lunedì, luglio 16, 2007

L'insipienza ti forma il carattere

Neanche il tempo di grattarmi il naso (è un tic) e già sono le cinque e venti, devo scrivere il post di oggi, che ho anche un buon argomento, mi chiama il capo che dobbiamo scrivere una mail, la scriviamo e la si manda, torno alla postazione da blogger e subito mi richiama chiedendomi dovè l'archivio della vecchia posta inviata, vado di là e gli faccio vedere che è lì, in una cartella chiamata archivio vecchia posta inviata, poi torno giusto in tempo per inserire il banner del WaveCamp, lì a destra, lo vedete? nel posto d'onore, io mi sa tanto che ci vado, è all'interno di Italia Wave, un festival di musica che fino alle 21 si entra gratis, e c'è della grande, grande musica (vabè, anche Carmen Consoli), e giovedi ci sarebbe Mika, ma non ci vado 'che ho impegni lievemente più pressanti (chi mi conosce personalmente può immaginare, gli altri ciccia), ma poi sabato e domenica c'è anche il 24hic, che dei fumettari famosi e no stanno lì per 24 ore di fila e devono scrivere e disegnare da soli un fumetto di 24 pagine altrimenti li picchiano, ma soprattutto c'è un sacco di musica aggratis (se arrivi prima delle 21, ripeto). Insomma, da domani fino a domenica io qualche volta ci sarò, e ho intenzione di partecipare (in maniera assolutamente silenziosa) al WaveCamp, che è la prima volta che vado ad un Barcamp e non so cosa si deve fare (per chi non lo sa, il Barcamp è una riunione informale/formale di blogger, che si ritrovano per confrontarsi e scambiare esperienze). Chi ci viene di voi?
Mannaggia, l'argomento di oggi...oggi volevo parlare di un mio amico, che non lo vedo praticamente mai, che sabato sera era con me ed Elle, che non ha un blog ma che se lo avesse sarebbe in cima a Blogbabel, e che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ormai non c'ho tempo, il capo non capisce perchè non riesce a scrivere su una pagina web come se fosse un documento Word, devo andare a spiegarglielo, ma domani, domani ne parlo, domani sei sul Blog Ottuso, amico mio, buon vecchio L'Husky.

venerdì, luglio 13, 2007

All'ombra di una tenebra insopprimibile perchè nefasta, e viceversa

Nel sonno, tu sogni.
E nel sogno, sei felice.
Felice perchè sei libero di essere ciò che vuoi, senza che nessuno ti dica fai questo o quello.
Felice perchè qualcuno ti ama senza condizioni, senza se e senza ma, ti ama per quello che sei, per quello che sei capace di donare.
Felice perchè hai trovato la tua dimensione nel mondo, il tuo posto, sei stato in grado di disegnare la mappa del tuo dstino, e ti muovi seguendo quella mappa, seguendo le tue ambizioni, il tuo istinto, i tuoi desideri.
Sei felice, perchè non devi più prostiture la tua creatività, non devi più umiliarti ed accettare compromessi che come artista ti ripugnano e non riconosci, non sei più costretto a vendere il tuo talento al primo offerente.
Sei felice, si, per la prima volta da molti anni sei felice, il mondo ti accoglie per quello che sei, vieni accolto e riconosciuto come figlio, ti vogliamo bene, benvenuto tra noi, abbiamo bisogno di te, ci sei mancato, dove sei stato in tutti questi anni, sei una benedizione del cielo, ti vogliamo bene, ti vogliamo bene.
E con questa sensazione di gioia nel cuore che ti svegli, ti eri appisolato sulla sdraio sulla spiaggia di Milano Marittina, attorno a te il volgare e chiassoso vociare della folla. Un'ondata di tristezza abissale ti sommerge, perchè quell'immensa gioia, la sensazione di essere amato, era solo un'altra illusione, in questo mondo di specchi e finzioni che ci (ti) circonda. Solo un'illusione.
Ti metti gli occhiali da sole, per mascherare le lacrime che stanno sgorgando.
Ti volti verso la tua unica compagnia, la zucca che da tanti anni ti accompagna, e mai come oggi ti è sembrata un inutile e freddo ortaggio, lì, mentre si ripara dal sole sotto l'ombrellone.
Senti di odiarla, quasi.
Forse hai sbagliato, hai sbagliato a pensare che una giornata al mare potesse renderti un po' più felice. Come hai sbagliato ad invitare i tuoi vicini, Carlo ed Alice, pensando che un po' di compagnia ti avrebbe aiutato. Non serve la compagnia. Non serve distrarsi. Niente può servire.
Ma basta adesso, facciamoci una bella foto tutti insieme via, anche la zucca!
Indossa di nuovo la maschera, fingi di essere felice, sorridi, anche se dentro stai morendo.
Perchè, davvero, anche se non sembra, Giorgio non è felice.
Sorridete...CLICK!

giovedì, luglio 12, 2007

Lo spirito del tempo

...e tanto non c'è nulla da fare. Da bambino ero cresciuto nel mito del Bernabeu, avevo 5 anni quando Zoff alzava la Coppa (con la C maiuscola), non l'ho vista quella partita, e non capivo una mazza di tutte quelle storie, mi ricordo che ero fuori in cortile a giocare coi cugini e ad un certo punto i miei fratelli escono di casa urlando di gioia, forse era la finale, o le semifinali, o i quarti, o la partita col Brasile, boh.
E poi vent'anni di passione (nel senso evangelico del termine, cioè sofferenza), tifoso della Viola (e quando mai si vince qualcosa, grazie Vittorio) e della nazionale, talvolta secondi, a volte terzi, ma spesso più indietro. Platini, Caniggia, i tedeschi, i brasiliani nel caldo degli USA, il maledetto Henry, poi la Corea...ma mai indietro, sempre attento, sempre viste tutte, le partite dei mondiali, mi ricordo nel '98 le guardai tutte, grazie al videoregistratore, tutte quante le partite del mondiale - e il calcio manco mi piace tanto, ma il mondiale è il mondiale, per chi è cresciuto nel mito del Bernabeu.
Eppure...eppure a me quello che è successo l'anno scorso mi ha lasciato freddino. Io non sono andato in strada a festeggiare, non ho esultato dopo il fischio finale, sono rimasto lì, sul divano, piuttosto interdetto.
Sarà stato lo scandalo del campionato?
O forse l'entusiasmo scalmanato e piuttosto finto - quasi imbarazzante - che segue dopo ogni partita della nazionale che nn finisca in sconfitta?
O forse è una consapevolezza terribile, che alla fine siamo tutti quanti ad aspettare una vittoria della nazionale - anche nel girone di qualificazione - per trovare un motivo che ci renda felici, anche se felici non siamo, la possibilità di poter scenere per strada a festeggiare (festeggiare cosa?) 'che non abbiamo mai motivo - un motivo vero - per poter gioire...nell'82 forse era un evento, una festa inattesa, qui si trattiene il fiato per quattro anni poi quando l'Italia batte la Svizzera (faccio per dire) 1-0 nel primo turno si scende tutti giù a suonare i clacson, con quele bandiere che puzzano di naftalina...non so, l'anno scorso non sono riuscito ad uscire, forse perchè per la prima volta da anni le partite non le ho viste a casa del Mars, ma casa mia, senza gli amici...
O forse mi stanno antipatici da morire Totti e Materazzi e Gattuso e quel cazzo di capitano che è Cannavaro che c'ha più tatuaggi lui di Jena Plissken, quanto è tamarro porca miseria, e tutta la banda a seguire, questo bel mondo di miliardari che mi deve rappresentare all'estero, quanto non mi piace più il calcio, quanto non mi piace più l'Italia.
O forse è la volgarizzazione di quel mito, le pagine ingiallite della Gazzetta dello Sport dell'82 conservate in soffitta che si trasformano, 24 anni dopo, nell'odioso po-po-po-po-poooo-po che ho dovuto sentire cantato da chiunque dovunque per mesi, e la memoria, ahimè quanto è vero, depura e pulisce i ricordi, e li rende essenziali.
O forse, forse, per me l'amore per il calcio in realtà è terminato nel migliore dei modi, nella gioia che nasce dalla sofferenza, in quella semifinale degli europei 2000 persa in partenza ma poi vinta, giocata in 10 contro i padroni di casa, con due rigori contro, arbitraggio a senso unico, e Toldo, Francesco Toldo che parava tutto, vecchio Toldone. Quella sera ho gioito per il calcio, e ricordo che in quella cantinetta, a casa di Luke, alla fine ci abbracciavamo tutti, felici di essere amici e di condividere, insieme, un sentimento grande.

mercoledì, luglio 11, 2007

Medicina Ottusa - Smart Drugs

Ritorna in pompa magna il prossimo (quasi ci siamo) neo-dottore Davide Vaccarin e la Medicina Ottusa, e oggi ci parla di...non sono sicuro di aver capito l'argomento del post, ma lo pubblico lo stesso (e questo dimostra come sul Blog Ottuso la censura non si sa dove stia di casa! Partecipate anche voi, scrivete e vi sarà pubblicato!).
Scusa Davide, me ne vado subito...

DESCLAIMER Qui si parla di medicina e di argomenti anche alla larga collegati con questa. I fatti e ogni cosa riportata sono solo LA MIA PERSONALE OPINIONE, per quello che vale. Non sono ancora un medico (mi manca ancora un esame alla laurea) quindi NON VOGLIO e NON POSSO in nessun caso sostituirmi al vostro medico di fiducia che, dopo avervi visitato ed ascoltato, è l'unico a poter proporvi una diagnosi e con essa una cura. Gli argomenti qui riportati a scanso di ogni equivoco, hanno solo la finalità di condividere opionioni, ragionamenti e pensieri personali che possono anche non essere giusti o rispondenti al vero.

