fame e miseria per tutti e cosacchi che abbeverano i cavalli in piazza san Pietro. Che non sarebbe neanche male.
Bene, io ho finito con questo delirio, tornate pure alle vostre occupazioni.

mercoledì, novembre 08, 2006

Credici anche tu!

Da alcuni anni sto dedicando gran parte del mio tempo libero alla salvaguardia dell'integrità morale e al recupero psicologico di uno dei simboli più importanti della mia generazione: Giorgio Mastrota.
Giorgio è stato per molti di noi un modello, un punto di riferimento, un obiettivo a cui puntare per poter dire, almeno una volta "sono un uomo arrivato". Ma le traversie della vita e, soprattutto, il mondo dei materassi (le cui crudeltà tutti conosciamo) hanno ferito quest'uomo, trasformandolo da esempio per le giovani generazioni in una tremante caricatura d'uomo. Si, perchè forse alcuni di noi non lo sanno, ma Giorgio passa le notti a piangere, seduto sul bordo della vasca da bagno, mentre la ragazza di turno, ignara di tutto questo dolore, dorme e russa su quel materasso che per Giorgio rappresenta sia lo strumento di sopravvivenza, sia la peggiore delle torture.
Perchè Giorgio deve soffrire?
Dove sono finiti i giorni felici?
Perchè non è possibile avere un daiquiri decente a Santo Domingo?
E' per questo che ho deciso di creare, insieme a molte altre persone, un movimento popolare il cui obiettivo è quello di recuperare Giorgio alla vita, fargli capire la bellezza dei prati verdi e delle giornate ventose, aiutarlo ad uscire da questa tremenda afflizione.
Unisciti a noi, unisciti al Mo.Fe.Gi.Ma (Movimento per la Felicità di Giorgio Mastrota), aiutaci a salvare questo monumento della nostra storia patria.
Perchè ricorda: anche se può non sembrare, Giorgio non è felice.

martedì, novembre 07, 2006

Pessuno è Nerfetto

Alcune anticipazioni dai prossimi episodi:
- HK scopre nello sgabuzzino dell'ufficio un varco temporale che lo conduce nello stesso ufficio ma alcuni secondi nel futuro;
- dalla macchinetta del caffè comincia ad uscire un liquido misterioso dal colore e dalla consistenza e dall'odore del tutto simili al caffè;
- un oggetto metallico nell'angolo della stanza comincia a produrre, senza ragione apparente, del calore, giusto all'approssimarsi dell'inverno;
- il telefono di HK squilla, HK risponde e...dall'altra parte c'è Fluffy, l'uomo che non sa raccontare le barzellette!!!;
- Elle si prende il raffreddore, ma guarisce appena in tempo per l'arrivo dell'influenza;
- l'amica palermitana di HK vince lo scudetto e inizia un tour della penisola per deridere i tifosi delle altre squadre, tour che termina ai cancelli di Arcore;
- i tre nipoti di HK cominciano a pianificare la conquista del mondo.

E ne abbiamo in serbo altre di bellissime!!

lunedì, novembre 06, 2006

Post lungo (ma necessario)

