martedì, ottobre 10, 2006

Madeleine

Tanto per dire, qualche tempo fa sono stato a fare un safari fotografico (ah ah che simpatico) in un posto che non visito da anni - e non l'ho visitato nenache in questa occasione, se è per questo. Pratilia era un centro commerciale - il primo, credo, in questa zona d'Italia - che raccoglieva un supermercato, un negozio d'arredamento, una libreria e negozio di dischi, un'erboristeria, un calzolaio...non riesco a dimenticare la meraviglia di quel posto ai miei occhi di bambino, enorme, nuovo, con le porte scorrevoli! le scale mobili!!! il pavimento tutto ricoperto di una plastica strana, che adesso è semplicemente un triste memento degli orrori urbanistici degli anni '70, ma allora era nuova e meravigliosa come tutto quello che veniva dall'America. Ecco cos'era Pratilia, un'America in miniatura. Era davvero un'altra epoca, tipo che mia mamma e mia nonna quando dovevano fare la spesa sceglievano con cura il supermercato (e allora andare al supermercato era un evento), e alla fine andavano in quello dove era più tempo che non. (la frase finisce qui, tanto abbiamo capito)
A Pratilia c'era un odore di ossido di carbonio (il parcheggio sotterraneo), plastica (il pavimento), olio per macchine (l'aria condizionata), ozono (il banco frigo), colla (il ciabattino), medicine (l'erboristeria, e come pizzicava la pappa reale che mi dovevo mettere sotto la lingua), polvere e carta (la libreria), pelle (il negozio d'arredamento). Sul tetto c'erano campi da tennis e una piscina, ci facevano le feste di compleanno, ma io non ci sono mai andato. Invece andavo alla sala giochi, e lì ho giocato a biliardo per la prima volta. Ci facevamo le vasche, a Pratilia, la domenica pomeriggio, quando pioveva e in centro non si poteva andare.
Adesso crolla tutto, hanno messo delle reti per non fare entrare nessuno, e nemmeno i barboni ci vanno a dormire.
Ma il negozio più bello era quello nel seminterrato, di fronte alla Superal. C'era un ragazzo che faceva patate fritte e polenta fritta, e c'era quest'odore meravigliosamente malsano che si spandeva dal cartoccio, ti rimanevano le mani unte e ti eri dimenticato di prendere il tovagliolo, e alla fine ti pulivi sui pantaloni.
Ho saputo che poi quel ragazzo ha aperto un bar in piazza S.Francesco, e ogni tanto ci prendo pure l'aperitivo.
Tu pensa.

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