Alcuni vedono in questa foto solo un comune fungo che in autunno si trova nei nostri boschi, altri una pericolosa ed insidiosa droga "furba"... Le chiamano droghe "furbe", furbe nel senso che difficilmente sono rintracciabili con gli ordinari controlli e, in certi casi non si dispone di test rapidi ed economici per la loro individuazione. Ce ne sono per tutti i gusti, stimolanti, eccitanti, calmanti, allucinogeni... sono quasi tutte erbe, piante, cactus, funghi che si trovano in natura. La maggior parte è LEGALMENTE ORDINABILE via internet da un qualsiasi coffeshop olandese. Io non voglio discutere su ciò che è legale o illegale, quello lo sanno senz'altro meglio di me gli avvocati, i magistrati ecc.. Neppure su cosa è giusto e cosa non lo è, in quanto ciascuno col metro del proprio cuore e della propria coscienza deve trovare la sua strada, crearsi i suoi valori e comprendere ciò che è giusto, lecito, e utile per vivere meglio. La riflessione che vi propongo è questa: la società, o meglio una parte bigotta della società, censura, biasima l'uso di dette sostanze, basta pensare per esempio la demonizzazione riguardo all'uso della cannabis, ma NON demonizza per niente la condizione innaturale e talvolta inumana in cui siamo costretti a vivere. NON demonizza il clima di competizione sfrenata ed assoluta che regna in molti ambienti di lavoro, ospedali, università... NON demonizza come per pagare un affitto una persona debba fare due lavori.. o ancora per pagare una casa che, specie al nord ha prezzi da capogiro... NON demonizza la mancanza di spazi verdi nelle città, NON demonizza allo stesso modo il traffico, il rumore, lo stress... Si critica l'assunzione di sostanze che "alleviano" (seppur con effetti collaterali) il "malessere di vivere" che palpabile si percepisce nella nostra società dei consumi, ma MAI si discute cosa sta alla base di questo malessere, quali sono le sue origini. In televisione sento ogni giorno parlare di questo cazzo di PIL che in una politica priapistico-economica o è continuamente in erezione, scusate intendevo dire rialzo, o altrimenti le cose vanno male. MA siamo sicuri che il benessere di una nazione, la sua civiltà si misuri dal pil? "Il pil è al 2%...questa settimana tot persone sono morte ammazzate". Quale dei due dati esprime la tendenza di come stanno andando le cose? Rispetto a questo malessere si può dire che sia il sintomo di una situazione che probabilmente NON va, come una spia che lampeggia sul cruscotto della macchina, e che queste ed altre droghe (che tutti più o meno usiamo, come il consumismo per esempio) servano a farci ignorare, seppure per poco, questa spia che lampeggia. Un pò come se ci fosse poco olio sulla macchina, la spia lampeggia, e noi invece di aggiungere olio dove manca svitassimo la lampadina della spia o non la guardassimo per NON SAPERE che il problema esiste. Vorrei avere una risposta ma la verità è che io, come tanti altri ne sono alla ricerca, e sono convinto che non esiste una sola risposta a questo malessere, ma tante singole risposte, quante sono le persone. Qui sotto trovate un interessante libretto, secondo me fatto bene e gratis, che vi parla di queste "Smart drug"; http://www.iss.it/binary/ofad/cont/smart%20completo.1162288091.pdf Non sto a descriverle una per una perchè sarebbe noioso e non farei altro che copiare quello che c'è scritto. Alcune sono usate in terapia da migliaia di anni, per esempio l'efedra che i cinesi usavano almeno un migliaio di anni prima di Cristo per curare l'asma. Per non parlare poi delle documentate virtù terapeutiche della cannabis (terapia del vomito incoercibile in corso di chemioterapia, oppure terapia della spasticità nella sclerosi multipla per dirne due), che però sfiga non è brevettabile e non costa niente. Si, ok, ma gli effetti collaterali? La dipendenza? Se si prende una scatola di paracetamolo intera probabilmente resta poco da fare per salvare la persona, eppure si vende senza ricetta. Tutto ha effetti collaterali tranne l'amore, ciò che fa la differenza tra ciò che fa male e ciò che fa bene è l'uso che se ne fa. Peccato che i politici che su questo legiferano non sanno nemmeno di cosa sto parlando.
Che la salute vi perseguiti.

Davide Vaccarin - http://davidevaccarin.blogspot.com

martedì, luglio 10, 2007

Ciaooo, mi chiamooo....

Le vedi le nuove generazioni, appoggiate agli stipiti delle porte.
Ora sono felice di avere trent'anni, che alle occasioni sociali di un certo livello posso indossare la giacca e la cravatta, invece di dovermi andare a comprare una maglietta (rosa) con scritto sopra DE PUTA MADRE.
Stanno lì, e si atteggiano.
Noi non siamo mai stati celebri per la sobria eleganza, avevamo jeans strappati e magliette con sopra l'effige di investigatori dell'incubo o celebri rockstar defunte, e i capelli ce li pettinavamo con le miccette sempre accese.
Osservali, seduti sugli scooter, parcheggiati in piazza.
Avevamo le All-Star, e sulla guaina di gomma bianca in cima rimaneva sempre una macchia nera di olio di motore, quando infilavo il piede sul cavalletto, per parcheggiare.
Guardali, mentre camminano obliquamente, seguendo non so quali direttive.
Adesso ti fanno tenerezza, vero? con i pantaloni bracaloni, la cintura (rosa), la marca delle mutande bene in vista, la bava di lumaca usata per pettinarsi, io so cos'è la moda emo, perchè sono ggiovane e frequento i ggiovani, è quella cazzo di pettinatura che tiri i capelli tutti da una parte, ci passi sopra la lumaca e invece dall'altra parte li tieni cortissimi, tipo riporto insomma.
Ti fanno tenerezza, vero, con le minigonne ascellari e il glitter anche sulla punta del naso, le borse PINK BAG, quei cazzo di capelli cotonati che mi sembrano tutte delle piccole Sharon Zampetti.
Fanno simpatia, che adesso per rimarcare la propria individualità e straordinaria indipendenza si fanno i piercing, come la Titti, la Checca, la Sara, la Chiara, la Mara (che ce l'ha sulla lingua, 'sta zozza) e la Maiolica, ma il suo è brutto.
Ti fanno veramente simpatia, che per dimostrare che non hanno paura di infrangere le barriere si fanno il tatuaggio, un tribale, il segno zodiacale, una runa celtica o addirittura il bracciale, sai il tatuaggio che gira intorno all'avambraccio che ce l'ha pure la Canalis, mio riferimento concettuale, o Gattuso, lui è forte.
Ti fanno tenerezza, sorridi, poi finisce che accendi la televisione e guardi THE CLUB.
Lo specchio di un paese.
Per me è uno spettacolo ipnotico, non posso smettere di guardarlo, imploro l'arrivo della pubblicità che spezzi l'incantesimo, piango, soffro, chiamo aiuto, non posso smettere di vederlo.
Musica ad altissimo volume, di fronte alla telecamera un tizio dell'apparente età di quarant'anni ma con i brufoli, inguainato in una maglietta trasparente che lascia vedere i peli sul petto, fasciato da un paio di pantaloni di pelle nera. Sta ballando da solo in un angolo, davanti a un cartellone pubblicitario, e guarda fisso e serio in camera. Comincia il dialogo tra il suddetto e una odiosissima voce fuori campo.
Voce off: Nome!
Cerebroleso: (urlando, con voce cantilenante) Ciaooo, mi chiamo Mariooo, vengo da Rhoooo...
V.o.: Età!
C.: Diciannoveee...
V.o.: Single o fidanzato?
C.: (attimo di smarrimento: il concetto di duplicazione della scelta è arduo. Il giovane nella sua testa si chiede: ma non si possono avere tutt'e due?) eehhhh...maaaa...diciiiamoooo...che mi piaccion le ragazzeeee...
V.O.: Matrimonio o convivenza?
C.: eehhh...(i processi mentali raggiungono il punto di saturazione: il concetto di scelta è al di là dell'umana forza. Esausto, sceglie di non scegliere, seguendo i dettami di Hegel) si.
V.o.: Lancia un messaggio alle ragazze in ascolto.
C.: Ragazze, chiamatemi, perchè con me vi divertirete, DIVERTITEVI, DIVERTITEVI! L'IMPORTANTE NELLA VITA E' DIVERTIRSI!
E se lo dice lui.
Come concludere? Non so, ma non mi si venga a dire che sono un vecchio sfiduciato, che le nuove generazioni mi recano sconforto o disillusione. Il fatto è che il tempo è un ciclo, diceva un celebre storico, le ere si ripetono in egual maniera, ciò che fummo noi lo sono loro adesso, e ciò che altri sono stati adesso siamo noi, e sono certo che anche in quei cuori sopraffatti da D&G e SweetYears albeggia la luce della bellezza futura, e concludo con le parole del grande Majakovskij, quando, a chi gli si lamentava della decadenza dei costumi, rispondeva fanculo, vecchio caprone.

lunedì, luglio 09, 2007

Un delirio

Certe volte sembra che uno se le cerchi, o magari che lo faccia apposta, insomma, tutto sembra fuorchè una serie di eventi casuali, comunque sono sicuro che il fine settimana sia un momento sopravvalutato.
Il sabato mattina sei allegro, energico, brillante, riluci di luce propria, emetti calore ed irradii sicurezza e salute. Organizzi, fai cose, chiami qua e là.
E allora sabato mattina chiamo Peephee per ragioni che tanto non interessano a nessuno e poi gli faccio
- ma che fai stasera?
- vado a Pelago
- no dai, non andare, ci andiamo domani insieme, io e Elle andiamo domani, nn andare oggi, vieni domani con noi, stasera invece vieni alla Casina che suona Nick, è un grande, dai vieni, dai
- va bene. però domani invitate qualche amica?
- forse.
E poi, dopo un pomeriggio devastante di lavoro e fatiche domestiche, arriva la sera, e andiamo al concerto scopro con raccapriccio che il concerto era un evento parallelo ad un incontro internazionale di programmatori Linux, e ovunque si vedevano solo magliette con loghi di multinazionali informatiche, occhiali con il nastro adesivo e pantaloni troppo corti (ah ah che simpa che sono), e al bar c'era l'odore tipico del programmatore, e soprattutto, c'erano solo uomini. Ho guardato Peephee e gli ho detto scusa, Peephee. E Peephee, che non è un nerd (dai), che è single, ma sorattutto che è paziente, ha detto dai, ascoltiamo il concerto, domani andiamo a Pelago e rimediamo a questo sabato pacco.
E il giorno dopo andiamo a Pelago, ovviamente senza amiche, partiamo neanche tardi, all'andata ridiamo, scherziamo ed evitiamo gli autovelox, ah ah, amicizia, ah ah, e poi parcheggiamo la macchina e raggiungiamo la festa a piedi, scavalcando i punkabbestia che giacciono teneramente addormentati nei canaletti di scolo.
Cose degne di nota:
- ma a queste feste che ci sono sempre i banchini che vendono prodotti etnici e magliette Legalize It e collanine e tutto, ma questi ragazzi che stanno dietro il banco, dico, ma loro alle feste si divertono? Cioè, non odiano con tutto il cuore questi come me che passano, vanno al concerto, poi tornano e non comprano nulla e loro stanno seduti ore e alla fine preferirebbero lavorare in banca allo sportello prestiti e mutui?
- segno dei tempi: anche a Pelago, in piena campagna, si mangia il Doner Kebab;
- c'era un tizio che chiedeva la limosina, e aveva messo un cartello di metri 1,5 per 1, con scritto un romanzo, tipo "sono qui a chiedervi un piccolo aiuto per poter affrontare le difficoltà che si presentano allorquando, vagando per le strade che..." e poi non ho letto altro perchè nel frattempo, camminando, ero già finito fuori portata dei miei 10/10, ma immagino continuasse dicendo di essere affetto da una grave e patologica forma di verbosità;
- durante il viaggio abbiamo parlato del mio blog, e sia Elle che Peephee mi dicevano che devo tener separata la vita reale dalla vita blogghista, ah ah.
Ma andiamo avanti.
Arriviamo alla festa e scopriamo con piacere che le casse sono chiuse e si entra gratis, ma tanto la festa è finita, sta suonando un gruppo scadentissimo, ci facciamo un giro e poi ci sediamo a terra, e Peephee adocchia una tipa che somiglia a Madoka Ayukawa, e allora prendiamo dei sassolini da tirarle in testa per attirare la sua attenzione. Ma subito ci viene annunciato che il concerto si sposta in un'altra piazza, allora ci alziamo e andiamo a cercare Elle che intanto si era allontanata verso le bancarelle, e veniamo bloccati in una interminabile conversazione con un tizio che praticamente quando torniamo indietro il concerto è bello che finito e la tipa sta salendo sullo scooter di un tamarro di quarta categoria.
E mentre Peephee inizia ad insultare il destino, incontro DB che mi dice che il concerto era carino, ma non era un granchè (sospiro di sollievo) ma che invece il giorno prima era stata una serata meravigliosa, a Pelago c'era il delirio, tutti felici ed entusiasti, ma DB non bisogna prenderlo sul serio, lui si entusiasta pure per un bicchiere d'acqua tiepida.
E sulla via del ritorno vediamo che a Pontassieve ci sono i fuochi d'artificio, accosto sulla statale per vederli meglio e appena spengo il motore smettono.
Però va bene, a me queste serate mettono allegria, a parte il fatto che per tutto il tragitto io guidavo, Elle dormiva e Peephee mi insultava.
Ma va bene così.
Va bene così.
Così.

venerdì, luglio 06, 2007

Banane

Ah ah ah, certo, hai ragione, era la risposta giusta da dare a quel fessacchiotto. A proposito, tutto questo mi ricorda una curiosa vicenda capitatami alcuni anni fa, che mi appresto ad inventare di sana pianta.
Era l'estate del 1874, una calda e torrida estate con picchi di calore che non si raggiungevano da almeno un anno, e io indossavo un completo di flanella 70/110 (qualunque cosa significhino questi numeri - ma potrebbero anche non voler dire niente, visto che, come ho precedentemente detto, sto inventando tutto). La luce del sole pomeridiano feriva i miei delicati occhi verde marcio, quindi inforcai un paio di occhiali da sole Sbalusy e mi apprestai ad attraversare la strada. Già, gli occhiali...il modo in cui ne ero venuto in possesso nascondeva una storia particolarmente interessante...
...Due anni prima.
Un negozio di ottica. Al bancone un anziano commesso sta pulendo alcune lenti. D'un tratto la porta d'ingresso si apre ed entra HK.
- Buongiono.
- Buongiorno signore, posso esserle d'aiuto?
- Si grazie, vorrei un paio di occhiali da sole.
- Certo. Ecco, questi sono i nostri modelli.
- Mmm. Questi mi piacciono, quanto costano?
- Trentottomilalire.
- No, son troppo grossi.
Passano alcuni minuti...
- Questi altri?

