venerdì, luglio 20, 2007

Una fottutissima visione

Si comincia con la roba da bimbi, poi arriva la fase dello stupore per le possibilità espressive, dopo si diventa collezionisti ad oltranza, e alla fine inizia la fase della potatura. Inizi a tagliare gli acquisti inutili (che me ne faccio di Dampyr?) o dannosi (gli Ultimate X-men mi fanno schifo) o semplicemente brutti (quando finisce Strangers in Paradise?...). Inizi a concentrarti, ad affinare i tuoi gusti, leggi le recensioni di altri letteri, chiedi a chi ne sa più di te, ti informi, sfogli le preview...
Di solito è a questo punto che scopri le graphic novel.
Io penso che il primo fumetto "serio" che ho letto sia stato Maus di Spiegelman, e ci sarebbero tante e tali cose da dire su questo lavoro che mi sembra stupido anche solo cominciare, e allora dirò solo che è un libro bellissimo, e punto, e chi non l'ha letto lo deve leggere, anche se non legge fumetti, perchè questo è un prodotto di letteratura alta, se la distinzione tra alto e basso ha ancora senso, e che parla del rapporto tra Art, l'autore, e suo padre Vladek, ebreo sopravvissuto ad Auschwitz, e il rapporto tra le storie e la Storia, e tra ebrei e tedeschi e polacchi e...Spigelman c'ha vinto il Pulitzer, qualcosa vorrà dire.
Ma davvero, ha senso fare distinzioni tra opere di alto livello intellettuale e puri prodotti commerciali, cioè alto e basso? O non si rischia di discriminare utilizzando come strumento solo il veicolo e non il veicolato? Voglio dire, se c'è un Alberto Arbasino (o chiunque per lui, tipo Achille Bonito Oliva o Claudio G. Fava) che dice che qualunque fumetto, in quanto tale, è merda, non rischiamo di perdere alte opere dell'ingegno come Maus? E viceversa, ha senso pensare che Brad Barron o i film di Vanzina abbiano diritto allo status di veicolo culturale perchè comunque opera dell'ingegno umano? Io non lo so. Ma questa è Educazione Sentimentale, non un dibattito, quindi finisce qui (no, il dibattito no!)
Però...se devo pensare a un fumetto che supera i limiti intrinseci del mezzo e, quello si, assurge a opera letteraria, mi viene subito da pensare a Blankets, il romanzo di formazione di Craig Thompson (l'ho visto Thompson a Lucca: è magrolino, timidissimo, un po' spaesato) ma soprattutto al bellissimo Hicksville di Dylan Horrocks (Makkox, Scott, Madmac e amanti del fumetto tutti: questo va letto), o "del fumetto come avrebbe dovuto essere".
In Italia, dice Freak Antoni, non c'è gusto ad essere inteligenti. E mi piglia il magone a vedere quanto viene pubblicizzata ogni merdata prodotta dal terribile (davvero, davvero terribile) Manara, tipo quell'orrore di "libro" scritto da (diommio) Valentino Rossi, o la perversa ostinazione di cercare e pubblicare qualunque lavoro inedito di Pazienza, foss'anche uno scarabocchio fatto mentre telefonava (che, porca miseria, lui sì era un genio, e tanto, ma che senso ha pubblicare cose che lui stesso ha giudicato brutte e inutili, e che se fosse vivo piuttosto che vederle in libreria prenderebbe a calci il grasso culone di Mollica) (o forse no).
E mi prende il magone, dicevo, a vedere che nessuno si caga più il più grande di tutti gli italiani, quel Magnus Pinctor che era Roberto Raviola, e che ha disegnato e pubblicato una mole tale di lavoro da coprire e sommergere e soffocare fino alla morte Manara, Rossi e tutti i loro colpevoli lettori.
Ma se Hicksville esiste, ci saranno ancora tante storie da raccontare, e anche se oggi il mondo è più povero e triste perchè non ci saranno più nuove storie di McKay, Eisner, Kirby, Tezuka, Breccia, Jacobs, Hergè, Bonvi...perlomeno non è così povero e triste come sarebbe se non ci fossero stati.
E io voglio che Hicksville esista.

