martedì, luglio 31, 2007

C'era una volta uno che voleva fare il regista di films

Pare che ieri sia morto un famoso regista, e oggi un altro.
Pare che entrambi fossero autori di alto livello, esponenti di quella alto-borghesia che è stata il centro e il fulcro della storia europea dello scorso secolo.
Pare che fossero tra i maggiori autori di quella forma d'arte - il cinema - che ha caratterizzato e interamente pervaso lo scorso secolo.
Pare che fossero artisti evoluti, introspettivi, riflessivi, colti, di alto respiro.
Pare che Woody Allen abbia pianto tutta la notte alla notizia della morte di Bergman. Chissà che farà stanotte.
Pare che in realtà tutti pensino che lo svedese sia il marito di Ingrid Bergman (e lo immaginano con la faccia di Bogart), mentre alla notizia della morte di Antonioni molti italiani abbiano detto "poveretto, così giovane, giocava anche bene a pallone".
...
Ma poi Bergman, voglio dire.
Immaginiamo per un attimo che la Svezia esista davvero, e che non sia un paese di fantasia (tipo Paperopoli o Gallipoli, per intenderci). Secondo voi, è davvero possibile che uno "svedese" si metta a fare il regista? Non è più logico e plausibile che faccia, chessò, il container (da bambino sognavo che, una volta grande, sarei diventato un container ha affermato, con tono malinconico, il noto regista in una intervista concessa nel 1974 alla rivista "svedese" Fiord Upstrum). E nel caso poi davvero questo fantomatico "svedese" si decidesse a lavorare nel cinema, perchè mai dovrebbe fare film? Eh? Qui nessuno me lo sa dire.
Io film di Bergman ne ho visto uno solo, a scuola, chiesi al professore di farci vedere il Settimo Sigillo invece di interrogare, e alla fine dovetti proteggermi dai compagni che cercavano di uccidermi a colpi di sonno per aver rubato loro due ore di vita. Ma quella era un'epoca lontana e di certo più innocente.
Di Antonioni invece non ho mai visto niente, tranne tutti i suoi film, ma dormivo ogni volta, quindi non so se vale. Mi ricordo però un cortometraggio bellissimo del '67, visto per caso in televisione (Raitre) un pomeriggio di inizio anni novanta perchè non avevo voglia di studiare, si intitolava La Cotta, ed era stupendo. Solo che era di Ermanno Olmi, ma c'era talmente tanta nebbia che sembrava di Antonioni.

6 commenti:

Roberto ha detto...

Non tutto ciò che pare poco fruibile, è da sottovalutare.
Su Bergman non posso dire niente (vedi commento su velapoma) ma su Antonioni ti dico solo che se potessi portarmi "sull'isola deserta" due o tre sequenze, di due o tre suoi film, avrei tutto ciò che nel cinema amo. Per sempre.
Non sottovalutare la potenza dell'apparente calma piatta!
P.s. stamani la prima persona a cui ho detto che Antonioni era morto mi ha risposto:
- No guarda, a me del calcio non me ne frega nulla!.

Ignorante e menefreghista anche di calcio. Che colpo ragazzi!
R

scott_ronson ha detto...

Dall'alto del mio trono di Ignoranza&RockAndRoll, confesso che di Antonioni tutto quello che conosco è una sequenza in cui gli Yardbirds (con il giovine Giovannino Pagina, per altro) suonano una specie di cover di Train Kept 'Arollin.
Tutto qui.
a.

Carmelo666 ha detto...

Non c'entra niente con Antonioni, che non ho mai visto un film (ieri credevo che fosse morto quello della fiorentina, a causa del dopping, perchè quelli che giocavano con lui sono morti quasi tutti). Comunque li guarderò. Volevo solo augurare buone vacanze a tutti. ciao, ciao. Carmelo

Bloggointestinale ha detto...

c'è un sacco di registi in giro con le mani sul pacco, vederli così, sembra che il cinema sia solo scaramanzia, tutto un trucco farlocco

Mario Monicelli ha detto...

Vi seppellirò tutti!!!

AHAHAHAH!!!!!

Accakappa ha detto...

siete dei grandi, tutti. Ma soprattutto mario.