- Ventunmilalire.
- Mi piacciono, aspetti che me li provo.
- Le stanno molto bene.
- Vanno bene questi allora.
- Le faccio un pacchetto?
- No grazie, li metto subito.
- Bene, sono ventuno.
- Eccoli.
- Ed ecco lo scontrino, arrivederci.
- Arrivederci.
...e da allora li indosso ogni volta che c'è troppo sole.
Anche quel giorno li indossavo, e avevo le mie ragioni per farlo. Entrai nel bar e chiesi un caffè corretto con la varichina.
- Mi dispiace, ma la varichina è finita - mi rispose titubante il barista.
- Come sarebbe?! - proruppi - ma se ne è arrivato un carico giusto ieri!?
- Non hai sentito il barista? Se dice che è finita vuol dire che è finita - disse una voce nell'ombra.
Mi volsi giusto in tempo per evitare un colpo mortale. Capiedi subito chi aveva parlato, era Jack The Guy Who Killed Everyone Che Infastidited Him, And Also Chi Non Infastidited.
Una leggenda, in quelle terre.
Forse voi ignoranti non lo sapete (ma d'altra parte lo sto inventando adesso) ma allora, in quelle terre esisteva il racket della varichina. Chiunque volesse correggere il proprio caffè con la squisita bevanda doveva chiedere il permesso all'ufficio d'igiene. E The Guy Who Killed Everyone Che Infastidited Him, And Also Chi Non Infastidited era uno degli sgherri al doldo del malvagio direttore dell'ufficio d'igiene.
Capii l'andazzo e me ne andai dopo pochi minuti, deciso a risolvere il problema e dare una lezione a quei burocrati arroganti che vessavano la povera gente, ma poi me ne dimenticai perchè c'erano le repliche della Famiglia Griffin su Italia 1 e poi dopo era troppo tardi, era digià buio.

giovedì, luglio 05, 2007

The doctor is in

Oggi non c'ho punta voglia di scrivere, sono stanco, devo andare alla posta ma mi tocca aspettare un tizio che ci deve portare un timbro.
Non c'ho punta voglia di scrivere, mi farei più volentieri una partita a Bloons, o a Enigmi.net, se non avessi perso le password, porca miseria...
Non c'ho punta voglia di scrivere, ma ormai sono qui, già che ci sono parlo di una cosa che orami sono mesi, c'è sempre qualcosa di più importante, poi me la scordo e così via.
Io questo blog ce l'ho da settembre, non sono nessuno in confronto a chi è nella blogosfera da anni, raggiunge ogni giorno migiaia di contatti e ha tanti abbonati fedeli da creare un esercito (io coi miei al massimo organizzo una riunione di condominio - in seconda convocazione). Però il mio orticello me lo curo, cerco di scrivere qualcosa di interessante ed intelligibile tutti i giorni, mi sono creato il mio piccolo spazio che mi ha permesso di conoscere persone interessanti.
Poi, non lo nego, vedere crescere esponenzialmente le visite, gli abbonati e i commenti mi piacerebbe, ma mica per fare scena, solo per puro e semplice autocompiacimento (ho bisogno di sentirmi lusingato). Come pure mi piace quando scalo posizioni su Blgbabel, e mi scoccia un po' quando le scendo, è la sindrome compulsiva da graduatoria, tre giorni fa ho fatto il mio record, sono arrivato alla 2412° posizione!!!...sticatsi...
Quando ho cominciato avevo il blogroll vuoto, poi ci ho messo i link a quello che mi piaceva di più, tipo uBCfumetti, Wikipedia, poi piano piano ho imparato a conoscere certi blog e me ne sono innamorato, e li ho linkati, perchè mi piacevano e volevo condividere la pura gioia di queste letture libere, aperte, con i miei tre-quattro lettori (principalmente i miei amici).
Qualcuno di questi che avevo linkato se ne accorge, qualcuno no, ma qualcuno si, viene a vedere e se ne va via disgustato, ma qualcun'altro invece apprezza il Blog Ottuso e lo linka pure lui. E ci si conosce, ci si scambiano commenti, saluti, anche qualche e-mail. Ho dei lettori che sono fantastici.
A volte arriva qualcuno che mi chiede lo scambio di link.
Ora, questo lo dico a chi non sa di cosa si tratta (persone sane): l'importanza di un blog è misurata dal Pagerank, un algoritmo creato da Larry Page di Google che calcola quanti link ricevi e da chi li ricevi. Semplicemente, un blog che riceve molti link è più importante di uno che non ne riceve e quindi (attenzione) i suoi link hanno più valore. Per esempio, il mio pagerank è 2, quello di Beppe Grillo è 6 (perchè riceve molti link e io pochi). Quindi se lui decide di linkare un blog, la sua segnalazione è moooolto più forte e importante della mia.
Fine.
Ora, scambiarsi i link significa entrare in un meccanismo per cui non ti segnalo perchè quello che scrivi mi piace, ma perchè così tu segnali me e io acquisto maggiore visibilità, scalo le classifiche e...e poi?
Questo "e poi?" a un certo punto me lo sono chiesto anche per me, visto che ero diventato schiavo (pure io) di questa malattia, misuravo quotidianamente gli accessi, le parole chiave, facevo pubblog ralation e lasciavo commenti in giro per convicere la gente a linkarmi per attirare più visitatori e...e poi?
Allora mi sono un po' ridimensionato, ho pensato che così rischiavo di perdere di vista il motivo che mi ha spinto ad aprire un blog (fondamentalmente scrivere in libertà) per concentrarmi su una gara snza senso.
Ed allora quando qualcuno arriva e mi chiede un link la prima cosa che faccio è andare un po' a vedermi il suo blog, se mi piace e lo trovo in sintonia con me (vedi Cohoba, per esempio) lo linko, altrimenti lascio perdere, come per esempio il Blognews di Agostino, che è sicuramente ben fatto ed interessante, ma del tutto lontano dalla mia sensibilità, o come il blog del Burlone Mascherato, che mi ha chiesto un link due giorni fa e gli ho risposto a malapena e quasi di malagrazia, e mi scuso con lui, ma per adesso non lo metto nel blogroll, è un blog praticamente vuoto, magari tra un po' mi piace e lo faccio, per adesso no.
Ognuno faccia come vuole, ma a me questa logica da competizione mi lascia perplesso, fare tre post e andare in giro a chiedere link mi suona così strano, ben vengano nuovi blogger, ma prima di tutto, credo, deve esserci il contenuto. Tipo, Alessio con questa cosa dello scambio di link ci ha costruito tutta la sua grande popolarità, ma la mantiene perchè il suo blog è davvero interessante e piacevole da leggere (sono un abbonato).
Un'ultima cosa: magari adesso inficio il valore di tutto 'sto pippone moralista, ma non voglio fare la parte di quello precisino, il Burlone Mascherato mi ha linkato (ah, abile mossa strategica...), non lo metto nel blogroll, ma un link glielo lascio, dai, non mi costa nulla, incollo un po' di codice qui nel testo e lo aiuto a scalare le classifiche, così lo ringrazio che mi reputa degno di attenzione e allo stesso tempo rispondo ad una richiesta. Ecco qua.
E che, sennò poi la gente pensa male.

mercoledì, luglio 04, 2007

Auto(ro)bot, trasformatevi!

Aspettavo questo film da vent'anni, ma non è stata una vana attesa.
- il vero leader dei decepticons (i Distructors, per capirci) in realtà non è Megatron, ma lo stereo portatile, quello che lo guardavi e ti chiedevi sempre "ma a che serve un robot antropomorfo che si trasforma in mangiacassette? A sentirci la sigla del cartone?". Adesso l'ho capito;
- ormai nei film d'azione le scene d'azione non le vedi, perchè il regista pensa che se muove la telecamera e inquadra tutto da vicino ti senti lì presente. Io non capivo chi picchiava chi;
- tra l'altro, il regista: Michael Bay, che il figliolo piccino che è dentro di te dice "fico, quello di Armageddon...". Bravo, bel lavoro, ma se il tecnico del suono non l'hanno pagato quanto lui allora è un furto;
- robottoni, inseguimenti, esplosioni, ragazze in minigonna, Jon Voight...si può volere altro da un film?
- John Turturro che fa l'agente segreto è il massimo, la sua apparizione tira su di parecchio il film, come Bruce Campbell tirava su di parecchio (ma di parecchio parecchio) Spiderman 3;
- il difetto più grosso è che Megatron ha poco spessore psicologico, invece di dire "vi ucciderò tutti perchè (trauma infantile)" dice "vi ucciderò tutti". E basta;
- la scena dal concessionario è meravigliosa, soprattutto quando Bob Bolivia (come lo stato ma con meno diarrea, parole sue) cerca di vendere Bumblebee senza sapere che cosa sia;
- il presidente USA porta i calzini rossi;
- anche i Transformers si incazzano quando l'ADSL si pianta;
- un film del genere ti fa venir voglia di andare a cercare in soffitta i tuoi vecchi giocattoli, chissà se Diaclone c'è ancora...
- nell'esercito degli Stati Uniti, anche se sei tra i pochi sopravvissuti ad un attacco nemico, hai vagato per giorni nel deserto, hai combattuto un mostro alieno e sei ritornato a casa dopo ore e ore di volo, col cacchio che vai in licenza;
- la Nokia non è giapponese!
- non puoi fidarti della polizia; non puoi fidarti dei servizi segreti; non puoi fidarti della new technology; gli unici di cui puoi fidarti sono giganteschi robot antropomorfi (ma non di tutti però, solo di cinque o sei ben identificati);
- E-bay è un luogo molto, molto pericoloso;
- non fate mai la pipì su un qualcosa che potrebbe trasformarsi. Rischiate la vita. Anche se siete un cane.

martedì, luglio 03, 2007

Non sei tu che scegli il tuo superpotere, è il tuo superpotere che sceglie te*.

