martedì, febbraio 27, 2007

Nevermind

Tanti anni fa, quando ero sempre triste, le ore mi sembravano eternamente lunghe, sembrava non arrivasse mai il tramonto, e i pomeriggi mi apparivano come lunghe distese desolate. Passavo le giornate aspettando che arrivasse l'oblio, l'ora del sonno, e desideravo che il futuro mi corresse contro più in fretta, che domani fosse già adesso, e dopodomani tra pochi minuti, e il giorno dopo non più lontano di qualche ora. Avevo sempre sonno, perchè mi sembrava che dormendo le giornate si accorciassero, ma non dormivo, o dormivo male, perchè mi agitava l'idea di quell'interminabile presente. Mi sdraiavo a terra, sul pavimento della stanza, e imparavo a memoria la geografia delle crepe sul soffitto, come fossero costellazioni, senza sapere dove avrebbero dovuto orientarmi. A volte lasciavo entrare una lama di luce dalla finestra, e rimanevo a fissare il pulviscolo che galleggiando la attraversava. Aspettavo delle telefonate per ore, che diventavano giorni, che diventavano settimane, che si trasformavano in mesi. Mi bruciavano continuamente gli occhi, brindiamo ai giorni che si assomigliano! tra fumetti e lattine di birra, e ogni tanto giravo il calendario, nell'illusione del cambiamento.
Mettevo radici, e mi consolavo pensando a grandi alberi, ma forse ero solo la gramigna stagionale.

6 commenti:

Roberto ha detto...

Malinconico?
Non andare a vedere "Saturno contro" altrimenti rischi di diventare un omicida...

Accakappa ha detto...

mah, un po'...comunque non corro rischi: ozpetek dopo "la finestra di fronte" con me ha chiuso definitivamente. che palle questo nuovo cinema italiano...

Roberto ha detto...

Prima che scompaia vai a vedere Lynch.
Fidati.

INLAND EMPIRE
Flora (Firenze)
P.zza Dalmazia
16.00 - 18.45 - 22.00

Artemisia ha detto...

Che bello! Ho sempre invidiato chi riesce a non far niente. Sono un'esagitata iperattiva terrorizzata dalla noia e dalla carenza di tempo.
D'accordo per Ozpetek...
Ciao,

Weltall ha detto...

Mi unisco al coro:
dimenticati di Ozpetek ma non perdere INLAND EMPIRE!!!

Anonimo ha detto...

non so, vivere quella sensazione in cui lasci scivolare lentamente al lancetta delle ore, in cui la sigaretta che giri tra le mani non si spegne mai, in cui ogni volta credi di dare il tuo ultimo sosrso di birra ed invece rimane là come se si autorigenerasse, è un qualcosa che mi manca da tempo e che adesso non riuscirei a godermi perchè non sarei in grado di attribuirne il vero valore (la pinuccia avrebbe detto valore intrinseco). Il fatto è che far scorrere passivamente le pagine dell'agenda o del calendario, segnando magari brutalemnete con una X i giorni che muoiono può avere effetti tutt'altro che terapeutici: io lo chiamo stress da non far niente, quello che ti consuma lentamente la testa, ti fa sentire inutile ed inetto, ti paralizza lo spirito e qualsiasi forma di interesse.
Mi chiedo, ero/i in grado, sono/ei in grado, sarò/ai in grado di dare valore al silenzio, al rintocco della lancetta, al passar dal giorno alla notte,...