mercoledì, aprile 04, 2007

Alma Mater

A fronte della mia pluriennale (benchè datata) esperienza, oggi mi sento di condurre il mio distinto pubblico nelle aduse magioni dell'Università Italiana, illustrando alcune categorie di studenti che ho avuto il pregio di osservare.
Come ci si avvicina ad un esame universitario? Vediamo:
Lo splendido: lui non studia, apprende per osmosi. Frequentando gli stessi ambienti, avrete la possibilità di osservarne il comportamento pre-esame: entra in biblioteca sorridente, occhiali scuri sulla testa, polo d'ordinanza con il colletto alzato, ultimo modello di Nike. Posa i libri sul tavolo, li apre e si dirige verso il bar, dove conosce tutti, compreso il vecchietto che ordina un bicchiere di bianco alle quattro del pomeriggio. Dopo circa cinque ore torna in biblioteca, chiude i libri e va a farsi una lampada. Misteriosamente, è sempre in pari con gli esami;
Dissenten: l'esame è tra più di tre mesi, ma lui già lo teme. Non importa il grado di difficoltà, per lui sarà comunque la prova più difficile di tutte (questo per ogni singolo esame). Lo vedi studiare come un pazzo, sudato, una biro esplosa in mano, mentre prende appunti su un bloc-notes che entro pochi giorni sarà molto più voluminoso del libro di testo. Spesso ansima quando legge passaggi particolarmente difficili. Il colorito si fa via via sempre più smunto, gli occhi denotano difficoltà di concentrazione, i capelli cominciano a cadere. La settimana prima dell'esame dubiti che possa farcela ad arrivare in fondo vivo. Oltretutto improvvisamente si rende conto di non aver ancora studiato i capitoli più importanti ed è di solito a questo punto che viene colpito da una irrefrenabile e devastante forma di dissenteria che lo torturerà per giorni. Infine, stremato, pallido e tremante si presenta alla commissione d'esame e strappa un faticoso 18. Uscito dall'aula comincia a preoccuparsi per il prossimo esame, quello sì, davvero insuperabile;
La Vampira: segui le lezioni per l'esame, ma il treno è sempre in ritardo, così entri in aula quando (di solito) la lezione è già cominciata. La porta cigola sui cardini e il professore si volta e ti guarda con aria di riprovazione. Vorresti sprofondare, senti su di te gli sguardi di tutti, ma il professore è già tornato alla lezione, si è dimenticato della tua esistenza. Uff, meno male. Ma uno sguardo te lo senti ancora addosso. Ti volti intorno, non capisci, poi, improvvisamente, la vedi. E' la Vampira, e ti guarda con disgusto, perchè hai infastidito il professore. Alle medie c'era sempre qualcuno che, se sbagliavi risposta all'interrogazione, alzava la mano per dare la risposta giusta e sciacallare sui tuoi errori. Questa creatura c'è anche all'Università (in realtà c'è sempre, per tutta la vita, ma facciamo finta di no per non spaventare i più piccini): si mette in prima fila durante le lezioni, proprio davanti alla cattedra, annuisce quando il professore spiega, ride a bocca a perta quando lui fa una battuta, si commuove se il vecchio è in ritardo. Nell'intervallo va da lui e gli chiede lumi sulla lezione appena finita, a volte gli offre la sigaretta (lei non fuma, compra il pacchetto apposta), va tutte le settimane al ricevimento. A volte gli offre anche un passaggio a casa. Durante le sessioni di esame si mette dietro l'interrogato per ascoltare le domande, e se lui sbaglia lei commenta a voce alta con il professore (che la crede interessata, povero ingenuo). Ovviamente, una volta raggiunto il suo obiettivo (30 e lode) si disinteressa della materia e va a vampirizzare qualcun altro;
Il Milite Ignorante: all'esame fa scena muta. Con la testa incassata nelle spalle e lo sguardo bovino, alle domande del professore mormora qualcosa tipo "...ma il programma..." oppure "...ieri avevo la febbre..." o "...mawawsh...". Dopo cinque minuti il vecchio cerca di liberarsene, ma ecco arriva la trasformazione: il panico si impadronisce del giovane, che comincia a sudare, gli occhi gli si arrossano, le mani abbrancano fogli e capelli: "no, la prego professore, devo passare altrimenti poi parto per il militare, per favore, la prego..." A questo punto la prassi vuole che si faccia un'altra domanda, la più facile di tutto il programma. Se il disperato inizia a rispondere mettendo in fila almeno sei parole, il professore lo interrompe e gli dà 18; se invece la scena muta si ripete, il professore si arrabbia, fa una lunga filippica sull'importanza dello studiare e la decadenza dei costumi e poi gli dà 18;
Non ora, dopo: categoria subdola quanto ingenua. Pur riconoscendo grande importanza all'applicazione dello studio, si diletta in cincischiamenti introspettivi fino al giorno prima dell'esame, confidando nella fortuna. Purtroppo, quando sta per essere chiamato dal professore si accorge di aver studiato sul libro sbagliato. L'esame si farà, ma non ora, dopo;
La Pallosa Noiosina: esemplare raro ma tipico della fauna universitaria. Tu studi come un matto, non esci di casa, non vedi nessuno per due mesi, ti ammazzi per capire come funzioni la Catena del Valore di Porter, ma ce la fai. Arrivi all'esame in grande forma, per la prima volta hai dormito, ti senti un ganzo: questa volta lo passo senza umiliarmi. Un'ora prima che il professore ti chiami arriva lei, la Pallosa Noiosina: mi interroga nel pomeriggio, ti scoccia se ripassiamo insieme due o tre cose, giusto per fare mente locale. Sorridi, tranquilo: certo, non c'è problema. Poveretto. Alla prima cosa che dice la correggi, lei ti guarda strano e controlla sul libro. Ha ragione e tu hai torto. Andiamo avanti, dici, su questo mi sono sbagliato (ma il resto lo so benissimo). Allora lei comincia a parlare di un argomento che non conosci, controlli il libro e vedi che hai dimenticato di studiare dieci pagine intere di spiegazioni - ecco perchè non tornavano le formule. Poi parla della leva finanziaria, e salta fuori che è completamente diversa da come avevi capito tu. tempo mezz'ora e non capisci più nulla. Una serie interminabile di cifre e altre minchiatine ti travolge, come fa a ricordarsele tutte?! e annaspi sulle conclusioni. Le dici scusa, devo andare un attimo in bagno, ma tutto quel che vuoi è un camion che ti schiacci. Sei nel pallone, e l'esame non è ancora cominciato. Quando il professore ti chiama, lei si avvicina e ti fa: "in bocca al lupo" e tu: "crepa".

PS: domani il gran finale di Cuba!!

3 commenti:

Artemisia ha detto...

Bravo! Bel post! Divertente ed acuto. Vorrei chiarire: posso accettare di essere stata la secchiona ma non ero nè la vampira nè la pallosa noiosina. Ero troppo timida...
Purtroppo in casa ho un quattordicenne aspirante "Non ora, dopo", anzi "anche molto dopo". Che mi suggerisci? Pensi che migliorerà prima dell'università? (Se ci arriverà!)

Accakappa ha detto...

Fossi in te non mi preoccuperei troppo: posso garantirti che il "non ora, dopo" riesce ad avere una vita dignitosa, talvolta anche colma di sossdifazioni. Sperem bene...
Ciao!

Grazyana ha detto...

Post divertente, io ho avuto la sventura di imbattermi nell'esemplare della palloa noiosina, da quella volta ogni pre-esame non davo retta a nessuno :)
Ciao!!!