Ieri pomeriggio sono stato a Lucca. E allora? diranno i miei piccoli lettori. Allora, come alcuni sanno (ma la stragrande maggioranza delle persone sane di mente no, quindi provvedo subito a dare una breve ma illuminante chiarificazione del motivo che mi ha spinto a Lucca) (ora che ci penso, potrebbe essere una chiarificazione meno che illuminante? Non rischio di essere ridondante?) (sicuramente c'è chi mi accusa di esserlo, ma è importante sottolineare che una chiarificazione fatta a capocchia potrebbe essere non illuminante, no? Piuttosto direi oscura, o forse nebulosa) (alla fine avevo ragione) (il problema di fondo è che metto troppi argomenti in mezzo, aprotroppe parentesi, così che alla fine non ricordo neanche dove ero rimasto), dove ero rimasto?
Ah si, dicevo che sono andato a Lucca, e dato che molti non sanno cosa è successo a Lucca in questi giorni, provvedo subito a una illuminante chiarificazione (no, non ricomincio). Come si vede qui, ha avuto luogo la fiera del fumetto più importante d'Italia, con editori, autori, stand delle fumetterie, mostra-mercato, gara dei cosplayer (dopo lo spiego), mostre di tavole originali, il tutto nella stupenda cornice di una meravigliosa città d'arte, con l'attiva partecipazione della cittadinanza e delle istituzioni (yawn).
Io a Lucca ci sono andato la prima volta a (credo) 15 anni, e da allora ci sono tornato piuttosto spesso, con un intervallo di cinque-sei anni durante i quali me ne sono tenuto ben lontano. Poi, ho preso come validante scusa quella di un nipote in età scolare da svezzare ai fumetti ed eccomi qui di nuovo. Non ho mai comprato niente a Lucca, mi limitavo a girare per gli stand, guardavo le file chilometriche di questuanti in coda per un disegnino di Milazzo, Casini, Freghieri o qualche altro forzato di casa Bonelli, curiosavo tra le vetrine che esponevano mercanzia proibita (nel senso di troppo cara). Una volta mi sono messo in fila per comprare un fumetto autoprodotto da un tizio basso e con gli occhiali, un fumetto mai letto nè mai visto, che non mi convinceva neanche. Dopo dieci minuti abbandono la fila senza immaginare che Ortolani e Rat-man poi diventano parte della mia vita (che vita triste).
A Lucca la cosa più bella sono i cosplayer (ora ci siamo). C'è un mondo sotterraneo che non conosci, popolato da creature mostruose e repellenti, che detestano la luce del giorno e si nutrono di sostanze disgustose, che non stanno all'aria aperta, che puzzano e hanno un'igiene personale quantomeno discutibile. Sono i NERDS! Le fiere del fumetto sono i luoghi in cui ritrovano la loro dimensione, finalmente sono in mezzo a loro simili (anche io sono come loro, solo che mi lavo e cerco di assumere una dieta equilibrata) (inoltre sono figo).
I cosplayer sono dei nerd che esaltano la loro nerdaggine travestendosi da cose o persone che ammirano, ma che se li incontrassero si limiterebbero a spintonarli dicendo "e levati". Ho visto gente vestita da Darth Fener, da Capitan Harlock, da Lamù, da Gatsu, da Jack Sparrow, da cavalieri Jedi, da guerrieri e da eroi, e anche uno vestito da Cannavaro (ma perchè nessuno mai si veste come un personaggio sfigato, che so, Charlie Brown). I costumi sono in gener impressionanti (nel senso di belli), ma la presenza scenica latita alquanto quando si tratta di salire sul palco e mostrare il costume.
Il nerd si esalta, ma la nerdaggine non perdona: per quanto tu ti vesta di pelle e faccia il figo, i brufoli tradiscono la tua vera natura.
Postilla: non ho ancora detto cosa penso della fiera di quest'anno. Per la prima volta da più di dieci anni, io a Lucca Comics mi sono divertito, e soprattutto, ho fatto acquisti. Si, so che non frega a nessuno, ma ho comprato ben tre (3) fumetti: Una Storia a Fumetti di Alessandro Baronciani (autografata); Ford Ravenstock (vincitore del Lucca contest 2005); l'ultimo volume di Mounsier Jean, brossurato invece che cartonato, mah. E stavo anche per comprarmi il quarto (per la cronaca Città di Vetro, con potenziale autografo di Mazzucchelli, visto che era lì davanti a me) ma poi non bastavano i soldi per tornare.
Che bella Lucca.

venerdì, novembre 03, 2006

Il Declino dell'Occidente

La più importante scoperta scientifica del XX secolo è stata seza ombra di dubio quella del correttore ortofragico. Secoli e secoli di incontrastata ingorazna hanno stati cancellati dal subitaneo avvento di quello che a tutti gli affetti si puà considerare il salvatore della stabilità embotiva e mensale dei lettori medii. Immaginiamo in fatti il fastiddio che puo creare un testo scritto senza correzzioni, scritto magari di ggeto e non ricontrollato senza neanzhe la giusta punteggiatura sarebbe teribile doversi troare a leggere un teso simile perchè la notra mente è abituaa a corigere auto maticamente gli errori che vede sarebbe una tragedia? magari anche con, anche elegante se uno o due diffle come se avere
Buon'aserata a tutthi.