PS: in realtà oggi volevo fare l'ultima puntata di Educazione Sentimentale, e volevo parlare degli webcomics, ma mi sono accorto che mancava una parte fondamentale della mia educazione e così rimedio. Però non posso fare a meno di segnalare un (capo)lavoro di quel cagnaccio bovino che è Marco, e invito tuttissimi a leggerlo qui, visto che è l'ideale ponte di collegamento tra la puntata di oggi (gli autori che sanno molcerti il cuore) e la prossima (appunto, gli web).

5 commenti:

makkox ha detto...

Via la maschera da cazzaro di terza liceo e diventiamo noiosi.

Devo ringraziarti più emotivamente che formalmente, dato che l'avermi dedicato quelle parole nel post mi ha toccato più il cuore che l'ego.

Non ho letto Hicksville, ma lo farò perchè:
1) Hai detto una serie di cose talmente sacrosante e non banali sul fumetto, che mi conferma quanto tu sia sensibile alla qualità. Quindi, se dici che va letto: va letto.
2) Ho girato un pò il web partendo dal tuo link, e già la mano del tizio mi piace assai.
3) Voglio vedere che gap c'è tra me e lui. Non mi vergogno di dire che mi misuro con tutti... (risulta SEMPRE deprimente, ma per motivi opposti).

Il fumetto in Italia sta ribollendo un pò. Salgono a galla le prime avvisaglie di nuovo.
Anche noi (imbrattapixel) del web possiamo mettere il nostro mattoncino, a costo di osare un pò di più (secondo me).

Concludo con una mia valutazione in merito al fumetto nostrano più nuovo e promettente: alcune cose sono belle e stilisticamente pregevoli, ma manca il cuore, la verità delle cose vissute, gli scenari che REALMENTE conosciamo.
Vedo troppa roba buona che però parla di un detective di New York, che indaga a Brisbane su di una gang di rappers mutanti jamaicani.
Un bagaglio di vita vissuta.

(Non parlo di esigenza di realismo. Ranxerox era ambientato a Roma... per dire.)

Mak

PS
Leggo pochi fumetti, quindi prendete quanto sopra con le molle... hem... magari questa era la prima cosa da dire ;-)

madmac ha detto...

va letto e infatti l'ho letto, e anche Blankets e Spiegelman :)
io, visto che lo faccio ogni volta che posso, consiglio pure Daniel Clowes.

alessandro ha detto...

Letto, letto...
Ed è effettivamente bellissimo, un atto d'amore verso il fumetto tutto.

Già che ci siamo, Fun Home, pubblicato da poco da Rizzoli.

a.

ps: non condivido il massacro del povero Brad Barron. E' vero, non p stata una serie riuscita al 100% e ha avuto il difetto di essere troppo fredda e formale nella scrittura delle storie e poco "di cuore". Però se la prendiamo a paragone come male assoluto, di Brendon che ne facciamo? ;-)

Accakappa ha detto...

@ mak: amico mio (posso allargarmi così?) i complimenti - è inevitabile - si fanno a chi li merita. Tu, li merita.
Ma davvero la senti anche tu quest'aria frzzantina che circonda il fumetto? Sta davvero succedendo (o per succedere) qualcosa anche affi se li è andati secondo te? E' un gran medium, il fumetto, e soprattutto è vivo, continua a crescere, ed è giovane, porca di quella, è giovane!

@ madmac: ho appena letto ICE HAVEN. Terrificante bellezza.

@ ale: 'spetta che prendo carta e penna...mmm...fun home, ok...segnato.
Quanto a BB è vero, hai ragione, ma...aspetta và, che vengo a risponderti sul tuo blog (gli interessati mi seguano!).

Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

strangers in paradise a me piace molto. cos'ha che non vi piace?