venerdì, dicembre 26, 2008

Gli stranieri non capiscono - Speciale natalizio

Mi sembra di sentirle, le grida di esultanza all'apparire del nuovo post dal Jappone di Urakidany.
E, per deliziarci, ci ha preparato un breve excursus sul Natale giapponese. A me ha fatto parecchio ridere.
Vi ricordo che se avete curiosità o domande sul Sol Levante, chiedete pure (nei commenti o via posta elettronica) e Urakidany sarà entusiasta di rispondervi.
Buona lettura!
Heike

Come pochi sanno, Cristo non è affatto morto sulla croce e scommetto che ancora in meno sono a conoscenza del fatto che avesse un fratello minore. Gesù è in realtà fuggito in Giappone e per la precisione nel villaggio di Shingou nella prefettura di Aomori e ad essere andato sulla croce è stato proprio lo sfortunato fratellino. Una volta scampata la morte si è sposato e ha messo su famiglia, conducendo una vita tranquilla, per poi spegnersi alla veneranda età di 118 anni. Inoltre, essendo un personaggio notoriamente portato a fare miracoli, veniva spesso scambiato per un “tengu”, una strana divinità dal naso lungo e le ali di corvo appartenente alla religione shintoista.
No, non sto delirando, almeno non io, questa è la “vera storia di Cristo” che alcuni giapponesi si tramandano e che festeggiano un giorno all’anno danzando intorno a una croce e cantando una litania in una specie di ebraico giapponesizzato. Il bello è che le decorazioni e l’atmosfera della festa sono in perfetto stile shintoista, dato che, come ho avuto modo di dire in un altro post, qui si tende a mischiare le diverse tradizioni religiose e fonderle con quella autoctona; un po’ come avviene con tutte le cose estere che capitano sotto le loro grinfie.
Questa festa, di cui allego foto, video e sito ufficiale, è per me il segno più eloquente della stupidità diffusa nella stragrande maggioranza di questo popolo; un’ebetudine che oserei chiamare “fanciullesca”. Di ben altro livello se paragonata a quella di altri paesi, intrisa però spesso di cattiveria e malizia.
In futuro vi parlerò meglio anche di altre due bellissime feste: quella del pene e della vagina, ma anche della festa delle tette scoperta da me solo di recente.
Considerando questi bizzarri festeggiamenti e molte delle loro credenze e usanze, si può capire come questo sia ancora un popolo fermo all’età della pietra, un popolo che fino a qualche anno fa (ma per alcuni è vero ancora adesso) credeva nella divinità dell’imperatore - e non a caso il 23 dicembre è festa nazionale, nella quale si commemora il genetliaco dell’imperatore, che tra l’altro dà il via al loro calendario. Eh sì perché in realtà non siamo nel 2008, ma nell’anno 18 del regno dell’era Heisei (平成, "pace ovunque").
Se queste sorprendenti e illuminanti verità non vi sono bastate, adesso spiegherò a tutti il vero valore del Natale che i saggi maestri giapponesi ci insegnano, e considerando il loro legame con Gesù direi che ne hanno pienamente il diritto.
Allora, prima di tutto “Buon Natale” in giapponese si dice “merī kurimasu” e se qualcuno osasse fare obiezioni sulla “giapponesità” di questa frase, dovrebbe fare i conti con almeno un quarto della loro lingua. È quindi meglio non porsi troppe domande.
A Natale, nonostante tutta la finta atmosfera che cercano di ricreare con gli addobbi, le musiche e tutta la fiera del consumismo possibile immaginabile, si lavora come tutti gli altri giorni. Immagino che non sarebbe educato festeggiare pubblicamente il compleanno di qualcun altro nella stessa settimana del “sacro sovrano” e poi forse vi sarebbero troppe vacanze tutte insieme no? La sera del 24 invece è molto importante passarla col ragazzo o ragazza (o amante), mangiando la kurimasu cake, una normalissima torta di compleanno con panna e fragole travestita da dolce di Natale che si può acquistare anche nei famigerati konbini, per poi concludere la serata in un love hotel a fare le cosacce e facendo diventare il Natale una semplice versione spinta di San Valentino.
Per quanto riguarda gli addobbi, quest’anno sono di moda gli alberi di Natale neri e qualsiasi riferimento alla natività è completamente assente, in quanto non è raro imbattersi in persone che ignorano il fatto che in questa ricorrenza si celebri la nascita di Gesù
I regali si fanno solo ai bambini, oppure ci si scambiano tra fidanzati, e il giorno dopo Natale tutti gli addobbi vengono immediatamente tolti per lasciare spazio a quelli celebrativi del nuovo anno, che è la loro ricorrenza più importante e che non se ne abbia a male l’imperatore.
La notte di capodanno scordatevi i botti e i brindisi che sono sostituiti da silenzio e rintocchi del gong (118 per l’appunto) provenienti dai templi che pare di ascoltare le campane che suonano a morto. Si va al tempio per ingraziarsi qualche divinità e si mangia il “mochi” una cosa gommosa ottenuta pestando il riso bollito, che ogni anno miete più vittime del cancro visto che molti vecchietti rimangono strozzati mangiandolo convinti che porti bene come le nostre lenticchie, che però se non portano davvero soldi almeno non hanno mai ammazzato nessuno.
Dico la verità, non sono religioso, ma il Natale ha sempre avuto in me un effetto particolare e, dopo essermi trasferito in Giappone, forse ho capito perché: sono convinto che lo scopo del Natale non sia solo far girare l’economia ma anche dare un po’ di respiro alle persone più disgraziate che almeno in questo breve periodo hanno l’occasione di alleviare le proprie sofferenze. A Natale ci si vuole tutti bene, siamo tutti amici e soprattutto non si soffre più.
Ecco, sembreranno le solite frasi buoniste ma io soprattutto a quella del non soffrire più ci credo davvero, secondo me il Natale porta gioia, colori e calore; poi si ritorna al grigio ma almeno si tira un po’ il fiato. Il Natale è un giorno di tregua nella guerra della vita, un giorno di respiro, magari per racimolare le forza e ricominciare presto più bastardi di prima ma intanto ci si concede una pausa che male non fa. In Giappone esistono molte poche pause e alla fin dei conti nonostante il loro sforzi e la loro nota predisposizione verso le emulazioni il Natale dei giapponesi appare come una pessima e sbiadita imitazione. Non hanno sufficiente cuore e anima per viverlo veramente e la mancanza di questa festa, vissuta come dovrebbe essere, secondo me si fa sentire. La loro vita grigia e infelice prosegue in questa direzione senza un minimo di pausa e di sollievo. Questa gente è esaurita, ve lo posso assicurare, sta male nel corpo e nello spirito e avrebbero davvero bisogno di un po’ di Natale.
Quindi questo post lo chiudo nel più scontato ma anche nel più necessario dei modi: tanti auguri di un buon Natale a tutti… anche ai giapponesi a cui almeno il 25 dicembre voglio tanto bene.