Stanchezza mor(t)ale

Dont want to work away
Doin just what they all say
Work hard boy and youll find
One day youll have a job like mine
cause I know for sure
Nobody should be that poor
To say yes or sink low
Because you happen to say so, say so, you say so
I dont want to work away
Doing just what they all say
Work hard boy and youll find
One day youll have a job like mine, job like mine, a job like mine
Be wise, look ahead
Use your eyes he said
Be straight, think right
But I might die tonight!

Cat Stevens - But I Might Die Tonight (1970)

Si, lo so, copiare è il modo più veloce per fare un post. D'altra parte, chi sono io per pretendere di scrivere qualcosa al posto di Cat Stevens?

giovedì, novembre 02, 2006

Il Ritorno del Dottore!!


E con due giorni di ritardo, ecco il post che volevo.
Che Fine ha Fatto il Dottore? - il nuovo capitolo del fumetto che, grazie a Photoshop, si è arricchito anche del technicolor. Due pagine già fatte, in fase di preparazione il resto.
Coming Soon.

martedì, ottobre 31, 2006

Una volta avevo un 386...

Aargh! E' mezz'ora che cerco di caricare un'immagine sul blog, e il sistema si rifiuta nella maniera più completa. Aargh!
Questo mi fa pensare che forse era meglio quando era peggio, nel senso che io tanto tempo fa avevo un PC assemblato con un processore Intel 386, senza Windows (funzionava direttamente in MS-Dos) e non aveva nemmeno il mouse! Bene, quel baraccone non si è mai, dico mai bloccato. Faceva le cose lentamente, ma le faceva. Invece adesso devo stoicamente sopportare schermate che mi dicono che il sistema soffre, sta male, non riesce a caricare la pagina, oh signore chiami un esorcista la prego, ci sono i virus, i bug, i trojan, i figli di trojan, malware, crash, sistemi in conflitto...
Nota bene: io sono quello che accende il computer se deve fare una moltiplicazione. Non avrei nessun diritto di lamentarmi.
Nota ancora meglio: tre mesi fa mi si è distrutto (fisicamente) il disco fisso per oscuri motivi. Il tecnico a cui ho chiesto di provare a recuperare i dati che c'erano dentro, quando gli ho chiesto perchè il mio computer era morto mi ha dato una serie di opzioni:
- è morto perchè è nato male;
- è morto perchè era triste;
- è morto perchè mi odiava;
- è morto per colpa di un virus, di un bug, di un trojan...
- è morto perchè aveva bevuto troppo e quando è uscito dalla discoteca è salito in macchina e alla prima curva non ha visto la quercia secolare;
- è morto di sonno.
- non è morto, ma è in stato di coma. Quando si sveglierà si renderà conto di aver acquisito poteri soprannaturali, che lo porteranno a diventare difensore dei deboli e a scontrarsi con Pierferdinando Casini.

