martedì, luglio 24, 2007

Medicina Ottusa - La donazione degli organi

Il buon Davide colpisce ancora, e oggi si firma pure col titolo accademico perchè, attenzione, oggi si è cinto il capo con il lauro ed è divenuto un laureato. E pensare che ieri eri piccino così, e oggi sei dottore, sniff...
Beh, congratulazioni!

DESCLAIMER Qui si parla di medicina e di argomenti anche alla larga collegati con questa. I fatti e ogni cosa riportata sono solo LA MIA PERSONALE OPINIONE, per quello che vale. Non sono ancora un medico (mi manca ancora un esame alla laurea) quindi NON VOGLIO e NON POSSO in nessun caso sostituirmi al vostro medico di fiducia che, dopo avervi visitato ed ascoltato, è l'unico a poter proporvi una diagnosi e con essa una cura. Gli argomenti qui riportati a scanso di ogni equivoco, hanno solo la finalità di condividere opionioni, ragionamenti e pensieri personali che possono anche non essere giusti o rispondenti al vero.

Cari 4 lettori, questo numero di medicina ottusa riguarda il trapianto di organi e la morte cerebrale.
Trattandosi di un tema delicato dico subito che NON intendo in questa sede prendere una posizione a favore o contro (io ho la mia, ciascuno di voi si crei la propria). Il mio scopo, qui, è un altro... semplicemente informare con onestà, e, a Dio piacendo, visto che sono dottore in medicina anche con un pò di competenza. A favore? Contro? Ognuno ha la sua idea, non intendo convincere nessuno, nè in una direzione nè verso l'altra, ma fornire oneste informazioni per aiutare a fare un pò di chiarezza. Intanto il trapianto: può essere fatto con donatore vivente o donatore cadavere. Il trapianto con donatore vivente è possibile chiaramente solo per organi tipo il rene, il polmone, o per porzioni di fegato. In Italia legalmente il trapianto di organi tra viventi è consentito solo tra famigliari, questo per evitare il rischio della vendita di organi. Su questo punto non ci sono grandi dubbi, se le due persone sono compatibili, appurata la loro volontà, appurato che non vi siano controindicazioni assolute al trapianto e/o all'espianto si procede. Sono in ogni caso controindicazioni assolute (cioè il trapianto non si può fare) per esempio la presenza di tumori (neoplasie maligne sia nel donatore che nel ricevente), di alcoolismo, di alcune malattie virali non trattate, alcune patologie psichiatriche, la tendenza al suicidio, ecc... Per quanto riguarda il prelievo da cadavere... Sembra banale ma per prima cosa bisogna definire cos'è un cadavere o, detto in altre parole quando uno è morto o quando è vivo. Mi rendo conto che questa distinzione potrebbe sembrare apparentemente facile ma vi garantisco che non è così. Usualmente si è sempre fatta corrispondere la morte con la cessazione delle funzioni di un "tripode" cuore, cervello, polmoni, ed in effetti non vi è dubbio che la cessazione dell'attività cardiaca causi la cessazione del respiro e, in pochi minuti a anche delle funzioni cerebrali. Nel giro di poche ore compaiono i cosiddetti segni negativi della morte (rigor, ipostasi ecc...), questo, non ci sono dubbi è morto. Tuttavia va constatato che in seguito all'arresto circolatorio il sangue si coagula e gli organi vanno molto rapidamente incontro a fenomeni di deterioramento e autolisi, il che renderebbe molto più difficoltoso l'attecchimento del trapianto e comprometterebbe la funzionalità dell'organo da trapiantare. Il cuore è praticamente inutilizzabile dopo 20 minuti in queste condizioni, i reni hanno una resistenza a queste condizioni (al danno ipossico-ischemico) leggermente maggiore, ma considerata la loro ampia vascolarizzazione i coaguli li rovinerebbero comunque molto presto. Capite che con queste tempistiche nell'ordine di “minuti” sarebbe praticamente impossibile organizzare espianto e trapianto. Per rendere