Meriiiiii kurisumasuuuuuuuuuuu
Urakidany

Alcuni link:
- Il video della festa del fratello di Gesù
- Il video della tomba giapponese di Gesù
- Il sito ufficiale della tomba di Gesù (non pensavo avrei mai scritto una cosa del genere, ndH)
- Altro sitarello
- Idem
- Poi basta

8 commenti:

Ed! - the webcomic ha detto...

azz.




ne approfitto per farvi gli auguri.
ciao

urakidany ha detto...

Errata corrige: I rintocchi del gong sono 108 e adesso siamo nel 20dell'era Hesei e non nel 18....sono rimasto indietro scusate.

Urakidany

Bruant ha detto...

urakidany, il tuo post è davvero molto interessante, continuo atifare per godzilla, sopratutto dopo le tue notizie, ma non esistono gli psicologi in giappone? perchè credo che ne avrebbero davvero bisongno.
Buone feste.

Peephee ha detto...

Rimango un po' stupito a leggere una cosa del genere e ho trovato il post molto interessante.
Posso capire che certe tradizioni ormai sono più o meno radicate nella loro cultura e che quindi le vivono così ma, sebbene siano molto nazionalisti, qualcuno tra loro si interessa a studiare le altre culture o si interessa a vedere come gli altri popoli vivono lo stesso evento, soprattutto quando non è originario del Giappone?
Fammi capire: il Natale lo vivono così perché gli fa comodo o perché lo credono così?
In soldoni: ci fanno o ci sono?

Ed! - the webcomic ha detto...

ottima domanda Peephee.
mi aggrego.

Artemisia ha detto...

Grande! Dai, Urakidany, vuoi mettere dover fare i regali solo ai bambini e dribblare il pranzo con in parenti! Io ci metto la firma. Sulla pausa per chi soffre qualche dubbietto ce l'avrei. Mentre ti do ragione sul fatto che effettivamente una pausa allo stress lavorativo ci vuole. Io però la preferisco a ferragosto ;-)
Grazie Urakidany! Torna presto!

urakidany ha detto...

Domanda sul nazionalismo molto interessante. Aspettatevi presto un altro post con(almeno spero)un esauriente risposta. Per quanto riguarda il pranzo con i parenti io ci metterei la firma visto che qui sono tutti degli sconosciuti figli di nessuno ma daltronde chi ha il pane non ha i denti e...

icetrap ha detto...

Ciao!
Questa rubrica era mooolto interessante, riprenderà?

Due domande, anzi 3, al volo:
- lo sport... com'è visto dai giapponesi?
- che senso hanno della famigerata "famiglia"?
- ma non si sentiva dire spesso che la nuova generazione giapponese stava stravolgendo tutte queste formalità e stranezze??

Grazie