lunedì, ottobre 30, 2006

Avevo Ventanni

Alcune idee prese e buttate lì, a manciate.
La cena di venerdì è andata benissimo, è stata rilassante e per niente impegnativa dal punto di vista etico (temevo il clima). Rivedere quelle facce per niente invecchiate è stato emozionante, anche se in realtà di quei quindici che erano presenti venerdi non ho mai perso realmente di vista nessuno, con alcuni ci vediamo spessissimo, con altri meno, ma insomma, ci siamo capiti. Insomma, che bello, alla fine è stato piuttosto divertente.
Conseguenza del fare tardi ad un'età oramai avanzata (ed anche - devo confessarlo - di sigarette fumate per solidarietà ambientale), il giorno dopo ero completamente afono. Ho barcollato in giro per la giornata fino ad arrivare la sera del tutto svuotato di vitalità. Elle è stata comprensiva, ha ignorato il fatto che fosse sabato e, donna paziente quando mai ve ne furono, mi ha detto "vai a casa a dormire". Ovviamente una volta a casa mi sono rifiutato di andare a letto troppo presto, e così mi sono guardato un po' di televisione (ed ecco il secondo argomento del post).
La televisione del sabato sera è territorio di poche categorie: anziani, malati, nerd sfigati senza amici nè vita sociale, coppie di mezza età, bambini e adolescenti senza motorino. Non è che c'è tanto da vedere, quindi.
E invece c'è un gran bel programmino. Su Mtv (esiste in Italia un'altra rete capace di sperimentare?) va in onda la nuova serie del programma di Massimo Coppola, AVERE VENTANNI, scritto così, maiuscolo e sgrammaticato.
Coppola c'ha il fisico del ruolo, con questa sicumera antipatichina da primo della classe, da finto trasandato che finge di non pettinarsi, l'espressione corrucciata dell'uomo che è perennemente infastidito. Questa settimana va a Sherm-el-Sheik, a vedere come se la passano i giovani turisti confinati nei villaggi vacanze, poi di nuovo a Milano, a conoscere un giovane marocchino che cerca di applicare il Corano al vivere quotidiano, e così via.
Momenti topici:
- la conversazione al villaggio vacanze con un giovane neofascista, orgoglioso di aver picchiato i neri perchè "alla televisione dicono che l'80% di questa gente ruba", imbarazzante nel suo balbettio quando M.C. comincia a dire quello che pensa (e lo dice bene, porca miseria);
- il racconto del ragazzo marocchino che spiega quanto sia difficile fare teatro (amatoriale)quando per intima convinzione pensi che maschi e femmine non debbano neanche abbracciarsi;
- durante un'intervista, arriva da dietro un cretino che urla alla telecamera "ITALIA UNO!". Coppola lo guarda, poi abbassa lo sguardo e, sconsolato, dice "ma io, quando lui fa le foto alla sua ragazza, mi metto a fare il minchione?"

Imperdibile.

venerdì, ottobre 27, 2006

1990-1996

Questa sera (per la precisione alle 20.45) mi incontrerò con altre quattordici persone, mie coetanee, di estrazione sociale, genere, colore della pelle e abitudini differenti, ma tutte caratterizzate dal fatto di aver passato cinque anni della propria vita insieme, nella stessa stanza. Dieci anni fa facevamo l'esame di maturità, stasera ci ritroviamo e andiamo a mangiarci una pizza insieme.
Molti mancano, qualcuno non può venire, qualcun'altro preferisce non partecipare, altri non sono riuscito nemmeno a ritrovarli.
L. non capisce perchè ho organizzato questa cosa, e se cerco di spiegarlo mi mancano le parole giuste. Per me è importante vedere cosa ero, e cosa sono diventato, e quegli anni così intensi (non riesco a trovare un'altra parola) che sono stati una tappa fondamentale della mia vita. Non che provi nostalgia (perchè dovrei? sto proprio bene ora), forse rimpianti, ma per altre cose di quei giorni. Quello che mi manca è...non lo so...a volte penso che mi piacerebbe rivivere la mia vita, ma non per cambiare niente, no, come spettatore, per chiarirmi dei dubbi che non si sono mai risolti, vedere se i miei ricordi sono corretti o se è vero, che il tempo migliora le cose.
Da lontano, i paesaggi sono tutti bellissimi.
E sono sicuro che il paesaggio rimarrà lontano, non mi avvicinerò per niente.
Stasera ci sarà sicuramente anche il nostro professore di letteratura, sono riuscito a convincerlo - non è stato difficile, è appena andato in pensione e mi ha detto che vuole vedere più gente possibile prima di morire (ah, humour nero). Sono contento che abbia accettato...
Ah, ecco, forse ho avuto un'idea. Forse questa cena servirà a farmi vedere meglio il ragazzetto magro nella foto, quello nella seconda fila a destra, con i calzini bianchi di spugna, i capelli mal lavati e la felpa gialla. Forse, non so, forse mi vedrà anche lui e gli potrò mandare un saluto. Ehi, sono io, mi vedi?
Non è nostalgia.
Chissà cos'è.

giovedì, ottobre 26, 2006

Domande che non trovano risposta...

Per recuperare i giorni in cui non ho scritto, ecco qui due (due! ben due!!) post in questa affaccendata giornata. Vorrei condividere col mondo alcuni dubbi che mi assillano e che mi fanno sentire un reietto.

