mercoledì, dicembre 17, 2008

La materia di cui son fatti i sassi (è un altro post, anche se ha un titolo simile a quello di prima)

Caro Heike, ho scoperto il tuo blog da poco, e l'ho trovato molto divertente e ben fatto. Mi sembri una persona oltremodo simpatica e intelligente, e trovo che la tua ironia sia sempre ben diretta e mai volgare. Come scrivi bene Heike, e con che abilità arrivi sempre al nocciolo del discorso! Mi piacerebbe conoscerti e scambiare con te due chiacchiere sullo stato delle cose, parlare, oltre il freddo monitor, e vedere che faccia ha l'autore di un blog tanto acuto e introspettivo, quanto spassoso.
Credo proprio che sarebbe una bella esperienza!
Un caro saluto
Clemente M.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine

Clemente.
Non sei il primo che mi scrive con siffatte (o similari) parole, dicendosi mio sincero (o veritiero) estimatore (o ammiratore).
Altri, prima di te, mi hanno scritto "dai, chissà come sei simpa dal vivo", o "devi essere proprio una sagoma" o anche "mi sa che sei uno che ci sa fare con le persone", o, infine "c'hai mica cinque euro, che devo andare in treno a Lucca e mi hanno rubato il portafogli, guarda lo so che sembro un tossico che dorme per strada, ma quei soldi mi servono davvero per andare in treno a Lucca, daiiiii".
No, non sei il primo, nè, temo, sarai l'ultimo.
E' quindi giunto il tempo di una precisazione quanto mai necessaria.
Io non sono così.
Così spontaneo, arguto, ironico, no no no NO.
Sono uno con grossi problemi relazionali, e se non balbetto in pubblico è solo perché mi vergogno (a balbettare in pubblico).
Magarila prima volta che mi si incontra, faccio anche un effetto diverso, che uno/a mi conosce, ascolta le mie cazzate e pensa: ma che simpatico.
Passata mezz'ora: costui parla come fosse un imbecille.
Passata un'ora: si comporta anche, come fosse un imbecille.
Per poi, alla fine, rendersi definitivamente conto della verità: è un imbecille.
Solo che poi legge il mio blog, con interessanti considerazioni sulla società contemporanea, e si chiede:
ma chi glielo scrive?
C'è anche gente che, dopo avermi conosciuto, mi fa: ma Heike non l'hai portato?
Sono io Heike.
No dai, davvero.
Sul serio, ti giuro, sono io Heike.
...
...
Ma chi te lo scrive il blog, allora?

Perché anche essere pedante e noioso, credetemi, è un'arte.
Bisogna saperci fare, ci vogliono anni e anni e anni e anni di studi, e alla fine ci si laurea in orchite applicata.
La mia tesi di laurea verteva su una ricerca alla quale mi ero dedicato con passione, e riguardava la possibilità di riuscire a comunicare con i sassi. Più precisamente, cercai di convincere un sasso (un granito rosso) a comunicare con me.
Per sei mesi, ogni giorno, per dieci ore al giorno, mi chinavo verso di lui e gli chiedevo "Ehi, ti va di fare due chiacchiere? Eh? Ti va? Vorresti parlarmi un minuto? Mh? Dai. Per favore. Parleresti con me? Giusto cinque minuti, via. Eh? Che ne pensi? Ti va? Giusto due paroline? Mi rispondi? Mi rispondi? Che ne dici? Dai. Che ti costa? Mh? Mh? Dai" ininterrottamente.
Infine, ello in lacrime, mi rispose: "la prego, mi lasci stare".
Per la scienza fu una grande vittoria (o trionfo).

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Incontrare HK credo sia stato il sogno di generazioni di giardinieri italiani. La mia prima volta fu a Livorno. Avevo saputo di una sua conferenza al Garden club locale. Andai con amici ugualmente appassionati della sua scrittura profonda e imprevedibile, del suo modo di amare e proteggere la natura. HK arrivò con i capelli un po’ lunghi, l’inseparabile panama in testa, e l’amato gilet. In omaggio al luogo, e mostrando al contempo grande senso pratico, parlò di piante adatte ai giardini prossimi al mare, alla salsedine e ai venti. Non ne parlò tuttavia in modo aridamente tecnico, ma da poeta, quale lui amava definirsi prima ancora che paesaggista. Mi colpirono il suo aspetto di folletto silvano, una certa vibrazione tra il pagano e il selvatico, e la patina di malinconia dovuta, credo, alla consapevolezza dolorosa e acuta di come tutto quanto lui avesse più caro fosse condannato a inesorabile decadenza.

Bruant ha detto...

Heike,conusco uno molto bravo... ti accompagno io non ti preoccupare.
almeno gli spieghi come parlano i sassi...
con infinita pazzia.

Peephee ha detto...

Io ricordo Heike al convegno degli Amici del Dugongo a Madonna dei Fornelli. Serafico, schietto e sardonico, con il suo fare affabile e truffaldino, riuscì pure a far ragionare la falange estremista del gruppo, convincendo le persone che anche i delfini sono animali intelligenti e simpatici. Me lo ricordo ancora, lì, impettito in doppio petto, con il suo stetson sulle 23 e la sua fedele pipa Peterson, sempre in bocca anche se non accesa.
Che tipo, Heike! Ha uno stile tutto suo e immutabile. Se lo incontri una volta, puoi star sicuro che lo ritroverai uguale a come l'hai lasciato.

Nipote ha detto...

... mi chiamavano Dr. Noia.

diershed

pino ha detto...

Ebbi poi l’occasione di andarlo a trovare nella bella casa romana di via Ronciglione. Era inverno, il terrazzo, che pure mi mostrò, era assai spoglio. I gatti, tanti, ci sorvegliavano dalle spalliere dei divani. Parlammo di tante cose, dalla sua passione per la letteratura tedesca alle disavventure del nostro paesaggio. Mi pareva sempre più sconsolato per come andava il mondo, sempre più sfiduciato. Mi ricordava certe creaturine nobili e offese di Anna Maria Ortese, incapaci di difendersi eppure intransigenti nel loro non scendere a patti con quanto aborriscono, a costo di morirne. Sospetto si fosse reso dolorosamente conto che i soli post non bastano a smuovere i cuori induriti degli uomini.

Watkin ha detto...

Interessante notare come non importa dove ci si trovi, quelli che ti chiedono 5 euro devono comunque andare a Lucca

randomante ha detto...

Anch'io una volta conobbi Heike.Si parlò di orologi olandesi del '700 e... a chi la racconto. Io ero il sasso rosso.

gb ha detto...

io ero sicuro di aver lasciato un commento, ieri, ma ora mi accorgo che non c'è. significa che sto diventando un sasso?

Roberto ha detto...

Secondo me i sassi sono solo timidi, ne sono certo. Se vai li a dargli un pò noi li rendi felici, altrimenti stanno fermi facendo finta di non interessarsi alle relazioni... Ultimamente coi timidi dico:
"Sei timido come un sasso"...

Artemisia ha detto...

Ma quanti simpaticoni girano da queste parti? Si vede che è il padrone di casa che li attira
:-)

Heike ha detto...

Un saluto a tutti da parte di Clemente M.