Magari ideologicamente no, e neppure dal punto di vista strettamente sanitario (sarà l'aria condizionata, ma a me dopo mezz'ora che ci sono dentro viene mal di testa) però i centri commerciali mi piacciono da impazzire.
Poi non ci vado, perchè sono strapini di persone, e questo è il motivo per cui il sabato pomeriggio i ragazzetti ci vanno a fare le vasche, per vedere i coetanei passeggiare - ai miei tempi (eh, ai miei tempi!) si facevano nel centro storico, le vasche, ma solo perchè i CC non esistevano.
A me invece, ora che sono maturo e responsabile e non mi piace la folla perchè temo l'antrace e gli attacchi terroristici e soprattutto il puzzo d'ascella, questi non-luoghi mi fanno senso, li odio con tutte le mie forze, ma mi piacciono anche (secondo Carl Gustav Paul Young la contraddizione è insita nell'animo umano, cfr. "Full Metal Jacket"), perchè è come essere nel Paese dei Balocchi, senza la controindicazione della trasformazione fisica in quadrupede e il mercimonio dello spettacolo circense.
Soprattutto mi piacciono quelli che hanno una vocazione specifica, tipo Trony, che vende solo roba con le pile, Euronics, OBI, che a me il bricolage mi garba una sassata, o il megliore di tutti (PS: megliore è scritto apposta, non è uno sbaglio): l'IKEA.
A me questi svedesi - popolo di merda - mi piacciono da impazzire. Entro e mi sembra di essere nel Paese dei Balocchi, ma senza la controindicazione ecc ecc, che me le devo provare tutte le sedie, poltrone e divani, mi prendo la matitina e il metro a nastro e misuro librerie e mensole, e poi trovo un accessorio nuovo (che l'ultima volta non c'era) e grido ELLE CORRI, C'E' UN (scolapiatti/sgabello/tenda da sole/dipendente) NUOVO! GUARDA! E Elle si avvicina rossa in viso all'oggetto della mia molestia scusandosi con tutti e dicendo che soffro della sindrome di Tourette.
Vado all'IKEA e qualcosa devo comprare, foss'anche una scatola di polpette svedesi o l'ultimo modello di sottopentola in lattice o l'indispensabile porta-penne abbinabile al tappetino da mouse in finta pelle di tacchino.
...
Che poi io sono uno sborone, ma si vede che poi non lo so fare, tipo che vado in pizzeria, mangio come un cofano e poi, alla fine, dico mi porti il conto per cortesia, la cameriera mi lascia il conto, tiro fuori la carta postepay e ce la poggio accanto come fosse una Visa, e faccio un gesto al garcon tipo giovane prendi i miei denari, lui mi guarda e pensa "ma guarda te questo", e aspetto al tavolo che mi porti carta e ricevuta e poi esco e mi sento un imbecille.
Insomma, domenica vado all'IKEA, compro una cosa e pago in allegria, senza nemmeno guardare quanto spendo (sai quano tiri fuori i soldi come fossero quelli del Monopoli? Ecco, così), poi esco e Elle (che è saggia) mi fa ma non hai speso troppo? e io ma no, e lei, ma si, guarda che l'oggetto in questione costava 49 sacchi, e qui sullo scontrino c'è scritto 149 sacchi e io, ma che dici.
Poi arrivo a casa, scarico l'enorme scatolone con Elle che mi dice ma secondo me questa scatola è troppo grande per contenere l'oggetto in questione, e io le dico, ma no, ti sbagli, e lei, ma scusa, ma l'oggetto in questione non si chiamava Fjostrud? Si, le dico io, codesto è il suo nome. E allora perchè sulla scatola c'è scritto Absud? E io taccio. E lei, che rapida si muove a compassione, mi dice non è colpa tua, è che sei fatto così.
E io ho pensato che ognuno ha quello che si merita, tranne me, che ho lei.

*E insomma, in questo periodo mi vanno i titolo chilometrici, vedi te.

lunedì, luglio 02, 2007

A volte, più le cose sono stupide, più sono divertenti. Altre volte no. In questo caso, secondo me, si.

Il titolo dice tutto.
Grazie a chi me lo ha segnalato (chi era? non mi ricordo più...eh, però, prima o poi dovrei fare un post sul tema dell'oblio, certo, se non avessi questo problema con la mia memoria a breve termine...mmh...di cosa stavo parlando?)

venerdì, giugno 29, 2007

VolksWalter

Io una volta ho avuto un contatto ravvicinato con un importante esponente della classe politica (magari non tanto conosciuto però).
L'occasione era una di quelle belle marce per la pace/giustizia/equità sociale che si facevano quando c'era al governo Berlusconi, e sull'autobus per Roma io e Elle parliamo del governatore della Regione Toscana, bell'uomo, maturo ma giovanile, affidabile, ed ex-sindaco della Città Cupa. Il Claudio era stato uno dei principali promotori dell'European Social Forum (una volta racconto anche questa), sfidando l'opposizione di gran parte dei fiorentini, terrorizzati dai toni apocalittici della stampa ("a Firenze un nuovo G8!" "Arrivano i black blok!" poi c'erano i bambini in passeggino). E Elle mi fa "certo che tutte queste polemiche sono state ingiuste ed immeritate" "eh si" faccio io, e lei "troppa amarezza, credo che tutta questa vicenda lo abbia fatto un po' invecchiare" "eh già" rispondo io.
E ci rimugino...
Arrivati a Roma te lo vedo alla testa della delegazione regionale, presidente presidente, volevamo farle i complimenti per il Social Forum, di dove siete? della Città Cupa, mannaggia, pure qui vi trovo (sorride).
E riecco la vocina nella mia testa, il mio daimon personale: presto, digli qualcosa di simpatico, vedi com'è alla mano? fagli capire che lo stimi, digli che...
"Eh eh, è invecchiato, eh?"
NON QUELLO, IDIOTA!
E Claudio se ne va, sconsolato, alla testa del corteo, mentre i militanti gli dicono che non è poi così vecchio...
Flashback: 1996, aprile. L'Ulivo vince le elezioni, PDS primo partito, Prodi fa un governo snello e senza leader di partito, ma anche con dei tecnici non-politici molto competenti (Ciampi, Flick). L'alba sta sorgendo, sulla Nuova Sinistra, tutti ci riuniamo insieme e piantiamo un piccolo alberello di ulivo, con la speranza che cresca forte e faccia bene all'Italia.
Nella notte, D'Alema e Marini e Bertinotti vanno a fare la pipì sull'alberello.
Fast forward: 2007, giugno. Mentre il Prodi bis è un governo imbarazzante, abnorme, immobile, pieno di segretari di partito, col fiato corto e molto, ma molto somigliante a un governo del pentapartito, WV vuole diventare il nuovo leader della sinistra.
Ora, non entro nel merito del suo discorso, che ho apprezzato tantissimo e mi è piaciuto proprio per la sua chiarezza e pulizia; non parlo del fatto che la sua candidatura è venuta fuori perchè Fassino e D'Alema e Bersani vogliono bruciarlo con una rincorsa troppo lunga; non cito le rezioni scomposte della destra al coming-out di WV, frutto di un sano e incontrollato terrore (a Berlusconi piace Bertinotti, per dire).
Dirò invece che dopo quasi dieci anni sento cambiare l'aria, mentre ascoltavo il discorso mi sembrava che qualcuno avesse finalmente aperto le finestre, entra aria nuova, gli anni '90 non sono finiti, non sono diventati questa marcescente palude in cui ci troviamo. C'è bisogno di movimento, apriamo le porte, muoviamo la superficie dello stagno, areiamo il locale prima di soggirnarvi. Forse allora ci posso credere di nuovo, maledizione, a questa canzone popolare, ci si può alzare, andiamo alla festa dell'Unità, porca miseria, usciamo di casa, basta con Pippo Baudo, mi iscrivo al PD, datemi due adesivi del partito e li attacco in giro, sono euforico, non ci posso fare niente, adesso chiamo il Claudione e gli dico che non è invecchiato per niente, e che a me sembra un ragazzino.

giovedì, giugno 28, 2007

Domo arigato gozaimasu tomodachi-san (un post per nerd)

Oggi, e prima o poi doveva accadere, l'educazione sentimentale parla dei manga.
Era più o meno il 1996, non leggevo manga per principio, leggevo solo Martin Mystere. Mai letto manga, dicevo, non mi piacciono (mi fanno cahà), sembrano cartoni animati, e i cartoni animati sono per bambini, dicevo scambiando l'estetica del contenitore per l'etica del contenuto (era Karl Kraus che diceva l'etica e l'estetica sono una cosa sola?). Urakidany (inutile, per quanto ormai i nostri mondi sian lontani, il debito esiste, devo sempre riconoscere che in certe cose mi è stato maestro, so long vecchio mio, ovunque tu sia) invece i manga li leggeva da tempi non sospetti, dall'arrivo in Italia di Hokuto no Ken, di Video Girl Ai, di Kappa Magazine e delle orribili edizioni Star Comics. Me ne parlava, li sentivo, lui e Gianni discettare di questi oggetti misteriosi, ma mi lasciavano indifferente, ero attratto di più dalle saghe cosmiche di Silver Surfer e dall'amichevole Uomo Ragno di quartiere.
Fino al 1996, più o meno. Anzi no, quella è la data di pubblicazione del numero 1, ma in realtà doveva essere la fine del 1999, quando Uraki mi passò - nonostante i miei "ma non mi interessa, è brutto, disegnato male" - i primi trenta numeri di Berserk.
E all'inizio era davvero disegnato male, stampato da schifo e così tipicamente giapponese nell'approccio abbondantemente voyeristico ai temi della violenza e del sesso.
Ma bastò una notte, sdraiato a letto mentre fuori pioveva, per innamorarmi di quella storia. Fino a tarda notte, dicendomi continuamente "finisco questo albo e poi smetto", preda del meccanismo da cliffhanger che ti obbliga a sapere come si evolverà questo colpo di scena. Fino a tarda notte, alla fine non riuscivo a dormire, credo di averlo anche sognato, rigirandomi nel letto, e poi la mattina, invece di studiare, rush finale per sapere come va a finire...
Siamo nel 2007, e quella storia non è ancora finita.
Urakidany non lo vedo più, nè so più niente di lui, il Berserk fan club che avevamo costituito con altri maniaci si è sciolto, tutti dispersi nel mondo, ma Gatsu e Caska e Pak girano ancora per l'età oscura protetti dall'Ammazzadraghi...solo che...il Cavaliere del Teschio fa ancora le sue apparizioni spettrali, ma è tornato ad essere un personaggio di un fumetto, è finita per me la sospensione dell'incredulità, quei massacri insensati non mi stupiscono, mi sarò anestetizzato alla violenza a forza di guardare telegiornali? e poi è durato troppo questo fumetto, non se ne può più...
Altre epoche, altre emozioni: questa settimana esce l'ultimo numero di 20th Century Boys, il capolavoro (va detto) di Naoki Urasawa, che anche qui devo ringraziare qualcuno che me lo ha consigliato, ma è uno che di fumetti se ne intende, ci scrive anche di fumetti, lui, fa recensioni e interviste agli autori per uBC, il mio amico Peephee, critico di fumetti, centauro ducatista, arbitro di pallavolo, programmatore informatico ma soprattutto grande amante del sonno, VERO NONNO?
Scusate, fatti e mitologie personali (c'è niente di più noioso per chi non sa di cosa sto parlando?).
Insomma, 20th CB fumetto imperdibile, soprattutto ora che finisce, non fermatevi alla superficie, non fate come facevo io, che i manga non mi piacevano, prima bisogna assaggiarle le cose, per sapere che sapore hanno, e a volte, anche la roba dei giappi, è buona.

martedì, giugno 26, 2007

Che tempo fa?