  • Perchè se sono in macchina e sto ascoltando alla radio qualcosa che mi piace e mi interessa, quando mi fermo al semaforo improvvisamente non riesco più a sentire niente ma solo scariche? E se provo a muovere un pochetto la macchina, di dieci, quindici centimetri in avanti, non cambia niente, anzi peggiora, e quello nella macchina a fianco crede che lo stia sfidando e allora comincia a sgassare e a guardarmi con l'occhio truce fino a che non scende con un cacciavite in mano?
  • Perchè non appena dico le parole "ah un po' di pace" arrivano in sequenza: a) uno che vuole vendere accendini; b) uno della Wind; c) un testimone di Geova; d) un assicuratore; e) uno della Wind che vuole vendere accendini?
  • Perchè Pippo Franco?
  • Perchè quando vince la destra ci tocca un governo di destra e quando vince la sinistra ci tocca un governo di destra?
  • Perchè a Topolinia nessuno si accorge che Superpippo in realtà è Pippo con addosso una calzamaglia e una tovaglia blu? Non ha nemmeno la mascherina di Paperinik!
  • E a proposito di Paperinik, quello c'è quasi lo stesso nome di Paperino, è il suo migliore amico e c'è anche LO STESSO CAPPELLO!!! Gente, ma siete tutti deficienti? Voglio dire, posso capire Paperoga che è sempre fumato, ma i nipotini? Non passano per essere quelli svegli?

A less fascinating world

Mi chiedo se forse il successo di una cultura non dipenda anche dal fatto che certi suoni evochino immagini esotiche e lontane, una mentalità lontana e inaccessibile, e quindi, inevitabilmente, migliore di quella che si trova nel nostro puzzolente (perchè mal lavato) stivale. Nel senso: l'inglese trionfa perchè è più funzionale o perchè fa più figo? Certo, parole tipo misunderstanding, understatement o flabbergasted, mica ce l'hanno tutti.
Mannaggia 'sti angresi.
Forse la stessa cosa vale con i nomi. Giorgio Cespuglio non è il nome adatto al leader (o capo) di una superpotenza, come la controparte british mica può essere Tonino Strombazza (la traduzione non è corretta - to blare - ma passi). E se per la politica è un problema, per le arti è peggio: un celebre artista pop diventa Andreino Sprecabuco, una cantante Brigitta Infilza e un attore osannato in tutto il mondo diventa Tommaso Crociera.
Ci vuol poco a rovinarsi la carriera.

lunedì, ottobre 23, 2006

Cosa vuoi fare da grande?

Giuro che lo so cosa vuol dire stare su un palco, con la gente (non tanta, a dire la verità) che ti fissa e aspetta. Lo so cosa significa dover superare l'imbarazzo di tutti quelli sguardi puntati addosso come riflettori, e so cosa vuol dire avere addosso i riflettori, anche quelli veri (che caldo). So che quando dici la frase giusta, nel modo giusto, nel momento giusto, la gente risponde nel modo giusto.
Cioè ride.
Ed è un gran bel momento.
Ma in realtà ho un sogno segreto che riguarda il palcoscenico, e non si tratta per niente di teatro, ma di qualcosa di più profondo, antico e primordiale. Si tratta di qualcosa di antico e violento, una presenza magica. Si tratta di essere un rocker.
Mi immagino la vertigine di essere in piedi, di fronte a una folla adorante (potrebbe essere altrimenti?) che grida in estasi al solo vederti e che canta con te le parole che hai scritto tu.
L'emozione grandissima di suonare e vedere che alla gente quella cosa piace, ti ascolta, ti crede...sei uno di loro.
Ma soprattutto, siccome sono fatto così, mi piace farmi pregare, tutto si riassume in un solo momento, quando posi la chitarra, ti avvicini al microfono e gridi "Goodnight!" e te ne vai, sudato fradicio, e tutti fuori gridano, entri nel backstage, prendi una bottiglia d'acqua dalla mani del fidato assistente (o della graziosa assistente), e dici agli altri "grande concerto, no?" e intanto fuori senti una marea montare, un grido solo, una folla che ti chiama gridando BIS, BIS! e allora scrolli il capo, sorridi, posi la bottiglietta, risali sul palco, prendi la chitarra, ti avvicini al microfono, sorridi contro i riflettori puntati e fai partire il primo accordo, e tutti gridano e tu sorridi ancora.
A teatro non si fanno i bis.

