mercoledì, luglio 25, 2007

'a smorfia

Dice Aleister Crowley che tutto è un simbolo di qualcosa, pure i simboli.
Tempo fa mi è capitato di sapere che è stato in Italia a marzo il professor Douglas Hofstadter, e che ha parlato durante il festival della matematica di Roma della concezione dei numeri da parte dei matematici (ecco qui la trascrizione).
Che mi frega?
E invece è da qualche tempo che mi frulla in testa l'idea di un post semi-serio (non nel senso che fa ridere a metà, ma nel senso che non va preso troppo sul serio) sulla numerologia "magica".
Voglio dire, ci sono dei numeri che hanno significati particolarmente profondi, non per delle intrinseche proprietà, ma per l'impatto che generano sulla cultura umana, basti pensare al pi greco, che, dal punto di vista puramente scientista è un numero come gli altri, ma quanto ci affascina in realtà? Vi sospettiamo una natura segreta che ci permetta di accedere alla conoscenza intima del mondo, lo scoprirono gli egizi e i greci lo fissavano attoniti, chissà cosa nasconde, pensava Pitagora.
Ad esempio, lo stesso Pitagora pensava che il numero 10 fosse la base del mondo, perchè con dieci elementi si può costruire un tetractys, un triangolo equilatero (e guarda caso si tratta del triangolo tradizionalmente associato a Dio). Non solo: in questa figura i lati sono tre, ciascuno composto da quattro punti, e 3X4=12, e dodici sono le tribù di Israele, gli apostoli, i segni dello zodiaco, le lune in un anno, gli spigoli di un cubo...sempre rimanendo nel campo dei numeri interi positivi, il 5 è il numero che rappresenta l'uomo nella sua natura terrestre e creativa: lo pensava anche Leonardo, come si intuisce nel suo uomo vitruviano; le dita delle mani sono cinque, tanto per cominciare, e cinque sono le linee del pentagramma. Come si sa, 3 è il numero del divino, e 4 quello della natura ciclica (le stagioni). E allora, se lo 0 è il caos primigeno, il vuoto dal quale tutto si origina, l'1 è il primo pensiero, 2 la materia grezza e il 3 tutto divino che li rappresenta uniti.
Torniamo a terra. D'altronde, anche Umberto Eco ne Il Pendolo di Foucault dimostra che un complottista, se vuole, può dimostrare qualsiasi cosa con i numeri, e i numeri altro non sono che numeri e se il cinque ci impressiona è perchè abbiamo cinque dita per mano, ne avessimo sei saremmo impressionati dal sei, e così via. Il fatto è che siamo un po' allo sperso, e abbiamo un bisogno quasi disperato di significato, e gli gnostici lo sapevano che più un segreto viene tenuto nascosto, più lo si sospetta importante, e allora pensare che tutto sia un simbolo di qualcosa ci fa credere che esista un grande significato nascosto del mondo, quando invece è tutto molto più semplice. Le stagioni non sono quattro, è utile pensarlo, ma in realtà le stagioni non esistono, esiste un ciclo legato al movimento del pianeta intorno al sole e all'irraggiamento luminoso, e la primavera è una convenzione (non che questo la renda meno bella).
Mannaggai, ho mandato a ramengo tutto il discorso iniziale, ma ormai è tardi per riscrivere tutto da capo...però voglio, prima di concludere, parlare di tre numeri interessanti (no meglio: precipui).
Il numero e (circa 2,71828182846...) è il numero di Nepero, ed è bello perchè, come dire...
eip + 1 = 0
(quella p è il p greco, mentre la i è la radice quadrata di -1).
Il secondo è il celebre phi, numero irrazionale anch'esso, che compare praticamente ovunque in natura, dalla disposizione dei semi nel girasole alla forma della conchiglia dei molluschi fino alla musica.
Infine, il numero 23.
Che, come tutti gli Invisibili sanno, xxxxxxxxxxxxxxxxx.

4 commenti:

Daniel ha detto...

Ho letto un trattato sulla sezione aurea e ho trovato l'argomento particolarmente. Come Eco anche Livio smonta la supposizione che la questo particolare rapporto ovunque. Lo si trova, come saggiamente dici, in natura ma è difficile stabilire se fosse stato usato nella costruzione dei grandi monumenti dell'antichità. E' molto scettico a riguardo.
Se l'argomento ti è interessato e ti interessa tutt'ora ti lascio dare un'occhiata a quella specie di recensione che ho scritto. Ti presterei il libro, ma l'ho prestato a un mio compagno...

Anonimo ha detto...

5 è il numero perfetto.

Heike ha detto...

e se lo dice igort, chi può contraddirlo? ;-)

Artemisia ha detto...

"precipui"!
Accakappa, io non so se sono ancora in grado di seguire il tuo blog...