-...sterminando tutta la sua famiglia in un impeto di follia omicida. Bene, dopo lo sport è il momento delle previsioni del tempo, con il nostro colonnello Bubettone.
Sigla del meteo, appare il colonnello Bubettone sorridente in piedi davanti ad un monitor con su la cartina della Gladonia. Non porta i pantaloni.
- Buongiorno atutti. Nonostante mia moglie mi abbia lasciato ieri per un imbianchino di Vicenza, eccomi qui a fare il mio lavoro, non mi arrendo per così poco, e il fatto che abbiano approfittato di una mia momentanea costipazione inestinale per svuotarmi il conto in banca, l'armadio e il portafogli e portarmi via anche i pantaloni non mi adombra minimamente, anzi, eccomi qui a lavorare, in mutande, pronto a dirvi le condizioni metereologiche dei prossimi giorni.
(Si volta verso il monitor e indica un grande fronte temporalesco) Da domani, come potete vedere, una imponente nube alto-atmosferica si sposterà dalle montagne verso sud, recando grandi disagi ai maggiori centri abitati e ai grandi palmipedi. In assenza di figure retoriche degne di rilievo, possiamo ipotizzare lo sterminio delle forme di vita superiori nei dintorni del lago di Popullo. Le grandi metropoli saranno funestate da invasioni di cavallette nord-africane, sospinte verso nord dal fronte depressionario che si trova qui, sulla Tunisia, mentre l'anticiclone delle Azzorre trasformerà in sangue le acque dei maggiori fiumi.
L'umidità atmosferica raggiungerà a partire sulle isole maggiori livelli da saturazione, l'aria diventerà liquida, poi solida, poi sublimerà in stati di materia superdensi per infine collassare all'interno di un buco nero (o di una stella di neutroni, non so, la metereologia non è una scienza esatta).
Tempeste magnetiche causeranno nella notte un'intensa attività elettrica nei cieli della capitale, che sarà probabilmente squassata da fulmini di inusitata potenza, seguiti da pioggie di rane, morti dei primogeniti e vincite di importo minimo al superenalotto.
Infine, le temperature massime e minime. In leggero aumento nel nord-est, nel centro, in diminuazione al sud. Al nord-ovest aumento consistente legato alla risalita nelle prime ore del pomeriggio di consistenti legioni infernali nei pressi della zona portuale di Camogli.
Infine, nella tarda serata è prevista l'invasione del nostro suolo patrio da parte delle truppe svizzere.
Cordiali saluti e auguri di una buona serata.

lunedì, giugno 25, 2007

La condizione umana (avevo scordato di mettere il titolo)

Ehi, pssst, sono qui.
Qui, qui dietro.
No, non voltatevi, non mi guardate, fate finta di niente.
Fischiettate.
Arriva qualcuno, presto, fate finta di stare aspettando qualcuno.
PRESTO!
...
Bravi, perfetto, è passato, se n'è andato.
Non c'è nessuno? Bene, sedetevi, che vi devo dire una cosa.
No, niente di grave, nessuno si è fatto male, ma è meglio stare comodi quando si parla, no?
Ah, state più comodi in piedi? Vabè, fatti vostri.
Perchè vi ho dato appuntamento qui, mi chiedete? E perchè tutto questo segreto, volete sapere? E cosa significano gli occhiali scuri, il cappello, l'impermeabile, tutto questo mascheramento che indosso?
Ma è semplice.
Devo dirvi un segreto.
Il segreto riguarda (si sente il rumore di un camion che si avvicina) GIU', STATE GIU'!
(Il camion si avvicina, rallenta, poi passa oltre)
Bene, tutto a posto, possiamo rialzarci.
Beh, insomma, questo segreto riguarda le cabine del telefono. Dovete sapere che quando non avevo il cellulare usavo le cabine del telefono, usavo i gettoni o le 200 lire. Poi la Sip è diventata Telecom, ed è successa una cosa strana: le cabine hanno cominciato a cambiare.
Erano quasi sempre rotte o guaste, oppure accetavano solo le schede ricaricabili, e le schede che avevo in tasca erano scadute...non riuscivo mai a telefonare.
E nessuno le aggiustava mai, 'ste cacchio di cabine.
Poi mi sono comprato il cellulare, e mi sono accorto che le cabine sono diventate retaggio obsoleto di un'epoca lontana, oggetti che non piacciono a nessuno e nessuno vuole, sanno di pezzente, di servizio militare, di ragazze che non ti rispondono, di ospedale, di situazioni tristi e imbarazzanti.
E nessuno le aggiusta.
Poi sono antieconomiche: la maggior parte delle cabine non accetta le monete perchè una cabina a gettoni implica lo stipendio di un ometto che quelle monetine deve andare fisicamente a raccoglierle, mentre con le schede non c'è bisogno di nessun ometto, ci pensa il computer. Che bello il computer.
Capite ora? Le multinazionali non vogliono che usiate le cabine perchè per loro sono un costo inutile, molto meglio se vi mandate sms, mms, squillini, le minchiate di telefonate per dire sono arrivato scendi, quelle rendono di più, le multinazionali delle telecomunicazioni non hanno interesse a fornire un servizio migliore, a quello ci doveva pensare il servizio pubblico (ah ah), loro vogliono solo (passa uno sccoter)...vogliono solo trovare la vena d'oro che possa far fruttare i loro investimenti. La cabina del telefono a gettoni non è che la tolgono perchè quella a cheda prepagata funziona meglio, no, la tolgono perchè gli costa meno.
E poi, porca miseria, vogliamo parlare del fatto che con questi cellulari ci fai le foto e i filmati da mettere su Youtube e la calcolatrice e l'organizer e il bluetooth e il microonde e la macchinetta del caffè, ma è mai possibile che se cambio stanza mentre sto telefonando non sento più nulla? Che mi dicono "c'è la fotocamera e..." "SI, MA A ME SERVE UN TELEFONO, PORCA MISERIA, DEVO TELEFONARE, MI DA UN TELEFONO CHE FUNZIONI?" e finisce che magari mi faccio un fine settimana fuori città e per telefonare devo cercare una cabina telefonica perchè qui non c'è campo, ne trovo una, ma non ho la scheda telefonica, aspetta, questa accetta anche le monete! che bello, cerco il numero da chiamare, metto le monetine e poi mi accorgo che qualcuno ha strappato la cornetta.

venerdì, giugno 22, 2007

Lo senti?

Pochi minuti fa mi ha riagganciato il telefono in faccia Gianlu, era appena entrato nel suo ufficio uno che doveva sostenere un colloquio con lui, mi aveva detto "ti avviso che potrei attaccare all'improvviso, c'è un tizio che deve venire a fare un colloquio tra cinque minuti, se non arriva entro tre me ne vado" poi durante la conversazione ha agganciato all'improvviso mormorando scusanonhotempodevoandareciao.
Due minuti prima gli avevo chiesto un argomento fico per il post di oggi, lui vive a Milano, dalle parti delle colonne di San Lorenzo, speravo fosse un po' presente nell'attualità di questi giorni (tra l'altro, non dovevi farmi una rubrica sul meraviglioso mondo delle agenzie interinali?); invece mi dice di parlare del senso della vita. Non c'ho tempo, rispondo, alle sei esco e vado in fumetteria da Roberto a vedere se è uscito Magico Vento, non c'hai mai tempo, mi fa, nessuno c'ha mai tempo, fai un post sul fatto che nessuno c'ha mai tempo, e io si, ma scusa, come posso dire che il tempo non basta se poi - scusanonhotempodevoandareciao. Click.
Al tempo della scuola ci fu una traccia di un compito d'italiano (avere un blog mi riporta ad allora: è dal 1996 che non scrivevo tanto e in un tempo così ristretto) che parlava del tempo, e io mi inventai di sana pianta una citazione da Woody Allen perchè non sapevo come chiudere un tema che parlava di niente, e dissi che "ci sono due tipi di tempo: sereno e nuvoloso (W.Allen)".
Ripartiamo da capo: ecco forse potrei dire che il problema con il tempo è la nostra percezione, quella ci fa credere che non basti mai. Insomma, esistono due concezioni del tempo (ih ih), la freccia e il cerchio: la prima è quella dominante oggigiorno in quasi tutto il mondo, influenzata dalla visione del mondo giudeo-cristiana-musulmana, che vede il tempo come una linea retta, il presente che si muove verso una direzione, verso un grande attrattore finale che è la fine del tempo (o del mondo); la seconda è diffusa nell'estremo oriente, in India, ed in occidente nell'antichità, è quella della metempiscosi, la reincarnazione, il tempo è un cerchio che gira su sè stesso e niente esiste al di fuori di esso, i tempi torneranno sempre, il mondo muore e rinasce ogni volta uguale e diverso, un eterno ritorno.
E allora per forza hai l'impressione che ti manchi il tempo, se vivi nella freccia: sai che prima o poi finisce.
Ma aspetta, c'è una cosa che avevo letto una volta nel libro di Pirsig: pare che per gli antichi greci - questa è bella davvero - il tempo fosse una cosa diversa da come la vediamo noi: si immaginavano - al contrario di noi - che il passato fosse una grande distesa aperta di fronte ai loro occhi, una pianura sterminata, un paesaggio che scorreva sotto i loro piedi allontanando l'orizzonte dalla loro memoria, mentre il futuro fosse alle loro spalle, invisibile, nascosto, e li sorprendesse da dietro. Molto più logico, se vuoi, di come ce lo immaginiamo noi, il tempo, e forse anche molto più poetico.
Come viaggiare su un treno, in mezzo alla pianura, seduti sull'ultimo vagone e guardare indietro, lontano all'orizzonte vedi i tuoi primi ricordi, i giocattoli, quella vecchia trottola, il cavallo di pezza, la moto a batteria...i compagni di scuola, i lunghi pomeriggi a giocare in cortile coi cugini, la prima bici, laggiù in fondo, appoggiata da qualche parte...la gita delle medie, le vacanze al mare, quella ragazza che mi piaceva...la prima birra, quando con gli amici abbiamo fatto nottata a chiaccherare, quella volta che siamo andati in Danimarca...i miei fratelli, i miei genitori, lontani i nonni, vicini i nipoti...Elle...il treno si muove, sempre nuove cose entrano nel campo visivo, ma l'orizzonte non sparisce mai, si offusca forse, ma è la foschia, la nebbia che sale, tra poco sarà il tramonto e poi la notte, ma non importa, non sono solo su questo treno.

giovedì, giugno 21, 2007

Cose che non importa sapere - nona parte

Si, questo a lato è Uan. Se non sapete chi è Uan:
1 - siete stranieri;
2 - siete troppo giovani;
3 - siete troppo vecchi;
4 - avete subito un fortissimo trauma cranico che vi ha cancellato parte della memoria, sfortunatamente proprio quella parte che presiedeva a informazioni di importanza vitale.
Ma andiamo oltre, con la nostra periodica rubrica di notizie di nessuna utilità pratica.
- pare che gli Ittiti essero già nel X secolo a.C. la pratica del giuoco della pallamano. Come però le loro regole differissero dalle nostre e quanti palleggi fosse autorizzato a fare il giocatore con la palla non ci è dato sapere, perchè per ripicca non ce lo vogliono dire;
- il disco di musica leggera più venduto della storia è un LP del cantante melodico Andrè Jaquetin, prodotto in copia unica nel 1954 e regalato dall'artista all'anziana madre. Pare sia un concentrato di suoni tanto rivoltanti che chi lo possiede desidera venderlo immediatamente. L'attuale proprietario, Sandro Barazzuti di Carviate Alto (CP) è infatti la quarantaduesima persona ad averne avuta la proprietà; egli, benchè sordo, intende ugualmente venderlo al più presto, perchè anche la sola vista della copertina lo ripugna;
- non ci sono limiti all'inventiva umana: ora hanno inventato anche il coltello elettrico per tagliare la roba senza far fatica, ma dico io, dove andremo a finire, qui nessuno c'hai mai voglia di lavorare un po', tutti a usare questi aggeggi, ai miei tempi unn'era così, si lavorava, mica come i giovani ora, tutti co' compiuti, interet, aimiei tempi se volevi una pera cotta te la dovevi cocere...(continua sfumando);
- nella contea di Denderton, Australia orientale, è in vigore dal 1801 una legge che vieta di uccidere canguri per poi bullarsene al bar con gli amici bevendo birra d'importazione;
- l'Associazione Scettica Mondiale ha concluso ieri i lavori del XX congresso internazionale, dal titolo "Ma la Terra sarà davvero rotonda? Secondo noi no, ma tanto a noi non ci sta mai a sentire nessuno, siamo i figli della serva, noi". Risultato principale dell'assemblea è stata la pubblicazione di un volume che dimostra come l'aria non esista, perchè non l'ha mai vista nessuno;
- l'uomo più povero del mondo è tale Ashran Ben Sibeth. E' talmente povero che non possiede neppure debiti;
- una ricerca durata sette anni e condotta da un team di ricercatori del MIT di Boston, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca inglesi e tedeschi, finanziata con il contributo del dipartimento della sanità USA, della Commissione UE e di grandi multinazionali del settore, ha stabilito che l'unica cosa in grado di fermare la caduta dei capelli è il pavimento, o il tappeto nel caso esso sia presente.