venerdì, ottobre 20, 2006

La posta che ricevo

C'ho messo un'ora a fare il login e adesso non mi ricordo più di cosa volevo parlare...ah si (ho guardato il titolo e me lo sono ricordato), volevo parlare della posta che ricevo. Cioè, in realtà volevo parlare di spam, perchè ieri ho assistito a una scena che mi ha fatto inumidire il ciglio: la mia ingenua collega è scesa dal pero e ha ricevuto (per la prima volta credo) una e-mail di qualcuno che le voleva vendere del Vyagrra (la sintassi scorretta è un prerequisito essenziale dello spammer, se vuole superare i filtri). La sua sopresa mi ha sconcertato, e nel cercare di spiegarle cosa è lo spam senza usare concetti più difficili di "polly vuole un biscotto" mi sono trovato a pensare al fatto che di solito ricevo molto più spam che posta ordinaria. Vediamo che cosa mi è arrivato oggi.
1) Gentile cliente di Rasbank, la sua password... (certo...)
2) My name is Lisa Borkendann... (e si firma Derrick Oliver)
3) Even if you have no erection problems... (e allora che vuoi?)
4) Hi F.cardini!.! Roller is the bets in the industry...(aveva cominciato quasi bene)
5) We only sell premium watches. There's no battery. (un affarone!)
6) Viagra for less (ecco, mancava)
7) Weight is the major problem in all countries (certo, altro che disoccupazione, guerre e carestie! Occupiamoci del vero nemico: l'obesità!)
8) (il mio preferito) Transitive Adjective plural cracksa thin jagged opened materiala large of formed!

giovedì, ottobre 19, 2006

Cose che non c'entrano niente (e che non importa sapere)

Il disastroso incendio dell'Hindenburg mise per sempre fine all'epoca del volo tramite dirigibile. Da allora in poi chi voleva attraversare l'atlantico doveva farlo come tutti, a nuoto e reggendo una pallina rossa sul naso.

Il settimo faraone della quindicesima dinastia egizia fu assassinato dal suo erede, che voleva diventare l'ottavo, ma non ci riuscì perchè fu ucciso dal dodicesimo, che aveva nel frattempo ammazzato il nono, il decimo, l'undicesimo e, per sicurezza, anche il tredicesimo.

Il polimeriorasio è un minerale che al contatto col fuoco si spaventa tantissimo e si nasconde sotto il letto. Inoltre quando lo invitate a cena rimane fino a tardi e non se ne va finchè non gli spengete e accendete in maniera intermittente la luce della stanza.

I 725 abitanti del comune di Zoppio (TF) si chiamano tutti Alvaro Giaussi, anche le donne.

Durante la tradizionale Fiera del Crepaccio, i sedici rioni in cui si divide il piccolo comune di Sant'Angelo Anfibio (UP) si sfidano nel celebre Palio del Lancio: in sostanza si tratta di caricare su grandi fionde meccaniche (ricostruite nei minimi dettagli sulla base di progetti del grande genio medievale Oppido Lacustro) un celebre personaggio televisivo, e lanciarlo nel vicino orrido profondo circa 125 metri, in fondo al quale scorrono le limpide acque del fiume Veleno. Madrina della manifestazione di quest'anno sarà la simpatica Maria de Filippi.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Parliamo tanto di me (mettetevi comodi)

Una cosa che mi viene spesso rimproverata è di essere monomaniaco volubile ossessivo, anche se in effetti mi viene da pensare che le cose che mi vengono rimproverate sono tre, cioè di essere monomaniaco, volubile e ossessivo, ma potendo riassumere tutto questo in un neologismo penso si potrebbe dire che sono monolubisivo, e con questa la finisco.
In effetti, da una decina di giorni ogni volta che parlo, finisco per dire "io ho un blog", cosa che genera negli interlocutori uno sguardo che potrebbe significare tutto, sia "interessante, ma che c'entra?", sia "vorrei essere altrove", sia "sei un imbecille monomaniaco", cosa che spiega la prima parte del neologismo. E non sarebbe neanche male, se poi la conversazione, una volta esaurito il ciclo vitale dell'argomento blog, si spostasse naturalmente su questioni più profonde, tipo il buco nell'ozono, la politica estera americana o l'ultima puntata della Pupa e il Secchione. Invece riesco ad aggrapparmi all'argomento come una cozza, e, incurante della presenza o meno della persona con cui parlo (che potrebbe a questo punto andarsene) ricomincio da capo con "io ho un blog".
E questo spiega il perchè dell'ossessivo (L. lo sa, può testimoniare).
Ma la volubilità? Perchè dici di essere volubile? Fondamentalmente perchè, come dice qualcuno, ogni giorno con me parte un treno.
Questo vuol dire che, probabilmente, tra un mese non ricorderò neppure più il significato della parola blog, tutto preso come sarò dallo studio della danza di corteggiamento delle zanzare, o dalle regole di un nuovo sport tailandese, o dai preparativi per la futura colonizzazione spaziale.

