giovedì, aprile 19, 2007

Punx is not dead

Italiani! E' giunta l'ora fatale della gloria e dell'ardimento, per cui procedo senza indugio alcuno a condurvi nuovamente nel meraviglioso mondo dei Viaggi Allucinanti.
Sabato pomeriggio partiamo da Firenze SMN per un viaggio di tre ore e mezzo in Eurostar. Risparmio le risatine da asilo che ci siamo fatti pensando a battute come "ama Milano" "guarda Milano" "lava Milano" o "bacia Milano" (per capire che c'è da ridere bisogna dirle a voce alta), come risparmio la meticolosa descrizione dei lunghi e vari contrattempi che hanno costellato il mio personale arrivo a SMN, e passo subito a descrivere il viaggio. Prima di tutto però una considerazione: le poltrone di seconda classe degli Eurostar sono state disegnate da un designer alla moda che si è ispirato alle architetture naziste di Albert Speer: belle, eleganti, ma emotivamente fredde e soprattutto scomode. Dopo due ore che sei lì seduto cercando di evitare di fare ginocchino o piedino ai tuoi vicini vorresti che qualcuno ti segasse gli arti inferiori, tanto ti fanno male. Allora ti alzi e per fare due passi vai in bagno, anche se non ti scappa la pipì, ma ormai sei lì e la fai, ma appena cominci il treno fa una brusca fermata e poi riparte di scatto, quindi esci e dici a voce altissima "mannaggia, mi sono schizzato l'acqua sui pantaloni!" sapendo benissimo che quella non è acqua; ma soprassediamo e andiamo avanti.
I posti dell'Eurostar sono a gruppi di quattro, e i nostri frontalieri erano due ragazzi che mi hanno spinto a inattuali e soprattutto politicamente scorrette considerazioni sulle scienze lombrosiane: non per niente hanno cercato di sottrarre con disinvoltura una borsa alla signora del sedile accanto...per fortuna nonostante il dormiveglia (io e Elle ci addormentiamo ovunque, basta una sedia) me ne sono accorto e, con un'azione da amichevole supereroe di quartiere, sono intervenuto in difesa della proprietà privata (in realtà è stata un'azione delatoria: all'approssimarsi a Milano i due si sono avviati verso le scalette, e, datosi che la signora cercava qualcosa, le ho detto quello che avevo visto...).
Milano! Milano mia, portami via, fa tanto freddo, ho schifo e non ne posso più...a Milano c'è una cosa che amo molto. Ogni volta che arrivo in una città in cui c'è la metropolitana la devo prendere, devo farci un giro, non posso farne a meno. Sarà l'odore (a me sembra il più dolce dei profumi), il piacere di viaggiare sottoterra, "mind the gap", io queste cose le adoro, mi fanno impazzire. Andrei a Londra solo per la metro, tanto per dirne una.
Quando vado a Milano mi piace fare la parte del topo campagnolo, che si stupisce di tutto: i palazzi sono altissimi; gli autobus viaggiano sulle rotaie; l'aria puzza da far schifo; ogni tre metri c'è qualcuno che ti lascia un volantino; i milanesi non esistono - ci sono solo abitanti di Milano; accanto al duomo - eh ma quanto l'è grosso - c'è una galleria ma non ci passa il treno...faccio scena, però è vero che a me Milano mi lascia sempre un po' stupefatto - non so cos'è, se è la facilità con cui gli abitanti accettano le cose più inconsuete, o la considerazione che per molti è solo una città di passaggio, o magari il fatto che è un posto che ha così tante identità da non averne neanche una, o magari la sua identità è proprio nell'avere mille volti diversi...Gianlu vive in un quartiere bene, dice, e c'è una piazzetta dove si ritrovano tutti i giovani della zona, dice, che però - pur essendo giovani bene, o forse proprio per questo - sono giovani alternativi, e per la prima volta da anni ho rivisto dei punk, con le creste verdi, il chiodo e tutto, e alle sette del pomeriggio la piazza è piena di giovani con le birre in mano e ci sono passato la mattina dopo alle nove e gli spazzini stavano spazzando via uno spesso strato di cocci di bottiglia da tutta la piazza, tipo la mattina di Capodanno - Gianlu dice che succede tutte le sere, dice. E appena dietro la piazza c'è un giardino con gli aberi e tutto, gente che sonnecchiava al sole della domenica mattina o portava a spasso i cani e mi sono detto, che strano, me la immagino diversa Milano, ma Milano è sempre diversa, non è mai come te la immagini, in piazza del Duomo c'erano gli equadoregni che cantavano e suonavano e ballavano, era una festa, e il giorno prima nello stesso punto ci abbiamo trovato i Gemelli Diversi in concerto, che mi veniva voglia di riprendere il treno.
Poi siamo andati a prendere l'aperitivo, che è un modo del nord per cenare pagando sei euro e rovinandosi il fegato, però è divertente, e alla sera ti trovi a parlare di lavoro precario, differenze culturali tra italiani, francesi e americani e alla fine cerchi di ricordare le sigle dei cartoni animati che guardavi da piccino, quando, ti sembra, non avevi tutti questi problemi.
Auguri vecchio mio.
Milano, zeitgeist.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie caro,
ps: l'infame di azzo non s'è mica fatto sentire,
ci vediamo a maggio, stavolta scendo io forse anticipo un pò anche perchè credo arrivi il cinghiale americano intorno alla metà del mese

Grazyana ha detto...

Milano fa lo stesso effetto a me, la conosco da quando ero piccola, eppure ogni volta mi stupisco per le stesse cose, mi chiedo se mi stupirei lo stesso ci abitassi.

Anonimo ha detto...

ma allora sei un eroe.
Senti a me Milano non piace soprattutto perchè evoca un periodo di 10 mesi, ormai persi nella notte dei tempi, trascorsi in una caserma in piazza Firenze (ironia della sorte).

HG

Accakappa ha detto...

esiste qualcuno a cui milano piaccia incondizionatamente? (mannaggia che parole lunghe)