mercoledì, giugno 20, 2007

Non sertirti solo

Care le mie polemiche.
Ho deciso di inserirmi anch'io nel ribollente magma di merda di elefante che è il dibattito intorno al nuovissimo e giovanile e entusiasmante (per chi ha subito un trauma cranico) Partito Democratico. Si, voglio anch'io sporcarmi le mani con la politica, assumere un'espressione schifata ad ogni ora del giorno ed emettere comunicati stampa sulle mie personali opinioni, tipo "l'onorevole Acca Cappa (PD), in accordo con le più alte cariche dello Stato, esprime il suo sdegno in merito all'ultimo episodio della seconda stagione del telefilm Lost", "per quanto riguarda le morti bianche, è l'ora di dare un messaggio forte, chiaro e diretto ai cittadini: smettetela di morire sul lavoro"; "in questo momento difficile, siamo vicini a tutte le famiglie colpite da questa tragedia, e promettiamo un forte impegno per la riattivazione al più presto del segnale SkyTV".
Visto che sta partendo la seconda fase del lancio del nuovo partito della sinistra, cioè "Sputtaniamo tutti i potenziali avversari interni, così che alla fine ne resterà soltanto uno e dovremo scegliere lui per forza come leader" (la prima era "Facciamo finta che siamo entusiasti, mentre invece odiamo con tutte le forze questo stupido PD e speriamo che arrivi presto l'Apocalisse e muoiano tutti i nostri stupidi elettori e la smettano di romperci le scatole con le loro stupide necessità democratiche"), troppe parentesi, ho perso il filo.
Insomma, comincia Castagnetti (partito: Margherita) e dice che lui vorrebbe Veltroni come leader, perchè gli piace. Veltroni arrossisce come una vezzosa contadinella e si schermisce. Anche a Fassino (partito: DS) piace Veltroni, e lo dice a voce alta, per far capire a Castagnetti che solo lui può dire certe cose di Walter. Veltroni si imporpora tutto, si interpone tra i due con il respiro affannoso e chiede loro di smetterla di litigare. A questo punto arriva D'Alema (partito: D'Alema) e dice che è lui che vuole Veltroni, si, è il suo candidato ideale, a lui Veltroni piace da impazzire, si facciano avanti coloro che osano sfidarlo.
Castagnetti e Fassino, impauriti, si nascondono sotto il letto, Veltroni sbianca e cerca di fuggire, ma oramai è troppo tardi: il virile baffetto lo afferra e lo fa suo.
Che poi io, quando D'Alema consiglia qualcosa, ho il forte desiderio di perdere l'udito all'istante.
Insomma, per porre rimedio a questo caos, ho deciso di proporre, come candidato leader del PD, un volto nuovo, nel quale tutti possano identificarsi. Onestà, moralità indiscutibile, impegno, alti ideali, spirito di solidarietà: il leader della sinistra non deve avere nessuno di questi requisiti, sennò poi che facciamo, giochiamo a freccette? no, ci vuole un uomo che rispecchi la nostra epoca, nel quale chiunque, anche un pregiudicato per reati finanziari possa identificarsi.
Signori, ecco il mio candidato.

martedì, giugno 19, 2007

Quando sei a corto di idee, fai un post sulle chiavi di ricerca che portano al tuo blog

Dicono funzioni sempre e faccia ridere, ah ah ah. Ogni tanto lo faccio, quando ho sonno.
Dunque, cosa cercano coloro che arrivano sul Blog Ottuso?
Cultura generale, pinzillacchere, informazioni da quiz:
- in che anno fu inventato il nastro adesivo;
- ricette natalizie avventisti;
- perchè si chiama Venerdì l'indigeno di Robinson?
- l'animale più raro dell'universo;
- sigarette e cioccolato al latte rufus;
- contenuto della lettera nella bottiglia del film Le parole che non ti ho detto;
- informazioni approfondite su don Abbondio;
- film americano con panda;
- il castelloi stregato con dentro le cose;
- telefilm tedesco con scimmia;
- imparare a pattinare a brescia;
- abbigliamento soldato spartano;
- perchè il batterista dei Beatles veniva chiamato Ringo?
Emergenze, casi estremi, questioni di vita o di morte:
- stetoscopio arresto cardiaco;
- migliore spazzola tergicristallo;
- le supposte fanno bene;
- come depilarsi il petto;
- rifiutare di essere padrino battesimo;
- cosa succede se si spacca un prigioniero del motore degli scooter;
- come fare per brevettare medicina;
- un uomo può mentire sull'amore;
- riempire palle di vetro con la neve;
- sindrome del caprone;
- cancro urinoterapia.
Vita, morte e miracoli dei vips:
- luke perry morto;
- giorgio mastrota gay;
- gemelli diversi mary testo spagnolo;
- perchè non si sente più parlare di Paola Barale;
- biografia vittorio cecchi gori;
- misure di paola barale;
- bruno vespa dove va' in vacanza ;
- la moglie tradisce jovanotti;
- tutti i successi di batista;
- qual'è la razza di cani della paola barale?
- bruno vespa affascinante;
- linda perry brutta;
- lino banfi abita in via;
- tiziano ferro malato fisicamente;
- critiche su olaf il vichingo;
- paola barale piedi rifatti;
- quando ritornerà massimo fontana n palestra?
Hot, hot, hot!!!
- i vestiti alla moda non ammessi dalla chiesa cattolica;
- numero di fidanzate avute;
- gallina vecchia è sempre porca;
- poesie sconce;
- scopo paola barale;
- ciccioni egoisti che trombano;
- giovani prosperose;
- donna invisibile dei fantastici 4 con spara acqua da 15 cm!
Stati depressivi acuti
- i piedi in testa non me li mette nessuno;
- perchè mi allargo troppo a scuola;
- perchè non ho un hobby;
- non ho voglia di lavorare;
- mi emoziono da qualsiasi cosa, malatie?
- non sto molto bene emotivamente;
- sono cambiato in peggio;
- signore aiutami a fare un regalo;
- aiutami come fare l'autobiografia;
- io non ho amici;
- ma perchè non ho fatto medicina? cazzo;
- quando intelligente è uguale a ottuso.

lunedì, giugno 18, 2007

Facciamo due passi...

La settimana scorsa sono stato a un concerto in piazza, lo organizzavano degli amici che cercano di rendere la Città Cupa un poco meno cupa.
Era gratis.
Prima del concerto c'era un incontro con il cantante, che ha anche scritto un libro e lo voleva presentare.
L'ho mancato, ovvio.
Però il concerto non l'ho mancato, siamo arrivati con Bobo Rondelli che prendeva in mano la chitarra e il suo alter-ego si metteva alla tastiera.
Tanti anni fa era il front-man di una banda di cretini livornesi, gli Ottavo Padiglione (dal nome del padiglione dell'ospedale di Livorno dedicato ai malati mentali), io avevo una cassettina (ma quanti anni sono passati? Sulle cassette facevo le compilation, sceglievo i brani, poi usavo lo stereo a doppia cosa, lì, quella delle cassette e mi facevo le compilation, si sentiva il rumore TOC! dello stop sulnastro registrato, dopo...sembra millenni fa) e cantavano canzoni tipo Emozioni da prima sega, Casa del popolo, Paranoid song, e soprattutto la mia amata Ho picchiato la testa, che avevano fatto anche il video con Rondelli in baffi e canottiera, e lo mandavano su Videomusic (Videomusic? Ma quanti anni sono?).
Erano una band demenziale, si direbbe ora, ma erano soprattutto truci e sboccati, facevano ridere e commuovere, facevano rabbia.
Bobo è invecchiato, è un poeta, dice parolacce e beve vino. Non si stanca di fare serate che raccolgono cento, forse centoventi persone, vende i suoi CD ai concerti e gli fanno la multa, ma è una roccia, un decadente di quelli puri e onesti.
Se capita dalle vostre parti andate a vederlo, vale sempre la pena.

venerdì, giugno 15, 2007

Applausiiii...oceano di maniiii...

Anni fa, prima che mi prendesse questa ossessione autodescrittiva non-produttiva e minimalista del blog (che ci avete veduto che parole importanti che ho andato ad imparare?) facevo altre cose.
Facevo che disegnavo fumettini poco impegnativi, poco divertenti, per niente fatti bene e soprattutto - di nuovo - autoreferenziali, 'che i protagonisti erano i miei amichi. Questa cosa doveva essere una mastodontica opera in dieci volumi, per adesso ci siamo (io e il soggettista) fermati al quinto capitolo del primo volume, ma contiamo di continuare.
Facevo anche che scrivevo poesie, ma che cosa noiosa sono le poesie, parlano solo di me, me e me, e se non le scrive un poeta sono imbarazzanti in una maniera imbarazzante, tipo, ma senza offesa, questa qui, che a me mi fanno sempre venire in mente quelle di Sardelli per il Vernacoliere.
Facevo che andavo a correre, pattinare, giocavo a squash, ma poi mi stancavo, mi faceva male i porpacci per giorni dopo ohioi 'un ce la fo a venire gente, mi fanno male i porpacci.
Facevo che avevo molti amici, li chiamavo e uscivo con loro tutte le sere, una birretta e due chiacchere, come va con le tipe, l'hai fatto l'esame di economia politica II, ieri ho visto il tale e il talaltro. Poi mi è venuta la pancetta da alcolista e ho deciso che non devo vedere più nessuno.
Facevo che nel '98 c'era una che studiava con me, la ragazza di Lorenzunzun, e faceva teatro, e allora ci andai anch'io una sera alle loro prove col mio amico Giangi, così, tanto per fare, e ci rimasi sette anni in quella compagnia, a fare teatro.
Che poi teatro è davvero una parola grossa. No, anzi, la parola grossa è "fare". Noi nel teatro c'eravamo, sul palco intendo, e allora diciamo che per sette anni più che fare teatro diciamo che ho stato teatro, se mi passate questa forzatura (digressione: Andrea Pazienza è stato un grande fumettista/disegnatore/illustratore, forse il più grande della sua generazione, ma la bellezza del suo lavoro stava nel linguaggio: non scriveva in italiano, scriveva in una lingua tutta sua, un piùccheitaliano meraviglioso. Ecco, quanto mi piacerebbe fare qualcosa che lontanamente gli si avvicina - "caro Pazienza sono con la testa sotto i tuoi piedi, e non ti chiedo nemmeno di stare fermo" fine delle digressione).
In questa follia demenziale Giangi mi ha accompagnato per un poco, poi si è scocciato e mi ha lasciato da solo sul palco, proprio alla fine delle Allegre comari di Windsor, io nella parte dell'oste della locanda della Giarrettiera, con una pettorina di pelle e ai piedi stivali strettissimi prestatimi da un amico.
Mi sono trovato a fare l'animatore per bambini a una festa di paese, il cabarettista in un trio di belle speranze, il pazzo, il vecchio rimbambito, l'esploratore, la vecchia maniaca. Sono stato seminudo su un palco in piazza S.Spirito a Firenze, ho rischiato le botte una sera a Iolo, mi sono truccato, travestito, mascherato e ho conosciuto delle persone meravigliose.
Il teatro è una meraviglia, ma adesso basta. Non mi va più, da quella bella esperienza mi sono rimasti dei cari amici e tante risate - la parte più bella sono le prove, lo spirito cameratesco, la goliardia - e la meraviglia di quando il pubblico ride, stanno ridendo! per la battuta che hai detto, il tempo giusto, il ritmo giusto, sotto i riflettori, e le gente ride e applaude.
Mi sono pure ritrovato a fare la regia di uno spettacolo, La Cena dei Cretini.
Ho saputo che il mio protagonista - che è un fenomeno - ha lasciato il suo lavoro ed è andato a vivere in Australia, così, per spirito di avventura.
Tu pensa, il signor Pignon.