martedì, ottobre 17, 2006

Un'offerta che non si può rifutare

Siccome sono un tipo metodico, mi spiace fare le cose con disattenzione, quindi ieri sono rimasto un po' così quando mi sono accorto che non avevo aggiornato il blog - mi ero ripromesso di farlo quotidianamente. E siccome mi sembrava scorretto nei miei confronti alzarmi dal letto, scendere le scale, accendere il computer, connettere il modem, installarlo, fare dischi di backup...alla fine mi sono voltato dall'altra parte e ho sognato di prendere l'autobus nudo (come penitenza per la accidia, suppongo). Per non rischiare altri incubi inquietanti, eccomi qui di mattina a scrivere il post di ieri.
Dunque, Montalcino. La cosa più bella di questa due giorni è stata sicuramente la scoperta di poter utilizzare le papille gustative in tutte le direzioni: alla fattoria Caparzo ho sentito un vino che può tranquillamente gareggiare per miglior vino da me sentito quest'anno (quando si dice autoreferenziale), il Ca' del Pazzo 2001 (mi pare), che è vino elegante, di buona struttura e di profumi ampi e persistenti e se lo dicono loro ci credo. Poi - e questo l'ho detto a tutti - abbiamo visto la cantina e era grossa e c'erano le botti grosse di rovere di Slavonia che è in un posto nell'Europa dell'est e le fa una ditta sola in Italia e erano davvero grosse. Poi siamo andati anche al Castello Banfi che era bellissimo, ma siccome più sono ricchi più sono pidocchi (immagino sia un metodo per rimanere ricchi) le degustazioni le dovevi pagare e allora gli abbiamo fatto ciao, però prima abbiamo visto la cantina dove fanno l'aceto balsamico, ma lo chiamano Salsa Etrusca, che sennò il signor Ponti li denuncia. Tutto molto ganzo. In pratica (ora divento serio) l'aceto balsamico (o Salsa Etrusca) lo fanno mischiando il mosto del vino con l'aceto puro, e poi lo fanno affinare in botti che vanno da 60 a 25 litri, secondo l'anno della vendemmia, tutte di legni diversi (quali però non me li ricordo, dovrò chiedere a Markk, che dirà i nomi di cinque alberi a caso per farmi contento). Ah, un altro posto fantastico è a Torrenieri, dove una cantina è stata realizzata direttamente sui ruderi di una torre medievale, e il proprietario ci ha portato in una sala in penombra ad ascoltare il rumore che fa il vino quando viene messo ad invecchiare nei contenitori di alluminio. In pratica i lieviti presenti sulla buccia dell'uva, una volta chiusi al buio e senza ossigeno in queste vasche, cominciano a mangiare lo zucchero presente nel (come chiamarlo?) succo d'uva, e lo trasfomano in alcool e anidride carbonica. Il rumore che si sente sono quindi le bolle di anidride che salgono a galla. Quando l'ho detto a mio babbo lui mi ha risposto: ah certo, il rumore del vino che bolle. Lui è molto più pratico di me.
Infine, una considerazione u-morale: visto che abbiamo bevuto come dei disidratati, e non ci siamo mai, sottolineo (anzi no, grassetto) mai ubriacati, mi viene da pensare che quando le cose sono buone, non ti fanno mai male (o perlomeno non te ne accorgi).
E' stato bello passare un fine settimana con voi, maledetti maniaci, e sicuramente lo rifaremo l'anno prossimo. E chi volesse venire si tenga libero!
NB: a Dicembre ci sarà il battesimo di mia nipote, la Megarita. E a qualcuno (me) è stato offerto di essere il suo padrino. Ovviamente ho accettato.
Povera creatura.