venerdì, giugno 22, 2007

Lo senti?

Pochi minuti fa mi ha riagganciato il telefono in faccia Gianlu, era appena entrato nel suo ufficio uno che doveva sostenere un colloquio con lui, mi aveva detto "ti avviso che potrei attaccare all'improvviso, c'è un tizio che deve venire a fare un colloquio tra cinque minuti, se non arriva entro tre me ne vado" poi durante la conversazione ha agganciato all'improvviso mormorando scusanonhotempodevoandareciao.
Due minuti prima gli avevo chiesto un argomento fico per il post di oggi, lui vive a Milano, dalle parti delle colonne di San Lorenzo, speravo fosse un po' presente nell'attualità di questi giorni (tra l'altro, non dovevi farmi una rubrica sul meraviglioso mondo delle agenzie interinali?); invece mi dice di parlare del senso della vita. Non c'ho tempo, rispondo, alle sei esco e vado in fumetteria da Roberto a vedere se è uscito Magico Vento, non c'hai mai tempo, mi fa, nessuno c'ha mai tempo, fai un post sul fatto che nessuno c'ha mai tempo, e io si, ma scusa, come posso dire che il tempo non basta se poi - scusanonhotempodevoandareciao. Click.
Al tempo della scuola ci fu una traccia di un compito d'italiano (avere un blog mi riporta ad allora: è dal 1996 che non scrivevo tanto e in un tempo così ristretto) che parlava del tempo, e io mi inventai di sana pianta una citazione da Woody Allen perchè non sapevo come chiudere un tema che parlava di niente, e dissi che "ci sono due tipi di tempo: sereno e nuvoloso (W.Allen)".
Ripartiamo da capo: ecco forse potrei dire che il problema con il tempo è la nostra percezione, quella ci fa credere che non basti mai. Insomma, esistono due concezioni del tempo (ih ih), la freccia e il cerchio: la prima è quella dominante oggigiorno in quasi tutto il mondo, influenzata dalla visione del mondo giudeo-cristiana-musulmana, che vede il tempo come una linea retta, il presente che si muove verso una direzione, verso un grande attrattore finale che è la fine del tempo (o del mondo); la seconda è diffusa nell'estremo oriente, in India, ed in occidente nell'antichità, è quella della metempiscosi, la reincarnazione, il tempo è un cerchio che gira su sè stesso e niente esiste al di fuori di esso, i tempi torneranno sempre, il mondo muore e rinasce ogni volta uguale e diverso, un eterno ritorno.
E allora per forza hai l'impressione che ti manchi il tempo, se vivi nella freccia: sai che prima o poi finisce.
Ma aspetta, c'è una cosa che avevo letto una volta nel libro di Pirsig: pare che per gli antichi greci - questa è bella davvero - il tempo fosse una cosa diversa da come la vediamo noi: si immaginavano - al contrario di noi - che il passato fosse una grande distesa aperta di fronte ai loro occhi, una pianura sterminata, un paesaggio che scorreva sotto i loro piedi allontanando l'orizzonte dalla loro memoria, mentre il futuro fosse alle loro spalle, invisibile, nascosto, e li sorprendesse da dietro. Molto più logico, se vuoi, di come ce lo immaginiamo noi, il tempo, e forse anche molto più poetico.
Come viaggiare su un treno, in mezzo alla pianura, seduti sull'ultimo vagone e guardare indietro, lontano all'orizzonte vedi i tuoi primi ricordi, i giocattoli, quella vecchia trottola, il cavallo di pezza, la moto a batteria...i compagni di scuola, i lunghi pomeriggi a giocare in cortile coi cugini, la prima bici, laggiù in fondo, appoggiata da qualche parte...la gita delle medie, le vacanze al mare, quella ragazza che mi piaceva...la prima birra, quando con gli amici abbiamo fatto nottata a chiaccherare, quella volta che siamo andati in Danimarca...i miei fratelli, i miei genitori, lontani i nonni, vicini i nipoti...Elle...il treno si muove, sempre nuove cose entrano nel campo visivo, ma l'orizzonte non sparisce mai, si offusca forse, ma è la foschia, la nebbia che sale, tra poco sarà il tramonto e poi la notte, ma non importa, non sono solo su questo treno.

9 commenti:

madmac ha detto...

anche io voglio non avere tempo...
bella l'immagine del treno, anche se mi ricorda molto quel film di Woody Allen...

acroteleutio ha detto...

quando arrivi salutami buzzati.