giovedì, giugno 14, 2007

A proposito dello scrivere, parafrasando Daniel Pennac (il mio post più breve, che quasi è più lungo il titolo)

Quando dite vorrei farlo, ma ahimè, non ho tempo, voi mentite. Ciò che manca non è il tempo - quello lo si può sempre trovare, basta sottarlo ad altre attività meno impegnative - ma la voglia.

mercoledì, giugno 13, 2007

Sinossi di sapienza

Uè, ciao raga, come butta? Stamattina mi sono alzato storto, mi sveglia tipo all'alba lo squillo del telefono ed era HK che mi dice ciao, ma che fai ancora a letto, sono le tre del pomeriggio e io gli dico scusa, se voglio sapere l'ora guardo l'orologio, mica c'ho bisogno che mi telefoni te per dirmelo, ieri sera ho fatto tardi in birreria e ho un mal di testa da paura, però quando HK chiama bisogna rispondere, e allora eccomi qua, splendido come sempre, il vostro Ruiny alle prese con le sue Sinossi di Sapienza (ovvero, i classici della letteratura mondiale in sei parole - compresi gli articoli - per passar da fighi e far bella figura con le polle).
Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll: ricca biondina si fa un trip psichedelico;
1984, di George Orwell: qualcuno vede tutto ciò che fai;
Sulla strada, di Jack Kerouac: parole a caso e niente punteggiatura;
Delitto e castigo, di Fedor Dostoevkji: uno ammazza una, ma lo beccano;
Amleto, di William Shakespeare: inconcludente vendica il re, poi muore;
Ivanhoe, di Walter Scott: c'è Robin Hood, e altra gente;
I promessi sposi, di Alessandro Manzoni: infine si sposano, grazie alla Provvidenza;
Horcynus Orca di Edoardo D'Arrigo: non c'ho capito una emerita;
La metaforfosi
, di Franz Kafka: Gregor è una piattola, non metaforicamente.

Sua eminenza Camillo Ruisi, sac.

martedì, giugno 12, 2007

Sòssoddisfazioni, dottò

Per la prima volta nella mia vita mi vedo costretto a ringraziare Buttiglione.
Mi sento sporco.
PS: chi non capisce di cosa sto parlando, sappia che il post di ieri mi ha lanciato nella home page di BlogBabel, tra i blog che parlano degli argomenti più dibattuti.
Speravo di farcela grazie a Mastrota o al cane di Paola Barale, ma vuolsi così, colà dove si puote.
PPS: evidentemente mi sono sbagliato, Medicina Ottusa è rimandata, nel frattempo ho trovato argomenti, in questi giorni, per svariate decinaia di post: tenetevi pronti, che il meglio deve ancora arrivare.

lunedì, giugno 11, 2007

In provincia di Brescia ci son stato con la Elle, era un po' triste molto grande

Mentre i guerriglieri della giustizia viaggiavano verso Roma bloccando i treni per non pagare il biglietto ("oh, Bushmerda non lo paga mica l'aereo per venire in Italia, allora non lo voglio pagare neanche io il biglietto" "va bene, allora vi facciamo lo sconto, basta che smettete di fare casino" "sei un fascista! Controllore fascista! Limiti la mia libertà di movimento!"), mentre quel simpatico mattacchione del senatore amico di tutti Gustavo Selva si faceva venire a prendere da un'ambulanza per superare il traffico e arrivare in orario in televisione, mentre tutto il mondo si scandalizzava alla scoperta che i parlamentari vogliono il gelato gratis (oltre ai pasti, il cinema, il teatro, il parrucchiere, l'aereo, il treno, l'auto, la scorta, la copertura sanitaria e dentistica, forse persino i lifting), ebbene, mentre tutto questo succedeva in Italia, noi ci dirigevamo verso il profondo nord, terra di leghisti, polenta e PIL (ah, i bei luoghi comuni che mi facilitano la vita).
La provincia di Brescia non è male, se sai che comunque ci sei solo di passaggio.
A parte il caldo tropicale, ecco due o tre cose che ricordo di questo viaggio allucinante:
- il caldo tropicale (ah, l'avevo già detto?);
- il caldo tropicale;
- la marmellata di moscerini che si era prodotta sulla parte anteriore della Peugeot dopo aver attraversato la pianura padana a 130 km/h e oltre;
- la capillarità e diffusione dei motel a ore in Lombardia (forse voi popolo del nord non ci crederete, ma da noi non ci sono);
- l'albergo (non a ore) arredato negli anni '70 da un architetto pazzo che odiava l'umanità e voleva renderla infelice creando orrori su orrori;
- il caldo tropicale;
- il raffreddore che mi ha fatto venire l'aria condizionata in macchina;
- la colazione in albergo: sarà il mio retaggio provinciale, ma tutte le volte che sento dire colazione continentale o colazione a buffet e poi vedo un tavolo con le monoporzioni di marmellata di arance, io mi emoziono tantissimo, mi sembra di essere in gita alle medie;
- la pianura padana è tanto piatta da essere noiosissima;
- nei piccoli paesi di provincia esiste ancora quello che si chiama spirito di paese, e la gente si saluta e tutti si conoscono e chi ti vede per strada ti riconosce per quello che sei: uno straniero;
- gli amici di Elle sono sempre meravigliosi, anche quelli che non leggono il mio blog.

Oggi è stato un post un po' così, ma sono stanco, mi devo ancora riprendere dal caldo tropicale, poi ne ho da fare di ogni. Comunque, se ho contato bene i giorni domani torna Medicina Ottusa, e poi mercoledi racconto, se mi va e mi autorizzano, qualcosa del matrimonio, come chiede Skiribilla.

venerdì, giugno 08, 2007

A voi due, quando eravate bambini

Prima o poi dovrò farlo, il corso di primo livello per sommelier. Per l'intanto, mi limito a sbevazzare non noncuranza, attraverso le tre fasi della degustazione, analisi visiva, olfattiva, gusto-olfattiva...adesso per esempio sto facendo un circolo di studio sul vino, intervengono degli esperti dell'AIS, e ho scoperto cose che non sapevo, e sensazioni che non sapevo di sapere.
Il vino non è semplice succo d'uva, perchè nasce dall'uva e dal lavoro dell'uomo. Dopo la vendemmia le ciocche vengono lavorate, spremute, il mosto rovesciato in grandi contenitori e poi filtrato, addizionato di lieviti e messo anni a invecchiare, poi imbottigliato, affinato e venduto. Il vino è vivo, non è una semplice bevanda, nè un estratto. Basta un piccolo problema, un intoppo qualsiasi a rovinarlo, a trasformarlo in qualcosa di imbevibile. Dalla pianta al bicchiere, è un percorso simile a quello che fa un funambolo, basta un piccolo errore e cade, l'esecuzione è rovinata, il sapore distrutto.
E non sono solo errori umani, dipende anche dal tempo, dalle condizioni atmosferiche. Per esempio, molti disciplinari vietano categoricamente l'annaffiatura delle piante, che devono alimentarsi solo con acqua piovana. Non solo, ma annate di pioggia eccessiva rovinano il vino, la vite ha bisogno di poca, pochissima acqua, deve scavare la terra con le radici alla ricerca delle falde, più la pianta soffre (e la immagini la sofferenza, in quel fusto contorto e screpolato, sfibrato) e migliore è il vino. La vite soffre, non beve, cerca l'acqua che non ha, ma non rinuncia a produrre frutto, e il vino che nasce da questa fatica è eccezionale.
Che poi sembra quasi una metafora per chissà quale lezione di vita, tipo che la gioia arriva solo dopo il dolore, e la bellezza nasce nel pianto, o cose così, solo che è vero, il vino migliore nasce così.
Nel 1991 avevo quattordici anni. I miei amici, i miei vecchi amici, li ho conosciuti allora, quando eravamo leggeri e molto fragili, come piante sottili. Io non so se il tempo migliora le persone, boh, non so, so però che è molto sincero in questo, taglia via i rami infruttiferi, affinchè i tralci maggiori siano più forti e diano ciocche migliori. A volte piove e a volte no, quando piove molto puoi permetterti di rimanere in superficie, ma se piove poco (e prima o poi succede sempre) sei costretto a scegliere se far morire la pianta o spingere in profondità le radici, e far fatica.
Vanno curate le piante, i tralci devi legarli e le erbe infestanti le devi togliere, devi dare il rame, in inverno, e avere pazienza fino a primavera. Bisogna aver pazienza, e aver cura.
Domani due miei amici molto cari si sposano (l'uno con l'altra, of course) (si scrive così, of course?), e sono così tanto contento per loro che volevo scrivere un post celebrativo tutto pompato, ma mi è venuto fuori così, poco celebrativo ma piuttosto sincero, e se la Marta mi dice che non è vero che ci conosciamo da così tanto tempo lei ha torto, e io ho ragione.
Insomma, domani alzerò il bicchiere per voi, perchè è bello avere degli amici così, come il principe con la volpe, e tutto quello che saprò pensare, in quella confusione che mi germoglia in testa, è che di tutti questi anni, di tutti voi , amici miei, non mi rimane solo il colore del grano - o meglio, del vino.

giovedì, giugno 07, 2007

Non hai tu pietà per me? (un vecchio racconto dei tempi che furono)

C’era una volta, ma non molto tempo fa, un uomo che non riusciva a distaccarsi da sé stesso. Ovunque andasse, si trovava sempre accanto, inevitabilmente, un altro io che, con il suo stesso identico viso, lo accompagnava ovunque. Usciva dal proprio appartamento, scendeva le scale, apriva il portone e, chi si trovava davanti? Sé stesso che, con le mani dietro la schiena e con aria un po’ indolente, si aspettava fischiettando. “Oh eccomi” diceva “finalmente sono arrivato. Come mai ci ho messo tanto?”. Oppure: “Oggi sono proprio di buon umore, lo so?”.
Se a volte capitava che, aprendo piano il portone, sorprendesse sé stesso di spalle, intento ad osservare i passanti, allora richiudeva silenziosamente, per non sentirsi, e raggiungeva la porta sul retro. Ma ecco che subito arrivava trafelato, dopo aver fatto una corsa attorno al palazzo: “Ehi, volevo fare il furbo, eh? Volevo lasciarmi qui?”, e si faceva l’occhiolino.
Però a volte capitava che non facesse in tempo a raggiungersi, e allora schizzava in macchina, serrava le portiere, metteva in moto e dava gas, mentre nello specchietto si vedeva rincorrersi, agitando la mano per richiamare la propria attenzione: “OH, MI STO LASCIANDO A PIEDI, EHI! ASPETTOMI!”. Ma appena si fermava, vuoi per fare benzina, vuoi per controllare una gomma, vuoi solo per godersi il panorama delle campagne, ecco che da dietro un albero o da una siepe vedeva apparire il viso familiare, col sorriso di chi si perdona una sciocchezza.
A volte se lo diceva: io avrei bisogno di un po’ meno solitudine, avrei bisogno di prendere le distanze da me stesso, avrei bisogno di perdermi! Non posso passare le mie giornate sempre e solo con me, voglio vedere anche altre persone, socializzare, non perdermi sempre in un soliloquio per niente costruttivo. E allora subito si rispondeva: cos’è, non trovo più stimolante la mia presenza? In fondo, non ho sempre detto che quello di cui ho bisogno, solo io riesco a darmelo? Io, io lo so cos’è il bene per me, e stare qui a dirmi certe cose non mi aiuterà certo a stare meglio. E allora si rimbeccava: cos’è, cerco il litigio? Ogni pretesto è buono per attaccarmi, non è vero? tanto l’ho sempre saputo, non ha senso parlare con me.
E su questo non possiamo certo dargli torto.
Però di solito a questo punto faceva la pace con se stesso e andava a brindare all’armonia ritrovata.
Con due aperitivi, naturalmente.