possibili in misura significativa i trapianti si è introdotto legalmente un altro concetto che è quello di morte cerebrale, ossia la morte che interviene con la cessazione irreversibile dell'attività dell'intero cervello (non solo della corteccia cerebrale). E' necessario precisare tuttavia che, quando una persona è in "morte cerebrale" il suo cuore batte spontaneamente (dato che il battito cardiaco non dipende direttamente dall'integrità del cervello), ma non respira spontaneamente (sono compromessi i centri nervosi del respiro a livello del bulbo encefalico). La morte cerebrale in Italia viene rilevata secondo le procedure stabilite da una apposita commissione medica composta da un medico legale (o da un medico di direzione sanitaria) da un anestesista e da un anatomo patologo. (i membri della commissione possono avere anche specialità differenti di fatto, l'importante è che vi sia accordo unanime nel dichiarare sopravvenuta la morte cerebrale, il medico legale o il medico di direzione sanitaria hanno in questo senso lo scopo di garantire la regolarità formale delle procedure di accertamento della morte cerebrale). La questione alla fine ruota attorno a questo... quando si è morti? Si muore con la cessazione del battito cardiaco o con la cessazione irreversibile delle funzioni cerebrali? Quindi sono "morto" anche se il mio cuore batte ancora? Ripeto NON voglio influenzare in un senso o nell'altro, Solo una riflessione. Quando gli organi vengono espiantati il cuore batte ancora, la persona è calda, urina, e, prima dell'espianto gli viene praticata l'anestesia...questo significa che comunque è morta? Secondo alcuni si, secondo altri no. Quello che non sopporto, personalmente, è la gestione “italiota” della cosa. Ricordo che qualche anno fa arrivava a casa il messo comunale con un biglietto, assieme alla cartella elettorale, con scritto sopra “una scelta consapevole”. Ah si? Consapevole di cosa? La maggior parte delle persone con cui parlo non ha idea del concetto di “morte cerebrale” o del termine, molto brutto, usato nella routine sanitaria di “cadavere a cuore battente”. Molti pensano che gli organi vengano prelevati quando il cuore è fermo. NO, non è così, anzi il cuore batte, e come il capitano è l'ultimo ad abbandonare la nave. Così il cuore è l'ultimo ad essere espiantato e, deve essere fermato con un sale di potassio, prima di essere tolto, perchè continua a battere. Ricordo che quell'anno ero presidente del seggio 15 del mio comune, e la gente veniva a portarci in seggio la tessera della donazione degli organi. Nessuno sapeva cosa farne. E' questo il modo di gestire una cosa così importante e delicata? Se ci fosse un po' più di ordine e rigore, in modo da ispirare un po' di serietà e fiducia non sarebbe forse possibile che qualcuno in più decida di donare gli organi, dopo aver capito effettivamente come stanno le cose? Ecco tre link, uno che sostiene un certo modo di intendere la morte ed un altro quello diametralmente opposto ed infine il testo della legge 2 DICEMBRE 1993, n. 578 (GU del 8-1-1994, n. 5) che regola l'accertamento della morte cerebrale.

Aido

Lega Nazionale Contro la predazione degli organi a cuore battente

Cosa dice la legge (file pdf)

Informatevi, sempre, su ogni cosa, in modo che vagliate le falsità di ognuno, comprese le mie, possiate crearvi un idea autentica di come stanno le cose.

Che la salute vi perseguiti

dott. Davide Vaccarin
http://davidevaccarin.blogspot.com

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Veramente molto interessante...chiaro, dettagliato, sensibile a 360 gradi...grazie!

Davide ha detto...

Grazie signor AkkaCappa... lo scrivo ogni volta diverso :) un abbraccio Davide

Davide ha detto...

Ehi :) dobbiamo cambiare il disclaimer :) non mi manca più un esame alla laurea :)