Daniel ha detto...

Pensa che per la maturità sto lavorando sul concetto di tempo. Nietzsche lo immagina circolare, che si ripete eternamente e dice anche che per tollerare un'idea così pallosa bisogni essere un oltreuomo (o superuomo secondo la vox populi anche se sarebbe meglio la traduzione di Vattimo se non sbaglio. In tedesco è Uebermensch, giusto oltreuomo allora). Poi c'è Sant'Agostino che dice che il tempo è creato da Dio con la Terra. Einstein sostiene che sia deformato dalla gravità. L'idea più bella (non che io ne preferisca una di per sé ma questa è la più poetica) è espressa da Bergson che ritiene che la vita sia immersa in un tempo che con lo scorrere della durata si accumula nell'uomo sotto forma di coscienza. Dice anche che nella fisica si ritiene che il tempo sia riproducibile, quantitativo e diviso in momenti tutti uguali. La vita invece è tutto il contrario. 'Sta parte devo ripassarla però.
Intanto lunedì ho la terza prova e mi devo prparare per quella e poi verrà la tesina...

Daniele ha detto...

Alla fine direi che ne è uscito un bel post...

Artemisia ha detto...

Sì, anche a me sembra un bel post. Bella l'immagine del treno.
Il trascorrere del tempo a me purtroppo fa venire in mente l'immagine della clessidra. Un giorno che passa è un giorno in meno da vivere, un granello che è passato nella parte di sotto.
Scusate lo spleen domenicale...

Accakappa ha detto...

@ madmac: ah, Woody, fonte di infiniti spunti...
@ acroteleutio: questo è senza ombra di dubbio il più bel complimento che qualcuno mi abbia mai fatto in tutta la vita (strabuzzo gli occhi)
@ daniel: non ho mica capito nulla...parli troppo difficle signore...comunque in bocca al lupo per l'esame, fammi sapere!
@ daniele: grazie...
@ artemisia: ...e grazie!

giulia ha detto...

Ci ha messo molto tempo, ma il post è riuscito. Ciao Giulia

Anonimo ha detto...

....e leva quella faccia.
ehm ops scusate non potete capire...è il continuo della chat tra me e il vostro HK. il fatto è che non ho TEMPO per scrivere due volte le stesse cose e quindi continuo il mio pensiero in maniera sconnessa come un puzzle i cui pezzi mancanti albergano chissà sotto quale cassetto nascosto dell'anima e cercarli ti porta via un sacco di TEMPO.
Argomento stupendo c'è chi c'ha scritto pure un saggio (il sig. PRUST) che un giorno mi imporrò di comprare e magari leggere (se avrò il TEMPO per farlo). Nel irrequieto e screlotico mondo aziendale il TEMPO rappresenta fondamentalmente TUTTO: un esempio? vi siete mai chiesti perchè da MC Donald le scelte alla fine si limitano a 4 o 5 menù?
Facile, stare in fila non è così simpatico, non è produttivo, perde tempo il cliente e perdi tempo tu, Mc Donald, che potresti fatturare un mc chicken in più.
Nel mio lavoro cos'è il tempo....un'azienda ti cerca un operaio: se gli chiedi già che tipo di operaio vuole, sei già fuori tempo; se ti chiede un operaio vuole una bestia che lavori e non si lamenti. Quanto tempo hai per selezionarne uno? solitamente 1 ora, quindi o lo hai visto negli ultimi giorni passare in filiale o sei fuori.
Potete immaginare che gli esiti della selezione possono dare risultati poco soddisfacenti e questo al cliente a volte non va bene, diciamo che il tutto rientra nella botta di culo che hai quando gli presenti una persona.
L'importante è averne un paio di scorta, morto uno se ne manda un'altro.
Potremmo sviluppare un libro su questo tema, per esempio cercando di dare un valore al proprio TEMPO, e ai motivi per cui il il suo valore può variare, in funzione di chi o di che cosa.
BEh, Sono ancora tremendamente legato al caro vecchio eraclito ad al suo Panta Rei, alla lotto degli opposti che genere questo flusso irrefrenabile talvolta armonico talvolta dissonante. Alla fine non so se valga la pena chiedersi se siamo noi a dettare i tempi delle cose o se il Tempo sia un elemento innato o un concetto teologico-metafisico..., l'importante credo è sentirsi vivi ecco perchè il tempo assume dimensioni e valori diversi per ognuno di noi.

Accakappa ha detto...

La tua metafisica disconnessa è meravigliosa.