mercoledì, giugno 06, 2007

Paranoia, portami via

Oggi mi arriva una e-mail da un mio vecchio amico, ROKKOFORPRESIDENT (ha sempre tenuto un profilo basso) che mi informava che la settimana appena passata ad Istanbul si è riunito il Bilderberg Club.
...
...
Esatto, è quello che ho pensato anch'io. Allora mi sono rivolto all'oracolo e ho scoperto che il B.C. è una associazione informale di teste pensanti, che ogni anno si riuniscono per qualche giorno, si rinchiudono in stanze protette da guardie del corpo e fanno lunghe riunioni durante le quali:
1 - non viene prodotto nessun documento (verbali, report...)
2 - si decidono le sorti del mondo
3 - si fanno battutine sarcastiche sugli assenti.
Tra i partecipanti risultano nomi grossi dell'imprenditoria, della finanza e della politica a livello mondiale (c'è Kissinger, ma non c'è Rutelli, che non è il politico più rilevante nemmeno in casa sua); la cosa ganza è che non si sa cosa si dicono in queste stanzine, ma poi dopo escono di lì dandosi di gomito e facendo il gesto dell'ombrello e le pernacchie ai giornalisti che fanno domande.
Il B.C. ha la particolarità di essere, come il G8, un organismo decisionale su base NON elettiva, quindi del tutto antidemocratico. Ora, se si riunissero degli imprenditori per decidere come fare alleanze strategiche, piani di sviluppo inter-aziendali e minchiate varie non ci sarebbe nessun problema, ma se a queste riunioni ci vanno pure presidenti della Commissione Europea, Ministri delle Finanze, Segretari di Stato USA, presidenti di Banche Nazionali...sicuramente non si ritrovano per scambiarsi consigli da Club dell'Uncinetto (anche se sarebbe simpatico: "Romano, sono Henry. Stasera, alla riunione del B.C. ti ricordi di riportarmi il manuale del puntocroce che ti ho prestato?").
Non so, ma a me questa cosa che i potenti della Terra ogni tanto si ritrovano e decidono per tutti senza essere stati autorizzati mi sembra un messaggio del tipo "vabè, volevate il suffragio universale, il parlamento, le elezioni, la magistratura, tutte 'ste cazzate e ve le abbiamo date...ora però state zittini e fateci lavorare che abbiamo da pensare a cose serie".
E allora, siccome a me non mi invitano mai a queste feste - che secondo me si mangia e si beve gratis e alla fine si balla anche - mi vendico e il prossimo anno la organizzo io una riunione, invito tutti gli abitanti del pianeta tranne quelli che vanno al B.C., e ci divertiamo una cifra, e mentre loro pianificano il futuro e si annoiano noi beviamo succhi di frutta e mangiamo pizzette e ascoltiamo i Jane's Addicton, e se la faccio di sabato possiamo anche fare tardi, che tanto la domenica non si lavora, e restiamo alzati anche fino alle due-due e mezzo, a guardare le repliche di Merlose Place su Italia Uno.

martedì, giugno 05, 2007

S'i fosse foco...

E' sempre stata una forma di espressione, anzi, è stata forma di comunicazione. Il muro è fatto apposta per scriverci sopra, parliamoci chiaro, lo facevano i camuni e non dovremmo farlo noi? Che poi loro ci disegnavano questi omìni - diciamocela tutta - anche piuttosto brutti e fatti male, mentre conosco della gente che con le bombolette se c'ha voglia ti disegna la Venere del Botticelli. Certo, poi arrivano i rimbambiti che hanno l'urgenza irrefrenabile del territorial pissing, argh, mi scappa, non posso lasciare questo muro bianco, devo farci subito qualcosa, ecco, ci metto la mia firma bella artistica e se invece del mio nome ci metto il mio nickname, la mia tag, mi immagino di vivere a NY, nel Queens, di far parte di una gangsta band, invece di avere sedici anni, vivere a S.Giorgio a Colonica e fare l'ITIS.
Dico tutto questo perchè da qualche mese nella Città Cupa i muri bianchi hanno cominciato a coprirsi di messaggi scritti con le bombolette.
No, purtroppo non sono bellissimi graffiti metropolitani.
No, non sono nemmeno queste stupidissime e illeggibili firme da rapper di riporto.
No, non sono neanche messaggi d'amore, tipo quei cazzo di "io e te 3msc" potesse cadere un sasso in testa a Moccia, da quei tre metri, potesse.
No.
Sono delle deliranti prese di posizione da parte di un gruppo di (due? tre?) farneticanti fascistelli di paese, che usano prezioso inchiostro (che potrebbe essere destinato a nobili utilizzi, tipo firmare referendum per l'abolizione di Mastella) per scrivere messaggi come CINESI AL ROGO, EBREI NEI FORNI, ARABI AL ROGO (ripetita iuvant) PRODI MAIALE, LUXURIA EBREO, COMUNISTI PORCI e così via.
C'è una lotta costante tra questi cerebrolesi e qualche solerte cittadino che, munito di tintura e pennello periodicamente ricopre le parti peggiori (tipo cancella le parole ROGO, FORNI, MAIALE, e così rimane una parete piena di etnie e nomi di politici. Curioso). Ovviamente, dopo poco le scritte ricominciano, offrendo ai passanti un campionario sempre nuovo.
Oggi, per esempio, mi sono imbattuto in LIVIA TURCO GLI SPINELLI FAGLI FUMARE AI TUOI FIGLI.
Io ci provo ad immaginare chi può scrivere una cosa del genere, ma poi rinuncio, non ho così tanta fantasia. E' un po' come cercare di immaginare la faccia di uno che vota Berlusconi. Che faccia ha questa gente? Io proprio non lo so, oltretutto non ho mai conosciuto nessuno che mi abbia detto di aver votato Berlusconi.
Mah.
Comunque, ci provo, vediamo come potrebbe essere il nostro fustigatore della morale. Prima di tutto deve essere qualcuno che non si vergogna a farsi vedere in giro scrivendo su un muro con una bomboletta spray. Poi deve essere qualcuno che se ne frega della proprietà privata - no, anzi, uno che se ne frega della proprietà privata degli altri. E con questo non ho escluso nessuno di quelli che votano a destra.
Poi, io un giovane che dice spinello, scusate tanto, ma proprio non so com'è fatto. Spinello lo dicono gli sbirri o i matusa, non i ragazzi, per quanto siano fascistelli. Poi, questa cosa dei figli...se c'ho diciottanni, m'importa sega dei figli della Turco, scusate.
Eppure...come faccio ad immaginare un uomo maturo, adulto, con figli, che vota Forza Italia, magari notaio o avvocato, che la notte va a scrivere su un muro LIVIA TURCO GLI SPINELLI FAGLI FUMARE AI TUOI FIGLI. E se fosse una casalinga? Ma si dai, una madre di famiglia, scandalizzata dal decadimento dei tempi e dalla corruzione del mondo, che la sera dice al marito "esco a buttare il sudicio" e col favore delle tenebre...LIVIA TURCO GLI SPINELLI FAGLI FUMARE AI TUOI FIGLI.
No, lo so! Adesso ho capito. E' uno di quei gggiovani con la BMW, lampadati, gel nei capelli, braccialetto d'oro a maglia molle, quelli che vanno in disco a Riccione tutte le sere e poi li vedi in questa trasmissione THE BOX si chiama, che gli fanno domande sul senso della vita tipo "Matrimonio o convivenza?" e, mentre il dj in pista urla "ora tutti a pecora!" loro rispondono, con l'aria dei furbetti "matrimonio, ma solo con la persona giusta" e con chi ti vuoi sposare imbecille, con l'idraulico? "Io , Jonathan, prendo te, Osvaldo...oh, scusate, ho sbagliato persona".

Concludo con una cosa carina (eppure prima o poi il post su THE BOX dovrò farlo):
su un altro muro i simpatici amichetti con molto tempo libero hanno lasciato fianco a fianco due scritte: FORZA NUOVA e, proprio accanto, COMUNISTI BASTARDI. Ma siccome, ed è risaputo, i fascisti non sono proprio i più furbi di tutti, le hano scritte su due righe, e alla fine il risultato è questo:
FORZA COMUNISTI
NUOVA BASTARDI.
Son ragazzi.

lunedì, giugno 04, 2007

Speranza

Tema: Questa settimana abbiamo studiato gli dei e gli eroi dell'antica Grecia. Quale storia ti è piaciuta di più? Chi è il tuo eroe preferito? E chi è il tuo eroe nel mondo di oggi?
Svolgimento: Questa settimana abbiamo studiato gli dei e gli eroi dell'antica Grecia. A me è piaciuto moltissimo quando anno fatto la guerra di quella parola, che ci erano Achille e Ulisseo e Ancamenone e anche il re che aveva cinquanta (cinquanta!) figli e figlie. Ma non erano tutti bambini, esso aveva anche dei figli e figlie più vecchi.
Alla fine è finita la guerra perchè i greci anno fatto finta di andare via e invece si erano nascosti dietro i sassi, e hanno regalato un regalo di addio ai troiesi, un cavallo di legno e dentro però si trovavano Ulisseo e un altro, sono usciti e anno vinto loro.
Il mio eroe preferito era Ulisseo, perchè esso era molto furbo e astuto.
Il mio eroe nel mondo di oggi prima era Zorro, perchè aveva la spada e salvava i poveri dai ricchi.
Ma ora il mio eroe del mondo di oggi non è più Zorro, perchè esso non esiste, e il mio eroe preferito del mondo di oggi è Giorgio Mastrota, il quale è molto bravo ma anche molto sfortunato, e la maestra a detto che gli eroi sono sempre molto sfortunati, e secondo me anche Giorgio Mastrota.
Esso prima era famoso e tutti gli volevano bene e lo amavano molto, e adesso vende materassi alla persone povere e gli regala anche le pentole e le biciclette, che la mia mamma dice che quei prezzi sono un furto e allora io penso che lui ruba le pentole ai ricchi e le vende a poco alle persone povere, come Zorro e Robinud.
Quando poi esso va in televisione tutti lo prendono un po' in giro, ma gli vogliono bene, come gli amici, e secondo me lui pensa di avere tanti amici, ma poi esce dalla televisione e nessuno lo riconosce quando va al supermercato o in cartoleria, e lui diventa triste.
Allora io o pensato che anche Supermen e Spaidermen hanno i loro tifosi che li aiutano e gli vogliono bene anzhe se vanno al supermercato, e o deciso di aiutare il signor Giorgio Mastrota a essere felice anche quando esce dalla televisione e io e Marchino abbiamo fatto il Club degli amici di Giorgio mastrota, che ci vuole latessera e ce la abbiamo solo io e marchino e il signor giorgio Mastrota. La sua per ora ce la ho io, ma quando lo trovo al supermercato lo riconosco e glie la regalo.

Dici alla mamma e al babbo che voglio parlare con loro.